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Prendimi! è una pellicola che elabora nel dettaglio un articolo scritto da Russell Adams per il The Wall Street Journal, e racconta la storia vera di un gruppo di amici che per oltre trent’anni ha giocato ad acchiapparella. Uno spunto decisamente bizzarro, di forte richiamo per una parata di attori affermati che hanno deciso di prendere parte ad un progetto all’apparenza irrealizzabile. La commedia, scritta da Rob McKittrick e Mark Steilen e diretta da Jeff Tomsic, conduce un gioco infantile che contiene un mantra indicativo, un motto che riassume l’essenza della storia proposta: “Non smetti di giocare perché invecchi, invecchi perché smetti di giocare”.

Prendimi!: il gioco diventa una scusa per riunirsi

Prendimi!, Cinematographe.it

Cinque amici trascorrono l’intero mese di maggio giocando ad acchiapparella da oltre trent’anni. La premessa è stata stabilita per attuare una lunga serie di peripezie con coinvolti i quattro protagonisti di punta Hoagie (Ed Helms), Bob (Jon Hamm), Chilli (Jake Johnson) e Sable (Hannibal Buress), aiutati da Anna (Isla Fisher), la moglie di Hoagie. Il loro obiettivo è quello di rovinare il record di Jerry (Jeremy Renner), unico membro del gruppo a non essere mai stato preso da quando hanno cominciato a giocare. Una giornalista (Annabelle Wallis), interessata a questa mirabolante parentesi tra amici, trascriverà ogni mossa da loro compiuta per pubblicare un articolo che richiami la completa attenzione dei lettori del The Wall Street Journal.

Prendimi!- La storia vera più assurda di sempre porta con sé un titolo esplicativo, che riassume i toni e le dinamiche instaurate durante la lavorazione del film. Un’idea potenzialmente fallimentare se distribuita in un totale di 130 minuti di durata. Eppure la sorpresa sta nel coinvolgere un numeroso cast di personalità affermate e farle interagire fra loro, in un contesto prettamente comico dai risvolti altamente spassosi. Un inseguimento incessante e senza tregua; un gioco nato per caso che si evolve, cambia modalità e regole in maniera organica e si tramuta in un’esperienza ricca di azione e adrenalina. Il cuore pulsante di Prendimi! sta nella commistione riuscita di energia e battute pungenti e nel confonderci sulla veridicità degli avvenimenti.

Prendimi!: gli attori coinvolti nel progetto possiedono l’energia giusta per valorizzare uno spunto debole

Prendimi!, Cinematographe.it

Gli episodi che si susseguono nel film viaggiano su un filo molto sottile, in bilico fra scherzi ottimamente architettati e parentesi toccanti da trattare con guanti di velluto. Il gruppo di amici devono adattarsi in un ambiente, quello di Jerry, che muta forma e potrebbe sfociare nel caos più totale; è in procinto di sposarsi e vi sono una serie di preparativi che non possono essere rovinati dal gioco. Una scelta di sceneggiatura indovinata per mantenere il ritmo elevato e il legame fra i personaggi principali ben saldo. L’importanza del non essere definiti perdenti lascia spazio ad un’amicizia da consolidare, rifinendo le sensibilità di uomini che ancora devono maturare e inserendo una dose non indifferente di emotività in un racconto prevalentemente infantile.

È una formula che non può essere condannata del tutto: nel suo insieme Prendimi! è un concentrato di follia contenuta, di apparente stupidità che può assumere un connotato più intimo, nella quale possiamo riconoscerci. Un cast davvero affiatato guida una conduzione di trama regolare, forte di una regia solida quando si deve procedere con il gioco vero e proprio; vi sono evidenti richiami al cinema di Guy Ritchie con i suoi Sherlock Holmes e Sherlock Holmes – Gioco di Ombre, con membri della compagnia che analizzano gli elementi circostanti, le mosse e le contromosse che possono effettuare le vittime del gioco e le tempistiche da perfezionare per avere la meglio sui partecipanti. Una trovata molto simpatica che rende la pellicola piacevole da seguire.

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