Venezia 73 – In Dubious Battle: recensione del film di e con James Franco

Al cinema dal 7 settembre, In Dubious Battle di e con James Franco, dipinge con maestria la condizione dei lavoratori americani negli anni '20.

In Dubious Battle, il film presentato durante la 73. Mostra d’arte Cinematografica di Venezia e diretto da James Franco, è tratto dall’omonimo romanzo di John Steinbeck. L’adattamento è stato curato da Matt Rager ed è interpretato da Nat Wolff, James Franco, Vincent D’Onofrio, Selena Gomez, Ed Harris e Robert Duvall.

Attesissimo da critica e pubblico, il nuovo film di James Franco dipinge con maestria la condizione dei lavoratori americani negli anni ’20, sottopagati e calpestati dai loro capi, dalla legge, dai tribunali, insomma il loro destino è quello di subire da tutti, la grande depressione la vivono quotidianamente sulla loro pelle.

Mac (Franco) è un attivista politico della sinistra radicale dell’Industrial Workers of the World che assieme a Edie, militante energica e risoluta, Joy (straordinario Ed Harris), e Jim, alle prime esperienze di battaglia sociale, tentano di inserirsi tra i lavoratori durante le raccolte di frutta nelle vallate californiane, cercando di convincerli ad organizzarsi e a scioperare per una paga migliore, una dimora decente e delle condizioni di lavoro più umane e sicure.

Jim è un giovane che si lascia attrarre dalla sete di giustizia e sente con tutto sé stesso di dover far qualcosa, la situazione dei lavoratori è insostenibile: questi sono costretti a migrare, senza mezzi e modi per farlo, per tentare di poter lavorare in condizioni meno estreme, trattati come cani, anzi come maiali, perché incapaci di insorgere, di ribellarsi, (lo sciopero è un atto sedizioso e vietato) tenuti quasi in ostaggio da schiere di guardie armate e dai loro capi, che con la sempiterna regola del o lavori o muori abusano della loro mancanza di alternative per segregarli in schiavitù a paghe bassissime.

Finestra sul passato che ci mostra le attuali forme di schiavitù? Perché no, ma chissà se qualche amministratore delegato era presente in sala e si sentirà chiamato in causa. Ma la storia procede e racconta tanto altro.

 In Dubious Battle

Desiderosi di istruire le genti a lottare per i loro diritti, Mac e Joy partono alla volta di un campo di lavoro in cui vengono raccolte delle mele; accettano il lavoro per mischiarsi con gli operai, si guardano attorno parlando di quanto in quanto con le persone ma notano fin da subito che il loro temperamento sfortunatamente non è propositivo, anzi, i lavoratori temono il dialogo, non parlano volentieri di politica e di lotta di classe poiché sanno di poter subire orribili conseguenze anche se solo uditi.

La legge non è dalla loro, quindi anche se venissero mai malmenati o peggio uccisi dalle guardie nessuno verrebbe in loro aiuto, la loro condizione di solitudine e di straniamento dalla società lavorativa è tale da indurli al silenzio e all’abnegazione.

Però una persona è differente dalle altre: durante una pausa fanno la conoscenza di London, padre di famiglia e in qualche modo leader morale del gruppo dei coglitori. London è molto preoccupato, sua figlia sta per avere un bambino, gente come lui non ha futuro, non ha casa né possedimenti, ha solo quel poco lembo di terreno che il vassallo di turno gli permette di poter abitare, sono disperati, poveri e incapaci di sovvertire la loro condizione.

Con una lenta ma precisa operazione di convincimento, Mac e Joy si ingraziano la fiducia di London e assieme si accorgono che l’unica risorsa per poter vivere è tutta nella resistenza, nella ribellione, non c’è altra opportunità per poter auspicare ad una (r)esistenza migliore se non quella di combattere, per sé stessi, per il popolo, per un’idea di mondo più vivibile, più giusta, magari con il buon auspicio di dettare una linea che potesse ridestare l’intera nazione dalla sua sintomatica inerzia.

Stanchezza, decadenza e soprusi di un popolo inerme

Ma la storia fa il suo corso, fa rabbrividire proprio perché è il passato, da dove proveniamo, e si assiste in modo inesorabile alla stanchezza, alla decadenza, ai soprusi di un popolo inerme, ai ricchi disseminatori di odio e di paura. Le carte vengono più volte mischiate, il nemico parallelamente viene prima vessato, poi confuso, poi temuto fino all’epilogo, disatteso e sbalorditivo.

“É sempre è molto difficile non avere un effetto “collaterale” politico e politicizzante in una trasposizione di un racconto di Steinbeck, ma questa volta credo che il mio obiettivo fosse un altro. Ho realizzato il film cercando di ricreare l’esperienza che si ha leggendo il libro di Steinbeck, ricreando una storia epica che fosse un parallelo con la situazione che vivono alcuni lavoratori oggi. Ci vorrebbero più storie come queste.”

In Dubious Battle è un’opera cinica e coinvolgente

In Dubious Battle

James Franco non indora la pillola della lotta, anzi il suo racconto è straordinario proprio perché cinico al punto giusto e coinvolgente, i discorsi che fa agli operai sono forti, persuasivi, da standing ovation (sembra che Mac colmi le distanze tra l’America e Cuba). Chiunque si sarebbe alzato dalla propria poltrona per seguirli nelle loro battaglie, il sentimento che ti invade è viscerale, è qualcosa che già possiedi, lo hai già dentro, ti trattiene, e quando i lavoratori subiscono le peggiori fustigazioni l’odio ti distrugge, il dolore ti opprime, ti senti accecato, stanco, piangi per loro, respiri quando loro respirano, ti agiti quando loro si agitano, muori quando loro muoiono.

Il sangue scorre, si ferma, si gela, questo film ti mastica e ti sputa, ti ingloba e ti libera, è quello che stavamo tutti attendendo da James Franco e da Venezia.

La lotta di classe narrata come Dio comanda e scritta da un monumento della letteratura mondiale, un modo di raccontare l’interiorità degli agricoltori, in modo plurale, universale, collettivo, che la giustizia nasce dalla più bassa ingiustizia, che i sindacati esistono per mille motivi e che lo sciopero è un diritto inalienabile. Grazie a James Franco per averci ricordato che ciò che oggi appare come evidente prima non era considerabile minimamente come un diritto inalienabile.

In Dubious Battle è al cinema dal 7 settembre distribuito da Ambi Media Italia.

Regia - 4
Sceneggiatura - 4.5
Fotografia - 4
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 5

4

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