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Esprimere la propria vita attraverso il teatro. Recitare una parte, che sia un re, un servo, un personaggio di finzione o qualcuno realmente esistito. Mettere una maschera per allietare il pubblico, e quel ragazzo di Burnley, periferia del Regno Unito, diventato studente di Cambridge poi professionista della scena, ha scelto di indossare quella che più gli si addiceva, che più rappresentava il suo modo di essere: quella di Ian McKellen. Il grandissimo interprete alla soglia degli ottant’anni decide di raccontarsi nel meraviglioso documentario McKellen: Playing The Part, un viaggio alla scoperta dell’interiorità di uno dei maggiori esponenti teatrali dei palcoscenici dell’intero mondo, diventato anche con il tempo immortale icona cinematografica.

McKellen: Playing The Part – I ricordi e le emozioni umane e professionali di Ian McKellen

McKellen: Playing The Part

Partendo dal vero e proprio inizio, tornando a quel sobborgo inglese in cui il piccolo Ian McKellen imparava a deliziare la propria famiglia e la gente per le strade con il suo istrionico modo di fare, l’attore ripercorre senza mai nascondersi tutti i passi della sua felice, ma troppo spesso nascosta vita; un uomo pacato acceso da viva scintilla che dalla poltrona della sua casa rinfresca la memoria per narrarla con disinvoltura e affetto alla telecamera. La sessualità, l’epifania attoriale, il rapporto con il pubblico, lo sbarco cinematografico, la lotta per i diritti umani: un percorso che procede lineare, ma viene contaminato di volta in volta dai punti cardine dell’esistenza del famoso caratterista, la quale si basa principalmente su un unico, fondamentale amore ossia quello per la recitazione.

A proporre a Sir Ian McKellen di intraprendere una lunga, sincera ed esplicativa intervista che riguardasse il rivelarsi con onesto piacere per permettere al pubblico di entrare nella profondità dell’incredibile interprete è stato il giovanissimo regista Joe Stephenson, reduce dal suo precedente lavoro Chicken (2015) e del tutto deciso a lasciare un grande spiraglio di libertà al solo autentico protagonista del documentario. Opera che si presenta come il ritratto di un uomo il quale ha trovato nel tempo sé stesso pur non smettendo mai di mostrarsi con vigorosa genuinità allo spettatore, un bambino diventato ragazzo costretto a celare continuamente verità non soltanto stando in piedi al centro della scena, ma districandosi in una vita in cui ha dovuto trovare il coraggio di dichiarare la propria omosessualità.

Senza alcun riferimento esterno, senza interventi o commenti di gente ad aiutare la delineazione della figura dell’attore, McKellen: Playing The Part è la singola realtà di Ian McKellen che unisce alle parole pronunciate dal maestoso interprete ricostruzioni fittizie – eppur quanto mai rispettose – della tenera età dell’oramai anziano uomo, legate insieme dall’armonia della colonna sonora, che perfettamente si accosta alla costruzione documentaristica del prodotto. Una pellicola dalla quale è impossibile non venir toccati, commovente nell’estrema, sconfinata, vorace passione per la recitazione che da sempre ha segnato la talentuosa strada di Ian McKellen e migliore espressione per quella vocazione al palco, al pubblico, al rendere felici e dunque all’aiutare le persone.

McKellen: Playing The Part – La lettera d’amore di Ian McKellen per la recitazione

McKellen: Playing The Part

Veicolando le proprie emozioni, il britannico artista, è riuscito a comunicare un mondo interiore alleggerito dalla confessione di un omosessualità che ha condizionato sostanzialmente la sua crescita come persona e come professionista, oramai rivelata apertamente e parte integrante sia del documento filmico sia del suo impegno umanistico. I vari passaggi da bambino ad adolescente, fino ad adulto uomo con barba e capelli bianchi, giunge lentamente e quasi passando inosservata nello sciogliersi dell’opera proprio come accade con la vita, dando come punto di arrivo alla storia di Ian Mckellen quel salotto in cui parlare dei suoi successi, dei suoi pensieri, dei suoi amanti, dei suoi ricordi.

Mckellen: Playing The Part è l’aperta lettera d’amore di un attore verso il teatro e il suo pubblico, un’inquadratura di fattura sorprendente che lascia gli occhi umidi mentre sul volto si staglia un affettuoso e immenso sorriso. Un documentario tra i più belli realizzati attorno un personaggio dello spettacolo. Così veritiero, così emozionante da rimanere incollato all’anima, che porterà per sempre dietro a sé la splendida persona di Ian McKellen.

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione

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