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Atmosfere cupe, una creatura assetata di sangue, un pizzico di romanticismo e una storia di rivalsa al femminile. Sono questi gli ingredienti di Non mi uccidere, horror dalle tinte gotiche diretto da Andrea De Sica, regista che torna al lungometraggio dopo l’acclamato esordio con I figli della notte e dopo l’esperienza seriale nella direzione di Baby. Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Chiara Palazzolo, il film parte da un gesto d’amore estremo per raccontare una storia di rinascita e riappropriazione del corpo di una giovane adolescente che è pronta a fare il suo salto verso l’età adulta. Il film sarà disponibile on demand dal 21 aprile sulle principali piattaforme streaming.

Non mi uccidere: la trama

Alice Pagani Rocco Fasano Cinematographe.it

Mirta ama Robin alla follia, lui le promette che sarà amore eterno e lei si affida al lui con cieca fiducia. In una cava abbandonata, la voglia di trasgredire con una sostanza proibita costa la vita a entrambi. La ragazza però si risveglia dalla morte e inizia a vagare per le strade della sua città. Presto Mirta si renderà conto che nulla è più come prima: Robin è morto e nulla sembra avere più senso. La ragazza, infatti, capisce di essersi trasformata in una creatura della notte, che per sopravvivere ha bisogno di nutrirsi di sangue e carne di umani. Oltre a fare i conti con la sua nuova condizione, Mirta si ritrova braccata da un gruppo di uomini misteriosi che vogliono catturarla…

Coming of age e sapore alla Twilight

Non uccidere Cinematographe.it

Il film parte da una storia d’amore romantica dai contorni misteriosi, per finire in un incubo che presto si rivelerà essere un’occasione di crescita. Andrea De Sica continua la sua esplorazione nel mondo degli adolescenti, affondando le mani nel cinema di genere. È quasi impossibile non pensare alla saga Twilight fin dall’inizio del film: la somiglianza di Robin, interpretato da Rocco Fasano, con Ed Cullen interpretato da Robert Pattinson gioca brutti scherzi. Eppure Non uccidere si sgancia presto dalla love story romantica per procedere verso la strada del coming of age. Questo è infatti un horror che unisce gli elementi del genere alla sfera drammatica, portando alla memoria film come Lasciami entrare.

Non uccidere è un racconto di formazione dark

Alice Pagani Non mi uccidere Cinematographe.it

La protagonista prima di essere una sopramorta (una giovane deceduta per una morte violenta che ha ancora qualcosa da risolvere nel mondo dei vivi) era un’adolescente in balia di se stessa, trascinata dell’infelicità famigliare e nella gabbia di un amore estremo. Sul cammino verso la scoperta di sé stessa, Mirta ha paura ma ha anche voglia di mostrarsi per quello che è, ma soprattutto di distruggere quelle briglie che la fanno essere in balia delle scelte degli altri. In questo messaggio di crescita si nasconde anche quello di rivalsa sociale, tutto al femminile. Non uccidere coglie la palla al balzo per inserire nella storia tematiche attuali, come l’affermazione della figura femminile all’interno di una storia d’amore ma anche quello di sorellanza e solidarietà tra donne, oggi reclamata a gran voce nella lotta dei diritti femminili.

Tutto al posto giusto, ma manca l’emozione

Non mi uccidere

Il film inizia “con il piede sull’acceleratore” mostrando i due giovani protagonisti in una folle corsa in auto, una sfida ad occhi chiusi tra le curve di una strada di montagna. Da quel brivido iniziale – scena in cui si percepisce la grande paura della protagonista – però non c’è altro. Il film si accomoda su cliché visti e rivisti, senza offrire grandi emozioni. Il film è ben confezionato e tutti i comparti mostrano qualità, ma la messa in scena non ha slanci stilistici. Due punti a favore per il film di Andrea De Sica ci sono: la cura nella scelta del cast, attori tutti in parte e con la dote di avere le facce giuste per un prodotto di genere e la cura nella scelta delle musiche che compongono la colonna sonora.