TFF34 – La Mecanique de l’Ombre: recensione del film di Thomas Kruithof

Un thriller paranoico, con risvolti spionistici non indifferenti. La Mecanique de l’Ombre  – titolo internazionale The Eavesdropper – è il primo lungometraggio per il regista Thomas Kruithof – noto per il cortometraggio Retention – presentato in concorso alla 34° edizione del Torino Film Festival.

Un contabile ex alcolista di mezza età, da tempo in cerca di un impiego, accetta di lavorare per una misteriosa organizzazione che gli chiede di trascrivere delle intercettazioni telefoniche: rimarrà invischiato in un pericoloso intrigo politico che vede coinvolti i servizi segreti francesi.

Trattando un genere decisamente anacronistico, Kruithof riporta “in auge” un genere quasi scomparso, debitore ai vari Pakula e Pollack. La Mecanique de l’Ombre  – scritto con Yann Gozlan – presenta un andamento elegante, avvalorato da una valevole fotografia – “ombrosa” ma algida al tempo stesso – e da un ottimo complesso di personaggi, volutamente “smorti”, privati da ogni forma di piacevolezza; a palesare uno status decisamente anomalo è su tutti il protagonista ovvero François Cluzet, capace di sostenere una notevole  prova interpretativa, attraverso la rappresentazione di un personaggio perpetuamente “osteggiato” da un inesorabile destino.

TFF34 - La Mecanique de l'Ombre: recensione del film di Thomas Kruithof

Intrighi e drammaticità 

Kruithof non esegue un pretenzioso esercizio di stile, ma presenta – con mestiere – una storia lineare, promiscua, non originale ma incisiva quanto basta per essere contemplata dal pubblico spettatore. Intrighi politici, timbro drammatico ed elegante – ma paranoico –  thriller sono gli elementi che caratterizzano La Mecanique de l’Ombre ; senza dubbio una scelta registica ben ponderata, che con oculatezza riesce a coinvolgere – senza nessun eccesso – chi lo guarda. Funzionale ed esaustivo, Thomas Kruithof debutta con un prodotto valido, che non esige clamore.

Il datato stilema sullo sfondo, non compromette infatti la naturalezza del film, ma da sfoggio ad una forma drammatica particolareggiata – ma non originale – “contaminata” da quel fattore semi-convenzionale che la rende “universale” agli occhi del pubblico. La Mecanique de l’Ombre dunque riesce a richiamare a se un buon numero di spettatori, “palesando” una morigerata attrattiva nonostante la  bassa ritmicità che la caratterizza. La bassa densità nelle scene  non compromette infatti il risultato finale di Thomas Kruithof; un’andatura simile è totalmente in funzione allo stato d’animo dei personaggi attivamente coinvolti. L’enfasi con cui il regista “ricama”cautamente  tale lavoro appare evidente.

“Dura ma lieve”

Come saper intrattenere – senza eccedenze – un pubblico attraverso l’impiego di una tematica forte “conducendola” con estrema lievità; un paradosso se vogliamo, ma Thomas Kruithof riesce in questo intento. La Mecanique de l’Ombre all’apparenza può risultare un lavoro complesso, ma col passare del minutaggio, si evince che questo film non presenta nessuna forma di sofisticatezza stilistica. Con maturità – e con sufficiente didattica nel dirigere l’intero contesto – infatti il regista francese da prova di efficacia stilistica; senza infamia e senza lode Kruithof supera sufficientemente la sua prima prova registica.

La Mecanique de l’Ombre funge dunque come un valido “apri-pista” per un regista che può migliorarsi, che può in futuro osare – e soprattutto calcare la mano – stilisticamente; questo è almeno un auspicio verso un regista preparato e capace, che può – e forse deve – superare la didattica concezione di fare cinema accantonando la “tanto amata” praticità.

La Mecanique de l’Ombre è un film scritto e diretto dal regista Thomas Kruithof. Nel cast François Cluzet, Denis Podalydès, Sami Bouajila, Simon Abkarian, Alba Rohrwacher.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3
Sonoro - 2
Emozione - 2.5

2.6

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