Morgan: recensione del thriller sci-fi di Luke Scott

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Morgan è il film con il quale Luke Scott, figlio del celebre filmmaker Ridley Scott, debutta alla regia di un lungometraggio ed è un esordio da ricordare. Nel cast troviamo Kate Mara, Anya Taylor-Joy, Toby Jones, Rose Leslie, Boyd Holbrook, Jennifer Jason Leigh e Paul Giamatti.

“Morgan è il prossimo stadio dell’evoluzione umana. Ma l’evoluzione può essere pericolosa: cosa succede quando la creatura surclassa il suo creatore? E da quale parte stare: quella di questo prodigio dell’ingegneria genetica e quella dell’azienda che ne supervisiona lo sviluppo?”.

Morgan è prodotto da Ridley Scott ed è stato presentato fuori concorso al Trieste Science+Fiction Festival di quest’anno.

Morgan

Morgan: debutto da ricordare per la regia di Luke Scott

Morgan è un film di fantascienza estremamente violento. Il tema sci-fi, rappresentato dalla sperimentazione genetica, è infatti accompagnato da scene d’azione crude, senza mezzi termini. La regia di Luke Scott è sincopata al punto giusto e tiene lo spettatore incollato allo schermo mantenendo l’attenzione sempre alta, anche nei momenti che potrebbero essere definiti innocui. Scott mette in scena azioni che sono, com’è facile intuire, iperboliche.

Da premiare, quindi, è il talento di Scott nel riuscire ad interessare lo spettatore, ma – dall’altro lato – troviamo una sceneggiatura con qualche cedimento. La storia sulla quale Morgan si basa ha presupposti interessanti, ma è impossibile non notare – nel corso della narrazione, qualche buco qua e là. Nulla di troppo vistoso, si intende, ma sicuramente questi momenti poco chiari o esposti in malo modo, non passano inosservati. La sceneggiatura di Seth W. Owen, d’altro canto, era stata posizionata, nel 2014, all’ottavo posto della Black List delle migliori sceneggiature non prodotte. Che sia stata la messinscena a far perdere colpi ad un copione di per sé estremamente di qualità? Forse, ma si tratta di cedimenti assolutamente dimenticabili.

Morgan: la protagonista del film Kate Mara

Nonostante il titolo del film si riferisca ad un personaggio fondamentale, la creatura geneticamente modificata Morgan, la protagonista del film è Kate Mara. Interpreta una consulente del rischio per la corporation che gestisce l’esperimento centrale del film. L’attrice veste un ruolo inedito: quello dell’action woman. Nonostante abbia già partecipato a film movimentati – pensiamo, per esempio, al cinecomic I Fantastici 4 (The Fantastic Four, 2015) – Mara, questa volta, si dedica a calci, pugni, testate, defenestrazioni e colpi di pistola senza pietà. Kate Mara è sicuramente convincente nel ruolo e la sua solita poca espressività in questo caso calza a pennello su un personaggio che, per lavoro, giudica asetticamente le situazioni.

Morgan

Accanto a lei, nel cast, troviamo altri interpreti degni di nota, partendo da Paul Giamatti, il cui ruolo potrebbe essere considerato quasi un cameo: breve ma intenso. Rose Leslie, divenuta celebre per aver interpretato la bruta Ygritte ne Il Trono di Spade. La sua è un’interpretazione emotivamente interessante, guidata com’è, per tutta la pellicola, dai suoi sentimenti per Morgan: amore, certo, ma anche un timore profondo. Nel cast anche il brillante Toby Jones, che ha ormai dimostrato di saper interpretare ogni tipo di personaggio sempre con grande maestria. In questo caso Jones è uno scienziato preso dai rimorsi per aver creato, nonostante tutte le buone intenzioni, un mostro.

Morgan: quando la fantascienza incontra un thriller violento e drammatico

Morgan potrebbe essere definito come un thriller fantascientifico. Il film fonde perfettamente i due generi fornendo allo spettatore le sfide di uno e dell’altro. Da un lato ci troviamo alle prese con esperimenti scientifici e conseguenti dilemmi morali, dettagliate spiegazioni di processi complessi e tecnologia d’avanguardia (nonostante il film non sia ambientato in un futuro troppo lontano, anzi). Dall’altro lato veniamo sottoposti a continui momenti di tensione, acuiti dalla colonna sonora, che accompagna l’accelerare del ritmo cardiaco fino a far saltare lo spettatore sulla poltrona.

Morgan

Questa fusione non è certo una novità, ma Morgan la rappresenta perfettamente. Il film, insieme alla violenza, però, porta con sé qualche momento estremamente drammatico. Lo spettatore viene posto davanti ad una situazione crudele: nonostante Morgan non sia, effettivamente, un essere umano, ne ha tutto l’aspetto e l’idea di vederla rinchiusa in una stanza di vetro, mette i brividi. Cerchiamo di metterci nei suoi panni, sapendo che, inoltre, la sua esistenza sia tanto problematica perché creata in questo modo da scienziati in un laboratorio, alla ricerca della perfezione. Morgan subisce le conseguenze emotive, pratiche e psicologiche di una vita artificiale che le è stata assegnata. Ogni sua azione è una reazione, che ben presto le sfugge di mano.

Morgan

Morgan non è un film perfetto, ma potrebbe diventare un cult per i veri fan del genere. Se uno spettatore infatti, è poco avvezzo all’irrazionalità scientifica dei film sci-fi, se affronta con disgusto le scene troppo violente dei thriller al cardiopalma e se storce il naso davanti ai drammi psicologici, questo non è un film per lui. Se, al contrario, volete vedere un thriller scientifico al cardiopalma che vi interroghi sulla moralità del progresso genetico, siete nel posto giusto: Morgan è qui per voi.

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