TFF33 – John From: recensione della strampalata commedia di João Nicolau

John From regala una (necessaria) sferzata di allegria a questa trentatreesima edizione del Torino Film Festival. Presentata all’interno della selezione ufficiale Torino 33, la commedia surreale del portoghese João Nicolau narra le vicende sconclusionate della quindicenne Rita che, complice un’estate torrida e la relativa apatia, che nemmeno il fidanzatino riesce a spezzare decide di combattere la noia e movimentare le proprie giornate invaghendosi del suo nuovo vicino di casa, un fotografo quarantenne trasferitosi con figlioletta al seguito,  che ha appena allestito una mostra sui suoi affascinanti scatti in Melanesia. Rita comincia ad idealizzare il suo nuovo amore, fantasticando su una vita esotica ed appassionante insieme…ma riuscirà a mantenere distinto il sottile confine tra realtà e fantasia?

Il regista di John From, già montatore di Miguel Gomes, tesse una commedia accattivante ed ispirata, accurata e vincente nella ricerca di un’ironia che diverte, solo un po’ carente per quanto riguarda il ritmo. Il personaggio di Rita affascina e fa pensare all’età del “tutto è possibile”, quando la motivazione alla base del più spericolato e assurdo degli obiettivi può davvero essere la chiave per raggiungerlo. Sulla scia dei mille stratagemmi per attirare l’attenzione dell’uomo, complice un’amica fedele e altrettanto folle, il mondo di Rita e il suo quartiere freddo e asettico si animano progressivamente colorandosi delle tinte calde e solari dell’Oceania, grazie alla fervida immaginazione della ragazza, in grado di materializzare e rendere tangibile il suo ricco e fantasioso mondo interiore, cercando nell’ ambiente e nelle cose i “segni” che qualcosa sta davvero succedendo tra lei ed il pressocché ignaro oggetto del suo impetuoso ed irrazionale desiderio.

John From: un amore ideale ed idealizzato

john from

Una scena del film

Il titolo rappresenta la natura quasi letteraria dell’amore di Rita per il suo vicino di casa: la ragazza sceglie il nome in codice per il nuovo spasimante ispirandosi a quel soldato americano che, secondo la leggenda, per primo raggiunse le lontane terre della Melanesia, presentandosi alla popolazione indigena con un generico “John from” e venendo elevato aduna sorta di divinità.  Il primo uomo a conquistare un nuovo mondo e un nuovo popolo, protagonista della prima vera cotta di Rita, artefice di un’ emozionante avventura a misura dei suoi ambiziosi desideri e della sua età.
Uno spunto davvero simpatico e gradevole, che pone al centro della narrazione la bellezza ed il potere della fantasia di una ragazza, raccontata un po’ (ma solo un po’) come Jean-Pierre Jeunet aveva fatto ne Il favoloso mondo di Amélie. Quest’ultimo, tuttavia, offriva mille sfaccettature ed una complessità narrativa che, purtroppo, in John From vengono a mancare, privando lo spettatore del piacere di approfondire la strampalata interiorità di questa irresistibile adolescente innamorata.

john from

Una scena del film

Con un ritmo lento e cadenzato che sembra calare proprio laddove dovrebbe crescere, nella seconda parte, John From si perde nei meandri della strampalata immaginazione che vuole rappresentare, lasciando lo spettatore un po’ insoddisfatto per un’opera che avrebbe avuto il potenziale per essere intrattenimento allo stato puro e che invece, a malincuore, a tratti annoia e fa guardare l’orologio. Un’occasione solo in parte centrata alla quale va comunque riconosciuto il merito di una certa originalità espressiva, pregio molto apprezzato in questa edizione del TFF.

Nel cast di John From Júlia Palha (Rita), Clara Riedi-Riedenstein (Sara), Filipe Vargas (Filipe), Leonor Silveira (la mamma di Rita), João Xavier (Nuno), Daniel Cotrim (Bruno), Vasco Pimentel (Mr Pimentel), Pedro Coelho (Misha), Teresa Bairrada (Beatriz).

Giudizio Cinematographe

Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 3

3

Voto Finale