Guida galattica per autostoppisti

Guida galattica per autostoppisti è un film di Garth Jennings del 2005, basato sull’omonima serie di romanzi fantascientifici di Douglas Adams, che è oggetto di culto da parte dei geek di tutto il mondo. La pellicola è dedicata proprio allo scomparso romanziere britannico, anche autore della sceneggiatura.

Il cast del film è composto da attori di grande talento come Martin Freeman, Sam Rockwell, Zooey Deschanel, Mos Def, John Malkovich e Bill Nighy. Guida galattica per autostoppisti ha incassato circa 100 milioni di dollari in tutto il mondo, a fronte di un budget di 50.

Guida galattica per autostoppisti

È un fatto importante, ancor che comunemente noto, che le apparenze molto spesso ingannano. Per esempio, sul pianeta terra, l’uomo ha sempre pensato di essere la specie più intelligente del pianeta, quando invece era la terza. Secondi in ordine di intelligenza: i delfini, i quali, alquanto singolarmente, erano a conoscenza da tempo dell’imminente distruzione del pianeta terra. Avevano tentato più volte di avvertire l’umanità del pericolo, ma i loro segnali venivano interpretati come simpatici tentativi di colpire il pallone o fischi per ottenere succulenti bocconcini. Così alla fine decisero di lasciare la terra coi loro mezzi. L’ultimo messaggio in assoluto venne interpretato come un incredibilmente sofisticato tentativo di doppio salto mortale rovesciato nel cerchio fischiando l’inno americano, ma in realtà il messaggio era questo: “addio e grazie per tutto il pesce“.

Il prologo del film rivela che i delfini sono creature più intelligenti dell’uomo, e che essi hanno invano cercato di avvisarlo dell’imminente distruzione della Terra. I delfini abbandonano quindi il pianeta, salutando l’umanità con il messaggio “Addio e grazie per tutto il pesce”.

Poco prima della distruzione della Terra, Arthur Dent (Martin Freeman) scopre che la sua abitazione sta per essere demolita per consentire la costruzione di una superstrada. L’uomo viene portato in un pub dal suo amico Ford Prefect (Mos Def), che gli rivela di essere uno scrittore extraterrestre al lavoro sulla fantomatica Guida galattica per autostoppisti, una sorta di manuale contenente utili consigli per i viaggiatori nello spazio. Pochi istanti prima della distruzione della Terra per mano dei perfidi Vogon, i due riescono a salire su un’astronave portandosi in salvo.

Ha così inizio una folle e spassosa avventura nello spazio, che Arthur e Ford condivideranno con la bella Tricia McMillan (Zooey Deschanel), il presidente della Galassia Zaphod Beeblebrox (Sam Rockwell) e l’irresistibile Marvin, androide irrimediabilmente e perennamente depresso, doppiato in originale dal recentemente scomparso Alan Rickman.

Guida galattica per autostoppisti: una trasposizione fedele e rispettosa della splendida saga di Douglas Adams

Guida galattica per autostoppisti

Impossibile scindere Guida galattica per autostoppisti dalla splendida serie di romanzi da cui è tratto. L’opera di Douglas Adams ha ispirato e continua a ispirare milioni di persone in tutto il mondo con il suo sguardo pacifico, ma anche cinico e fortemente sarcastico, sui vizi e sulle virtù dell’umanità.

Tantissimi passaggi della Guida galattica per autostoppisti vengono continuamente richiamati dagli appassionati con omaggi e citazioni, come l’ossessione per il numero 42 (ovvero la Risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto) o il cosiddetto Towel Day, cioè il giorno (il 25 maggio) in cui i fan festeggiano i racconti di Adams con un asciugamano, che il compianto scrittore descriveva come uno degli oggetti più utili di tutta la Galassia.

Guida galattica per autostoppisti: un viaggio surreale e grottesco che mette in luce i principali difetti del genere umano

Il film di Garth Jennings non è solo una trasposizione filmica, ma anche e soprattutto un grande omaggio all’opera di Douglas Adams, che entusiasmerà i fan dei romanzi ma che potrebbe lasciare perplessi coloro i quali si approcciano per la prima volta alla Guida galattica per autostoppisti. Questo è al tempo stesso un pregio ma anche il più grande difetto del film, che è difficile da comprendere pienamente per chi non ha letto almeno il primo romanzo della serie.

Guida galattica per autostoppisti è un racconto surreale e spesso grottesco, un’orgia di personaggi bizzarri e strampalati che hanno la comune funzione di sottolineare con semplice ma tagliente ironia come l’essere umano passi gran parte della sua esistenza a preoccuparsi per cose decisamente marginali e a sopravvalutare la propria importanza nel quadro generale dell’universo.

Grande merito della riuscita della pellicola va certamente tributato al regista Garth Jennings, abile a gestire un materiale così vasto e complesso, ma anche agli attori protagonisti (in particolare Martin Freeman e Sam Rockwell), che caratterizzano superbamente i propri personaggi senza mai fare rimpiangere i corrispettivi cartacei. Inappuntabili anche le musiche, in particolare l’esilarante canzone che accompagna il prologo, perfetta per predisporre lo spettatore agli spassosi e deliranti eventi che seguiranno.

Guida galattica per autostoppisti: un film a suo modo unico e irripetibile

Guida galattica per autostoppisti

Guida galattica per autostoppisti è un film a suo modo unico e irripetibile, in cui la mera trama è solo un pretesto per trasmettere un messaggio di pace, serenità e condivisione, che in tempi di ansia e isteria collettive è ancora oggi più attuale e necessario che mai. Una trasposizione fedele e rispettosa, che coglie lo spirito dell’opera originale senza mai snaturarla o limitarla, rendendo così naturale il passaggio da carta a pellicola.

Un film consigliato e raccomandato sia ai conoscitori dell’opera di Adams, che ritroveranno su schermo la magia del racconto che li ha accompagnati e formati, sia ai neofiti, che saranno inevitabilmente spronati a fare la conoscenza di una saga letteraria fondamentale e per certi versi illuminante. Fra situazioni paradossali e apparentemente demenziali, come robot depressi, complotti orditi da topi, computer che impiegano milioni di anni per elaborare una risposta e astronavi che viaggiano a “improbabilità infinita”, possiamo così trovare l’ispirazione per vivere la nostra vita con un approccio più sereno, ironico e in fondo anche più costruttivo.

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