The Lego Movie 2: Una nuova avventura – recensione

La recensione di The Lego Movie 2: una nuova avventura, sequel del film d'animazione del 2014 ispirato ai mattoncini inventati da Ole Kirk Kristiansen.

Era il 2014 quando sugli schermi di tutto il mondo arrivò The Lego Movie, capolavoro dell’animazione che, partendo dal mondo dei celeberrimi mattoncini danesi inventati da Ole Kirk Kristiansen nel 1916, aveva creato un film spassosissimo, ironico, colorato e pop come pochi altri. Fu un successo incredibile, doppiato di lì a poco dagli spin-off LEGO Batman – Il Film e LEGO Ninjago – Il film, che portarono al successo un’animazione in grado di unire CGI, Stop Motion e Live Action in modo assolutamente geniale ed efficace.
Ora, a cinque anni di distanza, arriva il sequel ufficiale: The Lego Movie 2 – Una Nuova Avventura, per la regia di Mike Mitchell (un fuoriclasse dell’animazione da fine anni ’90) e basato su uno script di Raphael Bob-Waksberg, Matt Fogel, Michelle Morgan, e soprattutto Phil Lord e Christopher Miller, i registi del primo film.

The Lego Movie 2: Lego vs Duplo

Son passati ben cinque anni da quando Emmet, l’allegro e spensierato operaio, assieme a Lucy, Benny, Barbacciao, Unikitty e Batman ha salvato il mondo dei Lego dal malvagio Lord Business, convertendolo al bene, e si era guadagnato il rispetto e l’ammirazione di tutti i personaggi di un mondo influenzato in realtà dalle scelte fatte dal giovane Finn (un bambino di otto anni) e dal rapporto con il collerico padre, insensibile alla creatività del figlio.
Ora però The Lego Movie 2 riparte dal finale del precedente episodio, dove la pace appena riconquistata era stata messa a soqquadro dall’arrivo degli strani, morbidosi ma vandalici Duplo (i mattoncini Lego studiati per l’infanzia).
In poco tempo l’universo di Emmet e dei suoi amici è diventato un apocalittico mondo simile a quello di Mad Max o Ken Shiro, dove tutti lottano per sopravvivere, tranne Emmet che vede bontà anche dove non esiste. Conta ormai solo sopravvivere agli attacchi dei Duplo.
Ma l’arrivo di un inaspettato visitatore, porterà nuovi sconvolgimenti e rivelazioni scioccanti nel fantasioso mondo che, anche in questo caso, vive in perfetta relazione a ciò che i suoi piccoli padroni umani creano usando non solo la fantasia, ma soprattutto le emozioni.

lego movie

The Lego Movie 2: un sequel riuscito

Difficile confermarsi continuamente nei vari sequel, spin-off e via dicendo, pure al giorno d’oggi, pure a fronte della gigantesca macchina produttiva e creativa messa in atto dalla Warner per cercare di replicare il successo del primo film, che a suo tempo incassò qualcosa come un miliardo di dollari, spiazzando tutti.
Tuttavia si può dire che, tutto sommato, questo The Lego Movie 2 per quanto senza la genialità del primo, porti però elementi narrativi e contenuti molto più profondi e complessi, grazie ad uno script che per quanto chiassoso e variopinto, non rinuncia a proporre metafore molto interessanti.
Su tutte sicuramente merita un plauso il ridicolizzare i cliché dell’animazione Disney che fu, abitata sovente da una superficialità abbastanza palese, dove i buoni sono bellissimi ed i cattivi orrendi d’aspetto.

Ma il film fa di più, si rende parodia della commercialità spicciola, dei prodotti culturalmente scadenti o poco fantasiosi, della musica e dell’intrattenimento 2.0 fatti solo ed esclusivamente per soldi, della tecnologia che già è invasiva ai tempi dell’infanzia del 2000, dell’omologazione forzata verso il “bello” canonico e imposto.
In questo, in tutto questo, si inserisce un film che è solo apparentemente per bambini o solo parzialmente; nella realtà The Lego Movie 2 è un film per adulti o perlomeno per quegli adulti che con la scusa di portare la prole al cinema vogliono fare un piccolo e grazioso viaggio nel tempo.
Abitato da citazioni da nerd sapienti e affettuose al cinema, fumetti e giochi anni ’80 e ’90, offre ironia dissacrante ma mai eccessiva, easter eggs succosi e una trama con dei colpi di scena niente male.

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Bellissima la grafica, che accompagna e valorizza un film ricco di fantasia e dotato di ottimo ritmo, per quanto talvolta forse un pò troppo accelerato e non ben distribuito nelle varie trame e sottotrame.
Rispetto al primo vi è sempre l’apporto della colonna sonora frizzante di Mark Mothersbaugh, che si sposa un The Lego Movie 2 che ha nella regia di Mitchell un elemento ad un tempo conservatore e innovatore.
Vecchia volpe dell’animazione, crea un qualcosa di familiare e quasi vintage nel citare e proporre un viaggio che prende molto da un Z la Formica, da Bianca e Bernie, Toy Story e tanto altro ancora. Ma con rispetto e umiltà, senza strafare. E allo stesso modo omaggia Spielberg, Lucas, Don Bluth, Zemeckis.
Non è un capolavoro ma certamente un prodotto molto più originale dei tanti colossi disneyani imposti negli ultimi anni suon di marketing e canzoni ammazza allegria.

 

Regia - 3.5
Sceneggiatura  - 3.5
Fotografia - 4
Recitazione - 3
Sonoro - 3.5
Emozione - 3.5

3.5