TFF34 – Free Fire: recensione del film di Ben Wheatley con Brie Larson e Armie Hammer

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Free Fire (trailer) è il nuovo action di Ben Wheatley presentato nella sezione Festa Mobile della 34esima edizione del Torino Film Festival e scelto come pellicola di chiusura della kermesse.

Un’opera dal sapore tarantiniano e dotata di un cast di fuoriclasse, tutti impegnati in un’assurda sparatoria la cui miccia è un ipotetico sgarbo fra trafficanti d’armi ed acquirenti al momento dello scambio.

Girato quasi tutto all’interno dello stesso ambiente – una decadente fabbrica dismessa – Free Fire è un’esilarante scontro fra menti poco dotate, la cui flebilissima trama passa in secondo piano rispetto al gusto per l’azione pura, probabilmente unica intenzione del regista.

Free Fire

In Free Fire, fondamentalmente, ci si spara addosso facendo però molta fatica ad uccidersi, lasciando però spazio ad ogni personaggio per auto delinearsi attraverso la sua relazione con il rischio di morire, vissuto da ognuno in maniera differente.

C’è il tossicomane incosciente ma amico fedele (un ottimo Sam Riley), l’elegante ed impassibile auriga dello scontro (Armie Hammer), la donna in carriera, criminalmente opportunista (Brie Larson), tutti hanno un loro preciso posto su una scena fine a se stessa, in cui ci si ammazza per leggerezza ed ottusità.

Free Fire

Motivo dello scontro a fuoco, che ha luogo a Boston nel 1978,  la trattativa che coinvolge 12 uomini ed una donna in uno scambio di armi. Da una parte c’è una delegazione dell’IRA, dall’altra i trafficanti, determinati a piazzare un “pacco” ai clienti, rifilandogli armi di livello inferiore rispetto a quelle richieste, destinate a clienti ritenuti più importanti. Quando l’inganno viene a galla, un pretesto scatenerà un inferno fatto di maldestri colpi di arma da fuoco, in un turbine di azione e scambi di battute capace di inchiodare lo spettatore alla poltrona senza il bisogno di sapere perché o senza aspettarsi un particolare finale.

Free Fire: un grottesco scontro a fuoco al puro servizio dell’azione

Free Fire si prende il rischio di giocare unicamente sulle dinamiche fra le parti e sulla balistica dei proiettili, sperimentando un cinema che trascende la narrazione per farsi pura azione ispirata ai B movies anni ’70. Travolgendo lo spettatore al ritmo di battute incalzanti e grazie ad una regia attenta a non perdere colpi ed allentare la tensione (rischio più che alto in un film del genere) Free Fire è una pellicola alla quale non si può contestare davvero nulla a livello tecnico ed interpretativo ma che rimane cristallizzata nella sua stessa natura, che o entusiasma o lascia inesorabilmente indifferente.

Free Fire

Allo spettatore la decisione, resa ancora più drastica dall’impossibilità di empatizzare con nessun membro di questo irresistibile manipolo di idioti, della cui morte o vita non importa a nessuno, tantomeno al regista.

Con un briciolo di autocompiacimento, Ben Wheatley confeziona così un film senza curarsi delle reazioni del pubblico, per il solo gusto di godere dell’azione e degli scambi tra i personaggi, impegnati in un buffo e divertente Risiko umano, dove la minima mossa può drammaticamente cambiare il destino delle pedine,  eleggendo alla fine un vincitore a caso, per la sola necessità di fornire un’epilogo ad un’opera che non pretende di andare minimamente oltre a ciò che si vede. Prendere o lasciare.

Free Fire è stato anche scritto e montato dallo stesso Ben Wheatley, insieme a Amy Jump; nel cast del film anche Sharlto Copley, Cillian Murphy, Jack Reynor, Babou Ceesay, Enzo Clienti, Michael Smiley, Noah Taylor e verrà distribuito in Italia da Movies Inspired.

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