Mr Long: recensione

Sabu racconta attraverso diversi generi la storia di un killer e di un bambino che sapranno trovare insieme la normalità e l'affetto, in un film emozionante come Mr Sabu.

Mr Long arriva da lontano. È misterioso, enigmatico. È dolce, ma non può dare a vederlo, è paziente tanto quanto sa essere affilata la sua lama. Mr Long è l’emblema del film di cui è protagonista, a cui non solo affida il proprio nome per farne titolo dell’opera cinematografica, ma consegna al racconto la sua essenza di personaggio per tramutarla in una storia multiforme, che racchiude non solo un uomo, ma le infinite possibilità in cui quest’ultimo può essere.

Costretto alla clandestinità dopo un lavoro finito male, il killer Long (Chang Chen) si ritrova nei bassi fondi di Tokyo, dove è costretto a nascondersi da alcuni spietati criminali che non aspettano altro che farlo fuori. Senza soldi, né cibo, né una dimora decente in cui alloggiare, la salvezza di Long sarà l’incontro con il piccolo Jun (Runyn Bai), che non solo aiuterà l’uomo a sistemarsi, ma gli permetterà di entrare in contatto con chi saprà interessarsi alle sorti dello sconosciuto. Una condivisione improvvisa che porterà Long ad affezionarsi al bambino e a tentare di risanare il suo futuro e quello della madre drogata Lily (Yiti Yao).

Mr Long – Generi diversi attraverso la splendida regia di Sabumr long cinematographe

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In competizione alla 67esima edizione del Festival di Berlino, il regista giapponese Sabu incanta tutti con il suo film Mr Long, la scoperta di una normalità che può essere apprezzata da chi dal passato ha avuto soltanto violenza e dispiaceri. Narrando l’unione di un serial killer cinese con un bambino sveglio e intelligente, l’autore e sceneggiatore della pellicola ne indaga le angolazione più diverse, non circoscrivendo il proprio film ad un unico genere, ma tentando di riportare al cinema quello che realmente può essere la vita: dolorosa, irruenta, tenera, gentile.

Spiazzando dunque lo spettatore per il continuo tramutare di tono che Sabu sceglie di utilizzare ogni volta, Mr Long si dimostra un mobile a compartimenti stagni in cui al suo interno c’è sempre una differente maniera con cui parlare dei suoi personaggi e delle loro vicissitudini, in un fluttuare di atmosfera in atmosfera che viene attraversato in modo piuttosto naturale. Non è infatti mai forzato il passaggio che avviene tra le differenti voci del film, dal pianto drammatico di una madre distrutta, dalla fumosità delle strade notturne di una Taiwan mondana, dalle battute di una chiassosa famiglia che vuole intromettersi e aiutare. La regia di Sabu, splendida e ricercata e insieme mai sovraccarica o inutilmente estetica, si adatta come un camaleonte ad ogni situazione presentata, trovando sempre la soluzione più appropriata ai tipi di narrazione proposti. E così anche il calore o la freddezza della fotografia, il montaggio e i suoi respiri, e ancor di più la colonna sonora composta da Junichi Matsumoto, che di volta in volta sottolinea il genere che sta venendo rappresentato, senza risultare neanche per un secondo didascalica, ma solo necessaria a sostenere l’insieme della storia.

Mr Long – Tutte le intonazioni del cinemamr long cinematographe

Sabu non teme di destreggiarsi con estro dietro la macchina da presa né tra le pagine della stesura del suo racconto, ottenendo l’incastro di risvolti che sanno arrivare inaspettati e donano un sconcerto positivo ai propri personaggi e al suo pubblico. L’autore ha così, nella sua fervida ideazione, l’opportunità di esplorare linguaggi solitamente slegati eppure, nella sua opera, visibilmente ben solidi tra loro, realizzando un prodotto che emoziona regalando una gamma contrastante di sensazioni.

Mr Long non risparmia niente: i sentimenti, il sangue, i combattimenti, le risate. E anche il romanticismo, la perdita, la dipendenza, l’affetto. Sabu dirige Chang Chen e Runyin Bai e li fa parlare con gli occhi, incatenati gli uni agli altri e poi ancora con gli spettatori, che ne colgono gli stati d’animo e i legami. Un film che ne contiene al suo interno altrettanti, ognuno con la propria storia e la propria ragion d’essere, per un cinema che comunica al mondo in tutte le sue intonazioni.

Mr Long è al cinema dal 29 agosto con Satine Film.

Regia - 4.5
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3.5
Sonoro - 4
Emozione - 3.5

3.8