TFF35 – The Scope of Separation: recensione

The Scope of Separation e la pretesa indie di Yue Chen

The Scope of Separation è il film cinese diretto e scritto da Yue Chen, opera prima che conta nel cast gli attori Liu Shidong, Yao Ye, Wang Baonan, Qian Hongbo, Xing Haijie e Yin Dong, incentrata sulla vita di un giovane ragazzo scansafatiche che cerca di trovare la strada giusta al fine di non buttare nel vuoto la sua giovinezza, pur consapevole che per farlo dovrà munirsi della volontà primaria di diventare adulto. Una serie di domande al quale il protagonista spera di poter rispondere guardando alla fine delle sue mille sigarette, credendo di ricevere da quelle sue amiche qualche minima conferma.

Liu Shidong non ha un lavoro, non ha un titolo di studio e passa intere giornate giocando o distraendo la mente all’interno di qualche bar. Un ragazzo che cerca di tenere il futuro più lontano possibile, peccato che quest’ultimo venga inevitabilmente a bussargli sulla porta dell’esistenza, tentando di convincere Liu Shidong a fare la prima mossa. Sarà attraverso la conoscenza di due ragazze differenti, la timida e introversa Wang Yuzi e la spumeggiante Soon, che il giovane inizierà a prendere in mano le redini della sua vita.

The Scope of Separation – La pretesa indie del film di Yue Chen

the scope of separation

Non voler combinare nulla per i prossimi dieci, venti anni; godersi la stagione florida di una gioventù che si augura non veder sfiorire. Tipico atteggiamento da imprudente, quello di Liu Shidong, un uomo ancora dalla maturità incompleta che accennerà a crescere solo dopo aver provato sentimenti affettuosi nei confronti delle due ragazze. Uno sforzo, per il personaggio principale, quanto mai immane, ma dal quale un giorno troverà giovamento.

Dalla colonna sonora di repertorio che comprende deliziosi e a volte energici brani musicali, che  avvolgono i personaggi come fa la perenne nube grigiastra che si forma di continuo a causa del vizio interminabile di Liu Shidong, The Scope of Separation vuole spingersi oltre la tradizione del proprio cinema popolare per addentrarsi nelle atmosfere dei sempre di nicchia, ma ben più conosciuti film di estrazione indipendente, utilizzando il consueto protagonista irresponsabile attorno al quale ruota interamente la breve storia. Una pellicola dalle pretese occidentali che si avvicina leggermente all’obiettivo che si era posta, quasi centrandolo pur con tutti i suoi massicci difetti, che purtroppo non hanno potuto garantire all’opera la salvezza.

The Scope of Separation – Un regista che deve ancora trovare il ritmo

the scope of separation

Con il contributo del direttore della fotografia Wang Qiang, che dilata l’espansione della luce rendendola soffice e diffusa e facendo in tal maniera aleggiare un clima a metà tra ciò che è reale e ciò che sembra sospeso, il lungometraggio di esordio di Yue Chen riempie la bocca dei suoi personaggi di dialoghi naïf, che perdono comunque il titolo di peggior assortimento di parole se messi a confronto con i piccoli monologhi riservati a Liu Shidong, vuoti e irrimediabilmente banali, come fossero la base di un discorso che appuntava i principali argomenti per poi esporli più tardi al meglio. Uno script che richiede molto più lavoro di revisione rispetto ad una regia che, seppur ancora molto incerta, sta cercando il suo stile da seguire, presentando delle intuizioni interessanti, pur risultando troppo mirate nel voler necessariamente apparire artistiche all’occhio del pubblico.

The Scope of Separation mostra l’amore dell’ancora inesperto cineasta Chen per un determinato genere di commedia. Di certo il regista dovrà imboccare ancora tante strade prima di giungere ai livelli a cui aspira. Un film che non soddisfa sotto innumerevoli punti di vista, ma si spera possa essere punto di partenza per far trovare il ritmo necessario – di cui l’opera è priva – al regista.

 

Regia - 2
Sceneggiatura - 1.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 2
Sonoro - 3
Emozione - 2

2.2