Ti giro intorno: recensione del film Netflix con Andie MacDowell

La recensione del teen-drama di Sofia Alvarez, trasposizione dell’omonimo romanzo della scrittrice americana Sarah Dessen. Disponibile su Netflix dal 6 maggio 2022.

Una ragazza che vuole fiorire e per farlo deve uscire dal guscio, una madre possessiva che le vuole indirizzare la strada da percorrere, un padre assente che si è rifatto una famiglia altrove ma che resta incapace di assumersi le responsabilità, il bel ragazzo locale con qualche punto irrisolto che le ruba il cuore e nuove amicizie pronte a starle accanto.  Il tutto ovviamente nella cornice di un’estate indimenticabile che cambierà profondamente l’esistenza della protagonista di turno. E poi ci sono le onde, il sole, i bagni di mezzanotte, le feste più o meno organizzate, i baci più o meno rubati, la prima volta e i sogni che improvvisamente diventano realtà. E quanto accade ad Auden in quel di Colby Beach, una cittadina di mare molto pittoresca dove la studentessa non ancora maggiorenne di Ti giro intorno si trasferisce per trascorrere il periodo estivo con il padre e la sua nuova compagna. Ed è sempre lì che la ragazza vivrà quel particolare anno in cui tutto sembra destinato a cambiare radicalmente.

Ti giro intorno è il classico coming-of-age dal copione già scritto

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Quella in questione è di fatto la ricetta di un menù che ormai conosciamo a memoria e con essa ogni singolo ingrediente che la compone da decine di anni a questa parte. Una ricetta, quella portata  sugli schermi di Netflix dal 6 maggio 2022 da Sofia Alvarez partendo dall’omonimo romanzo di Sarah Dessen (da un altro suo libro ricordiamo la trasposizione di Contratto d’amore con Mandy Moore), appartenente alla tradizione del coming-of-age. Un filone con relativi temi e stilemi che gli sceneggiatori alle varie latitudini, nonostante lo scorrere delle stagioni e delle mutazioni genetiche socio-culturali, pare non abbiano nessuna intenzione di cambiare, se non inserendo di tanto in tanto qualche variazione nel colore e nella texture, ma senza tuttavia alterare in maniera sostanziale il Dna nativo della componente strutturale, narrativa e drammaturgica.

In Ti giro intorno non c’è assolutamente nulla da segnalare in termini di originalità

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Ecco perché la pellicola della regista americana, qui alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa, sin dai minuti iniziali si presenta come un copione già letto del quale l’abituale frequentatore dei teen-drama e dei romanzi di formazione conosce perfettamente caratteristiche, sviluppi e punti di arrivo delle one-lines, a cominciare da quella del personaggio di Auden. Un profilo, il suo, così come quello degli altri personaggi che le gravitano intorno e che animano la storia, che sembra uscito da una catena di montaggio alla pari di un prodotto seriali. Motivo per cui ci si trova a fare i conti con un film del quale conosciamo tutto e il contrario di tutto ancora prima di avere premuto il il play, infilandosi in quella linea immaginaria che da Sapore di mare porta diritti a Summertime. Questo per dire che in Ti giro intorno non c’è assolutamente nulla da segnalare in termini di originalità, nemmeno una pennellata personale che ne giustifichi in qualche modo la visione.

Un mix celebralmente accomodante e non impegnativo di leggerezza, spensieratezza, romanticismo ed emozioni a buon mercato

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L’opera prima della Alvarez nulla ha da aggiungere alla causa e probabilmente nemmeno era nell’intenzione di colei che ha firmato le pagine della matrice originale della quale il film è la trasposizione. Si assiste al classico percorso di crescita di un’adolescente alle prese con l’esplorazione dei propri sentimenti e con quelli che derivano da esperienze prima di allora mai provate, ma anche con le dinamiche complesse legate a doppia mandata alle relazione biologiche e non. Tutto questo fa di Ti giro intorno un prodotto audiovisivo scontato e piatto, che si appoggia al già visto e all’effetto nostalgia per accontentare quella fetta di abbonati alla piattaforma a stelle e strisce in cerca di un mix celebralmente accomodante e non impegnativo di leggerezza, spensieratezza, romanticismo ed emozioni a buon mercato. Se vi è sufficiente, allora questa è la pellicola perfetta per trascorrere una novantina di minuti in compagnia tra l’altro di volti noti come Andie MacDowell e Dermot Mulroney.

Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione

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