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Il mio vicino Totoro è un film d’animazione del 1988, diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli, celebre studio cinematografico di film d’animazione giapponese, che ha prodotto tra i tanti capolavori come La tomba delle lucciole, Porco Rosso, La città incantata e Il castello errante di Howl

Il mio vicino Totoro, capolavoro indiscusso di Miyazaki, riesce sempre ad incantare ed emozionare, anche dopo trent’anni. Quando fu presentato nell’aprile del 1988, la proiezione di questo film fu affiancata a quella di un’altra pellicola, che sarebbe di li divenuta uno dei manifesti dello Studio Ghibli: La tomba delle lucciole, sceneggiato e diretto dal compianto Isao TakahataIl mio vicino Totoro orbita attorno a due bambine giapponesi, le sorelline Satsuki e Mei, che vivono insieme al padre in una casa in campagna.

Satsuki, di otto anni, e la sua sorella più piccola, Mei, di quattro anni, si trasferiscono con il padre, un archeologo dell’Università di Tokyo, in una vecchia casa bucolica ubicata nei pressi di un meraviglioso albero di canfora, per essere vicino all’ospedale dove la madre si sta lentamente riprendendo dalla malattia. Secondo alcune leggende le vecchie case abbandonate sono abitate da alcune creature fantastiche, come i nerini del buio o gli spiritelli della fuliggine, da cui Mei e Satsuki verranno accolte non appena metteranno piede in casa.

Il mio vicino Totoro

Il mio vicino Totoro: il capolavoro diretto da Hayao Miyazaki

La dimora è attorniata da una vegetazione meravigliosa, all’interno della quale Mei, una mattina, intravede un esserino singolare che, senza riserve, insegue all’interno di un sentiero misterioso. Una volta finito il sentiero, Mei scopre un luogo magico protetto dall’albero di canfora in cui vive Totoro, uno spirito kami della foresta, un’enorme creatura morbida e pelosa che le verrà in soccorso. Questo nuovo vicino, coinvolgerà Mei e Satsuki in un’avventura idilliaca, un appassionante viaggio tra realtà e immaginazione che restituirà alle due piccole protagoniste la gioia e l’incanto dell’infanzia.

Il mio vicino Totoro è un capolavoro dell’animazione, sia dal punto di vista visivo che dal punto di vista narrativo. Nel film di Miyazaki la natura ha una centralità fondamentale, c’è una sorta di atemporalità nel tragitto che le due bambine compiono all’interno della storia, come se stessero vivendo un istante eterno e fantastico, in cui il tempo si sottrae ma c’è vita, c’è sgomento.

Totoro è un essere buono, affabile, che non parla mai, uno spirito che abita la foresta, che sembra muoversi all’interno di una silente cosmogonia, custode della natura, che non viene mai percepito come una minaccia, come tutte le creature con cui le due protagoniste hanno a che fare. La cultura della paura non è mai coltivata, questi esseri sono percepiti come amici, lo stesso padre insegna alle figlie a riderne e non a spaventarsi. Il primo incontro tra Mei e Totoro si sarebbe potuto trasformare in una scena terrificante, spaventosa, invece Mei sorride, la sua innocenza cattura quel momento caricandolo di gioia e spensieratezza.

Il mio vicino Totoro

Il mio vicino Totoro è un inno all’immaginazione

Il mio vicino Totoro è una fiaba senza tempo, un inno all’immaginazione, in cui Miyazaki torna agli anni ’50, intrecciando la favola, il folklore giapponese, la sua realtà e la sua inventiva per creare sequenze intrise di poesia visiva. Questo film è un elogio alla natura, a quel mondo contadino e alle divinità shintoiste, abitato da spiriti naturali che vegliano su di essa. Questo film è naturalmente fondato su una dualità di principi, come la fantasia e la realtà, la nascita e la morte, i figli e i genitori, lo stupore e l’afflizione.

Miyazaki ha realizzato un’opera legata alla natura e al suo valore salvifico, le cui scenografie e i colori sono acquerelli pregiatissimi che donano una visione chiara, pulita, grazie alla collaborazione di artisti come Kazuo Oga.

Il mio vicino Totoro

Il mio vicino Totoro è un film di dettagli meravigliosamente osservati, ciò che Miyazaki ha creato è un idillio, il più malinconico e nostalgico, in cui questi nuovi vicini, sia immaginati che reali, impediscono alle due ragazze di crescere troppo velocemente. La figura paterna è una presenza straordinaria perché è ragionevole, piena di tatto, crede nelle storie di queste strane creature, accoglie ogni cosa che dicono le sue due figlie come verità e non come fantasie. L’immaginazione è un’esperienza nobile, e Miyazaki lo sa, sa quanto sia lontana dall’essere una sciocca utopia dell’infanzia.

Il mio vicino Totoro è un film per bambini, per genitori, per chiunque, creato per dare un esempio vivido di come il mondo dovrebbe essere. Un film senza minacce, senza cliché sulla foresta, senza violenza, senza cattivi o mostri. Il mio vicino Totoro è pieno di commedia umana, un po’ triste, un po’ spaventoso, sorprendente, come la vita stessa, che suggerisce una lezione semplice, ovvero che la meraviglia dell’immaginazione regala la migliore avventura che si possa desiderare.

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