Nome in codice: Imperatore – recensione del film Netflix con Luis Tosar 

Dal 12 agosto 2022 su Netflix la spy-story spagnola diretta da Jorge Coira con Luis Tosar nei panni di un agente di un'unità parallela dell’Intelligence coinvolta in attività illegali.

È uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo e quel qualcuno è Juan, il protagonista di Nome in codice: Imperatore, la spy-story spagnola rilasciata da Netflix il 12 agosto 2022 dopo una breve parentesi nelle sale iberiche e la presentazione come film d’apertura della 25esima edizione del Málaga Spanish Film Festival lo scorso marzo. Nella pellicola scritta da Jorge Guerricaechevarría e diretta da Jorge Coira, a fare le cosiddette “pulizie” ci pensa il personaggio interpretato dal sempre credibilissimo ed efficace Luis Tosar, qui nei panni particolarmente scomodi e delicati di un agente di un’unità parallela dell’Intelligence coinvolta in attività illegali. A lui e alla sua squadra il compito di muoversi nell’ombra e nel guado per risolvere situazioni complicate, sbrogliare matasse e togliere dai guai figure illustri. Ed è quello che il team guidato da Juan farà per l’intera durata della timeline a disposizione del regista, sceneggiatore e montatore galiziano.

Nome in codice: Imperatore recensione, Cinematographe.it

Nome in codice: Imperatore è un tiratissimo mix di thriller politico e spionaggio

Nome in codice: Imperatore recensione Cinematographe.it

Ma per sapere a cosa si riferisce il titolo dell’ultima fatica dietro la macchina da presa di Coira, a cosa servirà il codice in questione, bisognerà attendere i minuti finali di questo tiratissimo mix di thriller politico e spionaggio. Soluzione che arriverà in quella che calcisticamente parlando è nota come la tanto temuta Zona Cesarini nella quale può accadere tutto e il contrario di tutto. Ed è esattamente ciò che accade nella quasi due ore di Nome in codice: Imperatore, nelle quali il protagonista e lo spettatore di turno al seguito si troveranno a dipanare la fitta ragnatela tessuta intorno all’operato poco lecito di esponenti di spicco del mondo della politica, dello spettacolo e dello sport. Figure, queste, che si trovano coinvolte in giochi di potere e in torbide vicende che potrebbero innescare scandali e pericolose reazioni a catena. E qui entra in ballo il Juan di Tosar, chiamato proprio a fare “pulizia” e a rimettere le cose in ordine, quando queste necessitano di essere aggiustate o occultate.

Nome in codice: Imperatore assomiglia a una partita di poker caratterizzata da continui rilanci che portano diritti a un all-in

Nome in codice: Imperatore recensione  Cinematographe.it

Insomma normale amministrazione per gli abituali frequentatori dei thriller spionistici ad alto voltaggio come questo, in cui i ribaltamenti di fronte, i cambi nelle posizioni dominanti, così come il progressivo svelamento delle verità, si susseguono a ritmo sempre più incalzante. Lo script firmato da Guerricaechevarría si presenta alla platea come un percorso a ostacoli, per non dire minato, dove i personaggi coinvolti, a cominciare da quello principale, sono costantemente chiamati a prendere decisioni cruciali che possono risultare fatali. In tal senso, Nome in codice: Imperatore assomiglia a una partita di poker caratterizzata da continui rilanci che portano diritti a un all-in.

Salite e discese di tensione attraverso le quali l’autore calamita a sé l’attenzione del fruitore, coinvolto in un autentico ginepraio

Nome in codice: Imperatore recensione  Cinematographe.it

Da parte sua Coira raccoglie la sfida, mettendo a disposizione di una scrittura tesa come una corda di violino pronta a spezzarsi da un momento all’altro tutta l’esperienza accumulata negli anni sul set e alla moviola di film e serie appartenenti al medesimo filone da lui diretti o montati come Desconocido – Resa dei conti. Da questi ha preso la capacità di dosare al meglio la tensione per farla implodere sullo schermo dopo un sali e scendi in grado alzare e abbassare a piacimento la temperatura. Ed è quello che accade per tutta la durata della timeline, con salite e discese di tensione attraverso le quali l’autore calamita a sé l’attenzione del fruitore, coinvolto a sua volta in un autentico ginepraio. E come se non bastasse arrivano anche le conseguenze dell’amore, quelle che scombinano le carte in gioco rimettendo tutto in discussione, complicando l’operato del protagonista, costretto come tutti gli “eroi” tormentati della letteratura a decidere tra l’inseguire il desiderio di una vita privata e il soffocamento dello stesso a favore della carriera. E Tosar, dall’alto dell’ormai sua consueta bravura camaleontica, consegna alla sua personale galleria di personaggi e al pubblico un’altra performance degna di nota, in grado di restituire sullo schermo questo devastante conflitto interiore.       

Regia - 4
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 4
Sonoro - 3.5
Emozione - 3.5

3.7

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