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Il regista e sceneggiatore finlandese Juho Kuosmanen ha presentato In Concorso nella Selezione Ufficiale di Cannes 2021 Hytti nro 6 (Compartment No. 6), adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Rosa Liksom.  Un film che è stato visto come una versione nordica dell’indimenticabile Before Sunrise, primo film della Before Trilogy di Richard Linklater ma che – in realtà – nel condivide solo il pretesto narrativo dell’incontro magico su un treno.

Hytty nro 6 vede la studentessa universitaria di Archeologia Laura (Seidi Haarla) separarsi dall’occupatissima compagna in carriera per intraprendere  – suo malgrado – da sola, partendo da Mosca, un viaggio nel profondo nord con meta Murmansk, alla scoperta dei petroglifi del luogo, antiche iscrizioni sulla pietra risalenti a 10000 anni fa. Non appena le viene assegnato lo scompartimento in cui dovrà trascorrere due notti, fa l’indesiderata conoscenza del suo compagno di viaggio Ljoha (Jurij Borisov), un ragazzo intellettualmente meno raffinato e avvezzo a un linguaggio scurrile ed elevate dosi di alcol, che comincia subito a importunarla, aumentando il malumore della giovane, già contrariata dalla distanza fisica ed emotiva dalla compagna.

Nel corso del viaggio, tuttavia, la permanenza obbligata in uno spazio ristretto rappresenterà per i due ragazzi l’inaspettata molla per conoscersi meglio, o semplicemente cominciare ad apprezzare la compagnia reciproca, malgrado l’abissale divario fra le rispettive personalità e vite. In una sorta di forzata presa di coscienza di quanto intense connessioni possano nascere non solo da affinità elettive ma anche da inconsapevoli bisogni appagati, rintracciabili nella più improbabile delle relazioni.

Laura non può fare a meno di apprezzare il modo goffo e sincero attraverso cui Ljoha cerca in tutti i modi di starle vicino, mostrandole un interesse puro al quale la ragazza non è abituata nella sua relazione con la compagna, dominata da narcisismo e trascuratezza. Lui, d’altra parte, diviene progressivamente consapevole del crescere dei suoi sentimenti nei confronti di Laura, una donna con la quale sa di non poter condividere più di quel viaggio ma di cui non riesce a fare a meno di lasciarsi coinvolgere, vivendo il momento per quello che è ma cercando contemporaneamente di proteggere se stesso il più possibile.

Hytti nro 6 (Compartment No. 6): un viaggio alla scoperta di sé

Hytti nro 6 Compartment n 6, Cinematographe.it

Laura e Ljoha sono i classici opposti che si attraggono, nonostante le reciproche resistenze. Laura, in particolare, non solo vive un’altra relazione ma la vive con una donna, cosa – tra l’altro – completamente non contemplata né da Ljoha, né dalle altre persone incontrate durante il viaggio, prolifiche di consigli e domande poco opportune sulla sua vita sentimentale. Un elemento non trascurabile delle pellicola, che suggerisce anche come l’amore non abbia barriere, se non quelle imposte per cultura, ma – allo stesso tempo –  come sia difficile sentirsi liberi di esprimersi senza scontrarsi con una necessità, spesso non naturale, di inquadrare se stessi in un orientamento sessuale.

Hytti nro 6 diviene così un poetico ed ermetico viaggio alla scoperta di sé e dei propri bisogni inconfessati, sullo sfondo di un ambiente naturale ostile e glaciale in cui uno sguardo o un semplice gesto di vicinanza riescono a portare un confortante e salvifico calore. Un percorso ricco di malinconici non detti ma che conserva la bellezza di una scoperta reciproca in un contesto sospeso, in cui alleggerirsi dai fardelli delle convenzioni sociali e poter lasciar le anime all’apparenza più distanti libere di sfiorarsi e lasciare il segno, anche solo per un breve istante.