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Cosa accade se i bambini cominciassero a ribellarsi alla cecità degli adulti – in primis i genitori – apparentemente impegnati a proteggerli quotidianamente ma in realtà non sufficientemente preoccupati di preservare per loro un pianeta che sta morendo? La Croisade, l’originale lungometraggio per la regia di Louis Garrel presentato a Cannes 2021 fra le Proiezioni Speciali dedicate all’ambiente, propone un fantasioso scenario in cui un bambino di circa 12 anni (Joseph Engel) architetta alle spalle di mamma (Laetitia Casta) e papà (Garrel) un piano globale, favorito dai social, per portare l’acqua in Africa.

Come finanziare un progetto di tale portata? È semplice, liberando le case dei genitori di tutti quegli oggetti da loro ritenuti indispensabili ma effettivamente inutili, mettendo in atto una vera e propria guerra fredda per garantirsi quel futuro a cui i grandi -drammaticamente – non stanno pensando, concentrati su un presente che – di questo passo – ai propri figli e nipoti non sarà garantito.

La Croisade: ironia e leggerezza per parlare di una tematica di importanza essenziale

La Croisade, Cinematographe.it

La Croisade utilizza un linguaggio leggero e fiabesco per sollevare una questione di fondamentale importanza, mettendo in evidenza come questi “grandi” che dovrebbero dare l’esempio stiano in realtà perdendo di vista un fatto essenziale, che dovrebbe allarmarli più di qualunque aspetto educativo: garantire un futuro ai propri figli. I ragazzini, d’altro canto, sono sempre più svegli e in grado di escogitare soluzioni da sé, forti del supporto di internet e di quella straordinaria capacità di non arrendersi che caratterizza la loro giovane e spericolata età.

Il film di Louis Garrel gioca molto su questa (percepita come) improvvisa maturità dei giovanissimi, che tutto a un tratto prendono il sopravvento sugli adulti cercando di ottenere ciò che vogliono e imponendo una riflessione tardiva sulle responsabilità dei grandi che non hanno saputo anticiparli, concentrati su una serie di aspetti futili ritenuti tuttavia fondamentali. Il bambino protagonista del film è addirittura già interessato all’altro sesso, sotto gli occhi increduli di papà, che pensava di avere ancora molto tempo per condurre i giochi.

Il co-sceneggiatore de La Croisade è il compianto Jean-Claude Carrière, che Garrel si è affrettato a definire, commosso “il mio miglior amico”, uno dei più grandi autori del cinema mondiale, scomparso l’8 febbraio 2021. L’intento della pellicola è chiaramente sensibilizzare sul problema dell’eccessivo attaccamento alle cose degli adulti di oggi, soppiantato dall’urgenza delle nuove generazioni di gettare le basi per un futuro diverso, in cui il pianeta possa tornare a respirare, garantendo loro un luogo in cui vivere. Un problema di portata gigantesca, inspiegabilmente ancora sottovalutato da società e politica, che presto saranno obbligati a prendere provvedimenti urgenti ed estremi, ammesso che non sia già troppo tardi.

Il fatto di scegliere di girare il film insieme, per la coppia reale protagonista, rafforza la visione della famiglia come ancora di salvezza, un luogo in cui poter sempre esprimere le proprie necessità e trovare una risposta. Un luogo di forza, in grado nel suo piccolo di cambiare davvero il mondo col potere dell’amore che tutto può, se amplificato.

Con un finale senza dubbio utopistico ma in sintonia con i toni scelti per affrontare una tematica così delicata, La Croisade è una piacevole favola a lieto fine sulla necessità di abbandonare il superfluo per concentrarsi sull’essenziale, offrendo ognuno il nostro contributo affinché il mondo sopravviva a noi. Perché è il minimo che dobbiamo ai nostri figli e nipoti, che ne stanno osservando impotenti (o quasi) l’agonia.