Mad Max: Fury Road – recensione del film di George Miller

Mad Max: Fury Road, l’attesissimo film del premio Oscar George Miller, presentato al Festival di Cannes 2015, riesce a tenere incollati gli spettatori al grande schermo per due ore intere. I grandi sistemi economici si sono polverizzati, le città lungo la costa sono state rase al suolo e dopo le guerre per l’acqua e il petrolio, il cibo è insufficiente e l’aria contaminata. Ciò che resta del genere umano sono poche tribù che vagano nella Terra Desolata. Ci troviamo infatti nel mezzo di un disastroso futuro distopico, uno scenario post-apocalittico in cui la popolazione è affamata e soggiogata dal leader Immortan Joe e dal suo esercito. Apre la scena Max (Tom Hardy), prigioniero del regime, un ex poliziotto divorato dal senso di colpa per non essere riuscito a salvare la moglie e la figlia durante i primi giorni dello scontro dovuto al collasso sociale e umano.

Mad Max

Immortan Joe e il suo esercito

A seguire Furiosa (Charlize Theron), colei che cerca di ribellarsi alla dittatura e che, durante una missione di rifornimento, progetta un cambio di rotta iniziando un personale percorso verso la redenzione e la salvezza di cinque prigioniere, dette le Cinque Mogli, concubine usate come oggetti di riproduzione dal capo del regime. L’incontro casuale tra Max, che cerca di “fuggire sia dai vivi che dai morti” e Furiosa, donna sicura e combattiva, diventa un patto di alleanza per fronteggiare una guerra inevitabile. Non siamo oggetti, non puoi possedere le persone in questo modo, ci sarà sempre una di loro che si ribella, afferma una donna messa alle strette da Immortan Joe, che cerca informazioni prima di partire all’inseguimento dei ribelli. E se il leader possiede persone, Furiosa possiede la speranza di migliorare l’assurda condizione verso cui è stata portata l’umanità. Lei è il vero motore dell’azione, alimentato dalla responsabilità di portare con sé le Cinque Mogli verso una condizione migliore, ammesso che esista.

Mad Max

Max e Furiosa

Una donna, e non un uomo, finalmente protagonista di un film d’azione e con un ruolo principale: la bellissima Charlize Theron mette da parte la sua bellezza senza tempo per calarsi nei panni di una donna guerriera. Ciò che affascina è il fatto di non cadere nell’ovvietà del “comportarsi da uomo” ma creare un personaggio che racchiuda il coraggio e il senso morale di una donna che vuole giustizia. E sono donne anche le aiutanti presenti nello scontro finale, nonché portatrici di vita (una di loro conserva in una borsa numerosi semi di diverse varietà di specie vegetali). In Mad Max: Fury Road risulta chiaro il binomio vita-morte: il teschio è il simbolo che caratterizza il leader e il suo esercito, come i numerosi burattini-soldato dal viso scarno, privi di propensione alla vita, la cui maggiore aspirazione è quella di essere ammirati nel momento del loro ultimo sacrificio, volto al servizio del regime. Tutto ciò si scontra con la speranza del futuro portata dalle donne incinte, che Furiosa cerca di mettere in salvo (vestite di bianco a simboleggiarne la purezza) e dai semi di fiori e frutti portate dall’anziana donna del gruppo, che aiuterà nella lotta finale.

Mad Max: Fury Road – gli spettacolari effetti speciali del film di George Miller

Mad Max: Fury Road convince, complice una colonna sonora martellante, che scandisce perfettamente i ritmi delle scene e incessantemente presente (gli unici intervalli li troviamo dopo l’antefatto e prima dello scontro finale). Ma il vero capolavoro è l’azione che non è volta solo a spettacolarizzare la vicenda (come avviene ormai in troppi film d’azione) ma è figlia del senso di libertà e giustizia dei protagonisti; l’azione messa in scena diventa un moto dell’anima e una condizione necessaria per la sopravvivenza non solo dei ribelli ma dell’intera umanità. Quando ormai la civiltà è un ricordo, e solo per alcuni. Mad Max: Fury Road vi aspetta al cinema distribuito da WARNER BROS. PICTURES

Giudizio Cinematographe

Regia - 4
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 4.5
Recitazione - 4
Sonoro - 4
Emozione - 4.5

4

Voto Finale