La famiglia Claus: recensione del fantasy natalizio Netflix

La recensione de La famiglia Claus, il film fantasy natalizio Netflix disponibile sulla piattaforma dall'1 novembre 2021.

L’augurio che spesso si fa a Natale è quello di trascorrerlo con la gioia nel cuore, cioè di “sentire” l’atmosfera festosa della Vita che nasce nella stagione dell’anno che richiede preghiere, rincontri e festeggiamenti. Alle volte però l’avvento, per qualcuno, si tinge, più che ogni altro periodo dell’anno, di nostalgia, di tristezza, di angoscia e di infelicità. Perché al contempo è inesorabile e duro dover trascorrere e affrontare, ad esempio, il Natale con il dolore di un lutto più o meno recente. La famiglia Claus, il fantasy senza grandi sorprese scritto e diretto da Matthias Temmermans è adatto alla visione di grandi e piccoli, e con queste premesse prova a commuovere attraverso una nuova lettura del classico racconto delle feste che arriva a indagare la storia familiare del leggendario Santa Claus. La nuova pellicola originale Netflix è disponibile per la visione sulla piattaforma di streaming dall’1 novembre 2021.

La famiglia Claus: riscoprire la Luce del Natale

la famiglia claus, cinematographe.it

Il protagonista del film natalizio è un bambino che si chiama Jules Claus. Jules vive con sua madre e con la sua piccola sorellina. Il padre è morto l’anno prima, la sera della Vigilia di Natale, in un brutto incidente. E ora la famiglia deve trasferirsi in Belgio per ricominciare tutto da capo, anche se a nessuno piacciono i cambiamenti, ancora meno se drastici e se comportano il dover abbandonare tutto ciò che fino a quel momento era stato costruito.  Più di tutti è Jules che soffre per l’assenza del padre, mentre la giovane madre pensa a come sbarcare il lunario: lavora tutto il giorno a una produzione di biscotti tradizionali, in una fabbrica che sta per fallire. La sorellina pensa al momento giusto per fare l’albero, ma Jules si mostra scontroso con tutti e afferma a più riprese di odiare il Natale. Lo urla anche davanti all’anziano nonno Noel Claus che ha un negozio di giocattoli (interpretato da Jan Decleir, attore teatrale e cinematografico belga che dopo aver ottenuto il suo primo ruolo importante nel film Mira, ha preso parte ad alcuni film vincitori agli Oscar come Karakter). Proprio nel negozio di suo nonno il piccolo protagonista scopre un oggetto magico che cela un segreto di famiglia. Questa esperienza lo conduce direttamente alla scoperta del suo destino. E ad abbandonare la sua vecchia e dolorosa visione. Il piccolo si trasforma in un eroe dei due mondi, quello reale e quello magico, e finisce per aiutare Babbo Natale a consegnare tutti i regali nelle grandi metropoli del mondo. Ma chi è davvero Babbo Natale?

Andare avanti, per quanto sia difficile il presente

Un segno marcato per sempre nel cuore, che Jules impara a conoscere intimamente. Avercela col mondo quando una persona cara non c’è più non cambia le cose, perciò, per quanto sia difficile il presente, occorre andare avanti invece di rivangare il passato. È questo messaggio motivazionale la chiave di svolta che riapre le opportunità offerte dal reale, e colora di nuovo, con i suoi straordinari e inattesi poteri di  fascino suggestivo, il clima magico della Santa Vigilia. Perché la speranza non può che essere l’anticamera obbligata per credere nel Natale.

Manca una storia originale e coinvolgente

Bisogna arrivare alla seconda tranche della pellicola per godere di alcune inquadrature, accompagnate da qualche lampo di sceneggiatura, che riescono a sollevarsi dalla mediocrità e a strappare un sorriso. Fra queste, anche l’inaspettato omaggio al film Mamma ho perso l’aereo. Infatti, come Kevin McCallister, anche Jules Claus “si prende cura di casa sua”. Nonostante vi siano in La famiglia Claus un accompagnamento musicale delle immagini di buon livello e una fotografia che si avvale della giusta illuminazione per esaltare l’atmosfera natalizia ( per le luminarie lungo le strade, gli ambienti ricreati negli interni e le ghirlande di lucine intorno all’albero), l’opera cinematografica non riesce a mantenere alta l’attenzione del pubblico. Manca una storia davvero originale e coinvolgente: il primo e fondamentale passo nella realizzazione di tutte le opere cinematografiche. Manca una sceneggiatura capace di costruire una storia che diventi trama cinematografica. È un passo che non viene compiuto nella pellicola in questione che non apporta nessuna novità nel panorama delle produzioni del suo genere.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3
Recitazione - 2.5
Sonoro - 3
Emozione - 2

2.5

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