TFF34 – Maquinaria Panamericana: recensione del film di Joaquin del Paso

Una commedia auto-distruttiva è l’opera prima del regista Joaquin del Paso,  Maquinaria Panamericana: la controversa rappresentazione di una locazione aziendale e del suo complesso capeggiata da un idolatrato “mecenate” del lavoro.

La Maquinaria Panamericana, presentato in concorso alla 34° edizione del Torino Film Festival, parla di un’azienda che per anni è stata virtuosa e in salute, ma quando il proprietario Don Alejandro muore si scopre che in realtà, complice la crisi, egli già da tempo pagava i salari con le proprie finanze personali. Quale sarà ora il destino degli operai? Come reagire a una morte in famiglia e alla fine di un’era?

Con tono crepuscolare Joaquin del Paso esegue una conturbante rappresentazione di un complesso – adattato quasi a comunità – lavorativo strettamente legato – anche sul piano esistenziale – al proprio datore di lavoro. Mettere in luce un dramma collettivo, adulterandolo con una serie di componenti kitsch capaci di tramutare Maquinaria Panamericana in un lavoro fuori dal comune.

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Graffiante ironia 

Abbattendo, almeno marginalmente, ogni forma di depressione, del Paso adotta una salace ironia per caratterizzare i suoi personaggi, determinati a dimenticare e non propriamente ad affrontare, le terribili vicissitudini alle quali dovranno far fronte. Maquinaria Panamericana non è un lavoro semplicistico ma è un film costruito su uno strato drammatico, che riesce ad affrontare ogni forma di problematica, anche la più ostile, sposando con incoscienza quella pseudo-superficialità capace di distogliere lo spettatore, divertendolo. Un sorta di “appropriazione indebita”, se vogliamo, attuata da questo procace gruppo di lavoratori, sensibilmente motivati a preservare la naturalezza del “complesso-industria” nel quale fanno parte.

Potrebbe definirsi un accattivante “prototipo fondato sul controsenso, sospeso fra percepibile drammaticità e piacevole faciloneria o quasi – affrontando una problematica quotidiana – il lavoro – nella maniera più atipica possibile. Ovviamente Maquinaria Panamericana non ha pretese, ma una fittissima comparazione con quel cinema tanto adorato di Bunuel è fattibile, anche se parliamo di stili e concezioni artistiche differenti.

Joaquin del Paso debutta con coraggio – e forse spregiudicatezza – aggraziandosi quella fetta di pubblico che è alla costante ricerca della “novità”.

TFF34 - Maquinaria Panamericana: recensione del film di Joaquin del Paso

Subcoscienza…

Quello che traspare in  Maquinaria Panamericana è la voglia di narrare in modo inconscio, mostrando contesti, personaggi e situazioni non propriamente definibili, accennandoli minimamente. Joaquin del Paso lascia – in questo caso volutamente – libera interpretazione allo spettatore in termini di mera comunicazione. Un film, due generi, vari personaggi senza un’omologazione ben precisa. Un tocco di stile per un giovane debuttante, che si fa carico di un eccesso artistico assolutamente evidente.

Joaquin del Paso  conduce il tutto con sregolatezza, con una percepibile anarchia registica che non ha vasta eccezionalità, ma che riesce ad intrigare nel modo giusto lo spettatore. La particolarità di Maquinaria Panamericana è anche la capacità di far progredire la trama caratterizzandola con dei personaggi senza scopo, sperduti sul piano esistenziale a causa della perdita del loro punto di riferimento. Il voler creare un controverso legame – a sfondo riflessivo – fra l’esistenza di un singolo e il tempo in cui lo stesso impiega nel lavoro è una prerogativa – almeno all’apparenza – del regista. Pare assurdo, ma Joaquin del Paso sfoggia in maniera grottesca un ricordo totalmente melenso verso quelle dimenticate industrie a conduzione familiare, quasi patriarcali, sorpassate dall’algida figura dei cosiddetti giganti aziendali.

Una possibile rivalutazione del proprio datore di lavoro? Ipotesi possibile se si visiona Maquinaria Panamericana.

Il film vede nel cast Javier Zaragoza, Ramiro Orozco, Irene Ramirez, Edmundo Mosqueira, Delfino López.

Regia - 3
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 3

3.1

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