I Croods: recensione

Giunto nel 2013 nelle sale cinematografiche, I Croods è un capolavoro elaborato dalla Dreamworks, colorato dalle voci (in lingua originale) di Nicolas Cage, Emma Stone, Ryan Reynolds, Catherine Keener, Cloris Leachman, Clark Duke e Randy Thomas. Una strampalata famiglia di cavernicoli ci trasporta in un’era della pietra bizzarra, in cui l’esistenza è una continua corsa alla preda.

Personaggi fisicamente spigolosi, con la loro antropologia confusa ed entusiasmante, plasmano i confini di un mondo in evoluzione, rimarcando al contempo una filosofia di vita attuale e immortale.

Il possente e arcaico padre, la gioviale mamma, la suocera indistruttibile e insopportabile, il figlio tontolone, la neonata dalle sembianze canine e la figlia intraprendente ed emancipata sono la squadra perfetta e coesa in grado di sopravvivere alla devastazione; intenti a vincere il mondo esterno ostile grazie alla forza e alla chiusura claustrofobica in un’angusta caverna.
Forse esistono collegamenti fondati con altri film d’animazione, ma a mio parere un fil rouge avvolge inesorabilmente questa commedia infantile al mito platonico della caverna.
La famiglia Croods è schiava di un’epoca che sta per sgretolarsi, ancorata alla paura della novità, la cui rappresentazione più acuta la si scorge in un giovanotto divertente e dalla soluzione facile. Chiusa dentro una botte di massi non ha il coraggio di modificare la rotta di un percorso vitale che li conduce sì a restare in vita, ma non a godere pienamente della stessa.

I Croods

Hip, la figlia irruenta e sognatrice, è l’unica a rendersi conto della differenza tra la vita e la sopravvivenza; il sogno di abbandonare le origini brilla solitario nei suoi occhi enormi e pieni di gioia, nel conflitto perenne che attua col padre, in quell’arrampicarsi selvaggio all’interno di un’oasi splendida e sconosciuta.
Di tutti gli “schiavi” è l’unica a seguire la luce e l’incontro col giovane ed affascinante nomade Guy indicherà la chiave di volta di tutta la storia, il principio di un mondo sfavillante e sconosciuto, nonché l’inizio di un vero e proprio terremoto che scuoterà la Terra ma anche la cavernicola famiglia.
Il fuoco, elemento nuovo e ambiguo, illumina la fuoriuscita di sentimenti complessi in cui la protezione paterna arranca ad adagiarsi sulla volontà di libertà della figlia. Alla serietà dei temi si intercalano momenti di divertentissima saggezza, scene comiche in cui grandi e piccini non possono che ridere di gusto, scenari mozzafiato e tenerezze accennate.
I Croods si trovano in bilico tra la modernità e la tradizione, i problemi che li affliggono sono quelli di tutte le epoche e la domanda di fondo è sempre inevitabilmente quella: continuare sulla stessa strada o cambiare direzione?

I Croods
La risposta è il cambiamento: un compromesso tra vecchi e giovani al fine di andare avanti nella maniera migliore, di far tesoro della tradizione già sondata senza precludersi le aspettative delle novità. Cosicché è importante avere una casa, un animale domestico e, una famiglia sulla quale contare!
Insegnamenti, come solo i cartoni d’animazione sanno donare; e tenerezza a profusione!

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Regia - 4
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 4
Recitazione - 4
Sonoro - 3.5
Emozione - 4

3.9