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Arriva finalmente in sala Maze Runner – La Rivelazione, terzo e ultimo capitolo della saga young-adult tratta dai fortunati best-seller di James Dashner.

Ci sono voluti ben tre anni per dare una “degna” conclusione alla trilogia diretta da Wess Ball con protagonista il giovane Dylan O’Brien. Dal 2014, anno d’uscita di Maze Runner – Il Labirinto, il genere distopico ha subito un forte calo tanto che molti franchise si sono arrestati ancora prima di iniziare la propria corsa, ma i forti incassi dei primi due capitoli (oltre i seicento milioni di dollari) hanno convinto la 20th Century Fox a produrre e distribuire Maze Runner – La Rivelazione.

Maze Runner - La Rivelazione cinematographe

Dopo il tradimento di Teresa 28 bambini, tra cui Minho, immuni al virus che ha spazzato via la razza umana, vengono rapiti e portati al quartier generale della C.A.T.T.I.V.O (WCKD in originale) nella futuristica e alquanto protetta Last City. Al salvataggio si lancia Thomas insieme ai suoi amici di sempre: Newt, Frypan e Brenda. Nell’adrenalinico finale di Maze Runner tutti i nodi verranno al pettine e il destino di Thomas e degli altri si compierà tra rivelazioni incredibili ed il confronto finale.

Maze Runner – La Rivelazione:  il capitolo 3 della saga con Dylan O’Brian non è esente da difetti

Ormai esperto del genere Wess Ball dirige con una certa naturalezza l’ultimo capitolo di Maze Runner, confezionando una pellicola ad uso e consumo dei fan della saga cinematografica (i lettori dei libri di Dashner storceranno parecchio il naso), nonostante le buone premesse il film tende a lasciare parecchi punti in sospeso, facendo sorgere più domande e dando pochissime risposte.

Maze Runner - La Rivelazione cinematographe

Nonostante i tanti, troppi, punti interrogativi, il film scorre grazie alle tantissime scene action che Bell gira con una certa maestria, non mancano i riferimenti a sci-fi conosciuti (Hunger Games, Mad Max, etc.) ma l’ottimo utilizzo degli effetti visivi rende Maze Runner – La Rivelazione un vero e proprio intrattenimento visivo specie nella parte finale all’interno di Last City. A pesare sul film sembra essere proprio la sceneggiatura che non riesce a tenere il passo con gli elementi inseriti, personaggi inseriti che si perdono all’interno delle due ore e trenta di film senza trovare una vera e propria collocazione e, invece di dare maggiore spessore ai personaggi che già conosciamo, ne vengono inseriti dei nuovi che però nascono e muoiono nel giro di un’esplosione.

Maze Runner – La Rivelazione: un film più maturo e con una maggiore crescita emotiva dei personaggi

Merito che va dato al regista è quello di aver diretto un’ottimo cast e di aver dato ad ogni personaggio (almeno i principali) un’evidente crescita emotiva rispetto al primo capitolo. A giovare di questa maturità è soprattutto il protagonista Thomas, che si ritrova ad essere un eroe incerto costretto, suo malgrado, ad avere quella leadership che proprio non sente sua; una buona prova per Dylan O’Brien (Teen Wolf, American Assassin) che sta dimostrando (col passare del tempo) un’ottima attitudine alla recitazione. Vera e propria mattatrice rimane comunque Kaya Scodelario nel ruolo di Teresa, un personaggio dalle mille sfaccettature che ben rientra nelle corde dell’attrice di Skins.

Maze Runner - La Rivelazione cinematographe

Ed è proprio il rapporto fra Thomas e Teresa ad essere il fulcro della vicenda, una storia tormentata dal tradimento e dal sospetto che anima e muove la vicenda, alimentando lo spirito teen della pellicola senza però pestare i piedi alla maturità acquisita dalla saga nel corso degli anni.

Maze Runner – La Rivelazione è un ottimo film d’intrattenimento, confezionato ad hoc per divertire ed emozionare i fan della saga che aspettavano da tempo la conclusione. Wess Ball dirige un buon blockbuster, ricco di action che non deluderà le aspettative di chi, con impazienza, aspettava questo terzo capitolo.

Maze Runner – La Rivelazione è in uscita nelle sale cinematografiche italiane a partire dall’1 Febbraio 2018.