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Dopo una prima parte in cui Paolo Sorrentino si è basato essenzialmente su Loro, adesso il regista napoletano completa il suo grande capolavoro spostando finalmente l’attenzione su di Lui, sul Silvio Berlusconi che egli ha deciso di rappresentare, senza pregiudizi, armato solamente da una bellezza artistica a tutto tondo che ben combacia con quella filosofia esistenziale capace di dilagare a ogni livello della classe sociale, tenendo in sospeso i punti interrogativi di qualsivoglia generazione.

Loro 2 di Paolo Sorrentino circumnaviga i vizi degli altri per andare dritto al cuore del vizio per eccellenza, di colui che di tutte le cattive abitudini, l’ironia idiota, la malafede, le promesse non mantenute, ha fatto uno stile di vita non solo nella sfera privata ma anche in quella pubblica. Ma in effetti quel Lui è più un Loro, lo è nella misura in cui ogni uomo possiede molti volti ed è costretto a servire tanti padroni; lo è poiché ogni aspetto tagliente della personalità sa insinuarsi nell’intercapedine prismatica di un solo battito al fine di proiettare esternamente una luce apparentemente omogenea e naturale che però, se vista attentamente, sa scindersi in tanti piccoli pezzi di un puzzle che, se tenuti distanti, perdono completamente il senso d’esistere.

In questo Loro 2 Sorrentino smette di celare il premier regalandoci piuttosto uno sdoppiamento iniziale in cui lo stesso Toni Servillo interpreta sia il personaggio principale che il suo alter ego. Così, se Silvio Berlusconi – con gli occhi e i capelli scuri e rigorosamente vestito di blu – appare deluso, preoccupato e avvilito per l’andamento delle ultime elezioni; Ennio Doris – capelli bianchi, occhi azzurri, vestiti chiari – è del tutto positivo e gli ricorda le sue imprese (dalla fondazione di Mediaset a Forza Italia senza tralasciare Milano 2 e senza di fatto lasciar trasparire i nomi propri di queste imprese), tessendo le sue lodi e dandogli qualche suggerimento su come agire.

Loro 2L’altruismo è la forma più alta di egoismo

Loro 2 Cinematographe.it
Ph. Gianni Fiorito

Si palesa in queste battute iniziali un’implosione di ciò che è il genere umano: la trappola mortale in cui il nostro io immobilizza se stesso, negandogli l’impossibilità di cambiare. Allo stesso modo, un Silvio di tanti anni fa riemerge dal ricevitore di una cornetta telefonica nel suo vecchio abito da persuasore e venditore di sogni: una linea diretta tra passato e presente; un biglietto di sola andata per dimostrare che Lui può ottenere ciò che vuole, e forse non è solo una questione di soldi!
Si calca la mano sulle feste esagerate, sulle donne che bramano di conoscere il premier, di mostrargli i loro seni tonici, di far parte di quel piccolo universo, godendo di una scialba e ridicola celebrità.

In Loro 2 Paolo Sorrentino si diverte a creare parallelismi tra presente e passato, insistendo col riportare fatti reali ma da una prospettiva psicologica che sa plasmare tutto con la comprensione e la tenerezza di un uomo che si affaccia nella mente di un altro uomo, senza nessun pregiudizio, speranzoso di trovare semplicemente un suo simile.
Una regia come sempre imponente e ben equilibrata, che non sfugge dal proporre riferimenti quasi biblici che incarnano nella presenza di serpenti e agnellini un misto tra peccato da estirpare e immobilismo di massa, iperbolizzando l’andazzo generale del nostro e di qualsiasi altro tempo.

Loro 2 – uno sguardo tenero e umano

Loro 2 Cinematographe.it
Ph. Gianni Fiorito

Sorretto dalla nitida fotografia di Luca Bigazzi e da location scenograficamente imbattibili, Loro 2 proietta i propri personaggi in un limbo mono-dimensionale; un universo in cui Berlusconi è l’unico sole, che si avvicina però inesorabilmente al declino, cercando di esorcizzarlo come meglio può, provando a essere giovane e finendo per essere, però, solo ridicolo.
E alla fine è questa la spunta amare del film, il ritratto di un uomo che nonostante i soldi, il potere, il successo e l’abilità si ritrova da solo col proprio io, riscoprendosi vecchio e frangibile, non abbastanza bravo e potente da aggirare gli anni che passano, capace invece solo di ferire le uniche persone vere della sua esistenza, prima tra tutti la moglie Veronica Lario.

Quest’ultima, interpretata magnificamente e con sincerità da Elena Sofia Ricci, ricalca la parte più autentica del protagonista, una donna che con amarezza si accinge a chiudere il sipario della sua vita coniugale, passando ai raggi X tutto il marcio che è in lui, dando così voce a quella parte del popolo italiano che, invece di provare misericordia per un uomo come Berlusconi, nutre ribrezzo nel sapere che la res publica è divenuta un’escamotage come tante per fuggire dagli impegni privati.

Veronica Lario in Loro 2 rappresenta la parte più autentica Silvio Berlusconi

Loro 2 Cinematographe.it
Ph. Gianni Fiorito

Inutile sottolineare che Loro 2 non vuole solo tratteggiare un personaggio noto della scena politica, ma una serie di maschere che si muovo in simultanea in un inferno fatto di equilibri labili e muraglie cinesi invisibili; un labirinto sociale in cui solo gli asociali come Paolo Spagnolo (Dario Cantarelli) sono in grado di muoversi.

Concludendo, Paolo Sorrentino conferma di essere in grado di giocare con le sue pedine sia nell’ambito del cast – schierando e valorizzando una serie di attori italiani più o meno noti – sia in tutti gli altri ambiti, mettendo in mostra una pellicola sublime, ritratto della decadenza del genere umano.
Quasi un invito a invecchiare in pace, a lasciarsi trasformare dalle rughe, a cedere alla quiete della notte; un invito a non essere come Lui e neanche come Loro, semplicemente a essere se stessi, fuori dalle logiche obbligate della società odierna.

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