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Obsessio di Giovanni Marzagalli è un film del 2019 che racconta la storia di Trevor McNills, uomo d’affari americano arrestato per violenza sessuale. La sceneggiatura è scritta a quattro mani da Adriana e Maria Marzagalli, la fotografia è di Luigi Mingrone e le musiche sono a cura di Francesco Marchetti. Il cast è composto da Natalie Burn, Neb Chupin, Emanuele Leone e Simon Phillips. Obsessio sarà presentato a Venezia in un evento collaterale all’edizione del Festival del Cinema di quest’anno.

Obsessio: la trama del film di Giovanni Marzagalli

obsessio, cinematographe.it

Trevor McNills (Chupin) è un importante uomo d’affari americano, che passa le sue giornate seduto alla scrivania dei suoi uffici in un attico a Manhattan. La sua posizione sociale e la sua ricchezza sono tutto per lui, le due cose che lo rendono un Dio sulla Terra. Trevor è affetto da un grave disturbo ossessivo compulsivo di personalità; patologia che lo porta a essere schiavo di uno stile di vita nel quale il controllo delle persone e delle cose è al primo posto.

Nell’ufficio accanto al suo lavora la giovane e bellissima Natalie (Burn), per la quale Trevor comincia presto a nutrire un profondo interesse. Approfittando del fatto che la ragazza sia una sua dipendente, l’uomo comincia a spiarla, a registrarla e a seguirla anche al di fuori dell’orario lavorativo. L’arrivo in ufficio di Dave (Phillips) e del suo rapporto con Natalie non porta altro che a far peggiorare la gelosia di Trevor, il quale trasformerà presto la vita della ragazza in un vero e proprio inferno.

Obsessio: la differenza tra ambizione e realtà

obsessio, cinematographe.it

Giovanni Marzagalli decide di mettere in scena un film ambizioso, con lo scopo di raccontare una vicenda complessa, delicata e controversa. Quando si prende la decisione di dedicarsi a una pellicola in grado di far entrare lo spettatore a contatto con una mente deviata, si entra in un terreno minato, viste le tantissime condizioni che devono essere soddisfatte. Servono una scrittura brillante e profonda, ma comprensibile; servono degli attori in grado di mettere in scena dei personaggi più complessi della norma e, ad accompagnare la narrazione, serve una regia in grado di rispecchiare il più possibile il mondo interno del protagonista e quello che la sua figura trasmette poi all’esterno.

Di tutte queste qualità e caratteristiche Obsessio ha sicuramente l’ambizione, ma l’ottimo potenziale dell’idea dietro la pellicola rimane quasi totalmente inespresso.

Le cause si possono rintracciare in molti fattori: da una regia ancora acerba ad una fotografia che, pur riuscendo ad accompagnare i momenti della narrazione, deve ancora scrollarsi di dosso un concetto di messa in scena ancora legato al modello televisivo. Spostando il focus troviamo una colonna sonora ben realizzata e in piena sintonia con l’azione, ma, di contro, una sceneggiatura sicuramente troppo didascalica.
Gli attori, che recitano prettamente in due/tre ambienti interni, danno vita ai loro personaggi ricorrendo a performance a tratti forzate, di certo non totalmente aiutate dal doppiaggio.

Concludendo, il giovane Giovanni Marzagalli con Obsessio si carica di un progetto forse ancora troppo grande e cerca di portare sul grande schermo una vicenda difficile, carica di significati metaforici, e di restituirla al pubblico in modo crudo, senza filtri, cercando di suscitare la sensazione di disturbo (a cui comunque si avvicina in una delle scene topiche del film) degna dei fatti narrati.

Un percorso molto arduo per chiunque, ma che diventa impossibile nel momento in cui gli elementi inclusi nel progetto non risultano avere la forza tale da elevare la pellicola ai livelli dell’idea di partenza.

È da sottolineare, infine, come al centro del progetto ci sia una riflessione onesta sul mobbing e sugli abusi sul posto di lavoro ai danni delle donne che, in un periodo storico affollato di notizie di scandali e le attività del movimento #MeToo, rende la pellicola comunque fortemente attuale.

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