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Il sole è anche una stella è un film di Ry Russo-Young tratto dalle pagine dell’omonimo romanzo di Nicola Yoon, ed è interpretato da Yara Shahidi, Gbenga Akinnagbe, Charles Melton, Jake Choi, Cathy Shim.

Il film ruota attorno alle vicende di Natasha, stretta in un countdown che scandisce i minuti della sua giornata: l’indomani, infatti, la sua famiglia verrà espulsa dagli Stati Uniti per essere rispedita in Giamaica, di dov’è originaria. Natasha ama New York, ma è una ragazza disillusa e la vita sembra darle una ragione per continuare a esserlo. Non crede nelle favole, non crede nel destino; crede solo al caso e alle coincidenze, per i quali esiste sempre una spiegazione razionale. Eppure, proprio in quello che dovrebbe essere il suo ultimo giorno nella Grande Mela, nella sua forsennata corsa contro il tempo incontra Daniel, un ragazzo di origini coreane che si concede le ultime 24 ore di Natasha come tempo massimo per riuscire a farla innamorare di lui.

Il sole è anche una stella: recensione Cinematographe.it

Il sole è anche una stella: il film tratto dal romanzo di Nicola Yoon

Il sole è anche una stella (The Sun is Also a Star) ha fatto la sua comparsa sugli scaffali delle librerie proprio un mese prima dell’uscita del film, a dimostrazione della volontà dei produttori di cavalcare l’onda di un possibile successo del romanzo d’origine. E non è ovviamente questa la colpa da imputare al film di Ry Russo-Young, che con la sua opera omaggia la sua città natale in tutto il suo splendore, a partire dalla voce fuori campo che nelle prime immagini di stampo documentaristico descrive l’umanità e la magnificenza della multiculturalità che dinamizza le strade e l’atmosfera di New York City. E il problema non è nemmeno legato all’idea base su cui Yoon costruisce la propria storia: anzi, la premessa narrativa delle due personalità opposte che, incontrandosi ripetutamente in una metropoli gigantesca, finiscono per lasciare ognuno una traccia importante nell’esistenza dell’altro avrebbe potuto fungere da pretesto per lasciarsi trasportare dalle influenze cinematografiche derivanti dal mondo di Richard Linklater e della sua trilogia di Before Sunrise, caratterizzata dalla tipica deadline delle ventiquattro ore che incombe sui due innamorati.

Il sole è anche una stella: recensione del film Cinematographe.it

Il sole è anche una stella di Russo-Young racconta la sua storia in maniera pilotata

Purtroppo il film di Russo-Young non fa che raccontare, in maniera piuttosto pilotata e fiacca, una storia in cui l’inverosimiglianza acquisterebbe forza e senso solo grazie a un continuo accostamento con le avversità reali, quelle congiunte a fattori esterni che minano il volere romantico dei protagonisti. I problemi di Natasha, che combatte contro una burocrazia fiscale e inflessibile, slittano continuamente in secondo piano mentre a quelli di Daniel, principalmente legati al nucleo famigliare e ai conflitti con un fratello competitivo, non si fornisce una giustificazione che possa chiarire un’origine precisa. Oltre a una delineazione piuttosto pigra riservata ai personaggi “di contorno” (il fratello di Daniel, anziché essere presentato come vittima del fallimento delle figure genitoriali, è semplicemente odiabile), la stessa linea narrativa principale dei due protagonisti avrebbe meritato una scrittura meno approssimativa e più convincente, soprattutto nella descrizione della nascita di un sentimento che sboccia in un arco di tempo brevissimo.

Il sole è anche una stella: recensione del film Cinematographe.itAvrebbe meritato particolare attenzione il discorso, affrontato nella fonte d’origine di Yoon, sulle responsabilità dei genitori nella crescita e nello sviluppo dell’identità e di conseguenza anche nel mondo lavorativo, dei propri figli: è chiaro che l’ambientazione a New York funga da cornice e riflesso ideale del senso di smarrimento di giovani che non sanno chi sono, non sanno chi saranno, come i personaggi di Natasha e Daniel, introdotti in una pista che chiaramente non vogliono seguire. Il film prova a essere una riflessione su una fase precisa della vita in cui ci si ritrova a un bivio che determina tutto il futuro, ma non si spinge oltre la superficie (anzi, spesso propone soluzioni poco credibili).

Il sole è anche una stella è un film per ragazzi che vuole far sognare, ma che dimentica i problemi dei protagonisti

Nemmeno la regia della stessa Russo-Young sembra andare oltre il convenzionale, vestendosi di immagini e scelte abusate senza mai schiudersi a una pura ispirazione creativa. In sintesi, Il sole è anche una stella avrebbe potuto essere una poesia sulla simbiosi fra caso e destino (resta infatti apprezzabile la volontà di non far prevalere uno sull’altro, concedendosi il fascino del mistero), ma rimane un teen movie che vuole far sognare i ragazzi e che adopera i temi del multiculturalismo, della diversità e delle barriere culturali e sociali senza snocciolarli o, più facilmente, concedere loro l’importanza che assumerebbero nel contesto rappresentato.

Il sole è anche una stella è nelle sale dall’8 agosto con Warner Bros.

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