GIUDIZIO CINEMATOGRAPHE - FILMISNOW

VOTA IL FILM ORA!

Etere (Eter) è un film diretto da Krzysztof Zanussi, presentato durante la 13 edizione della Festa del Cinema di Roma, con un cast composto da Jacek Poniedziałek, Andrzej Chyra, Ostap Vakuliuk e Zsolt László.

Il film di Zanussi ci porta all’inizio del XX secolo, nella vita di un medico dell’Impero Russo interpretato da Jacek Poniedziałek. Il medico, che rimarrà sempre senza nome, viene condannato a morte in seguito all’omicidio di una donna, uccisa da lui accidentalmente a causa di una errata (e letale) somministrazione di etere. Nonostante la sua ammissione di colpa, il medico riesce a scampare la pena, con la grazia dello Zar, e ben presto trova anche un nuovo lavoro come medico militare dell’esercito austro-ungarico.

Durante la sua permanenza come medico dell’esercito, tra complotti e tradimenti, la sua ossessione per la scienza e per l’etere diventa sempre più intensa. Le sue ricerche lo porteranno a realizzare sperimentazioni crude e funeste, precisamente esperimenti volti alla manipolazione e alle gestione del dolore su cavie umane spesso indifese. La vita di questo medico non è asservita solo alla scienza, ma è inglobata in una plumbea cornice esistenziale, un precipizio mefistofelico in cui, inesorabilmente, il medico dovrà discendere in un modo da lui disatteso.

Etere

Etere: il film di Krzysztof Zanussi presentato durante la Festa del Cinema di Roma

Etere è un film particolare, molto articolato ed oscuro. Etere è un film che si divide in due storie parallele: la storia nota e la storia segreta e fa dichiaratamente riferimento al mito di Faust. La pellicola racconta il destino di un medico che, essendo uno scienziato senza Dio, non crede nell’anima e non ha fede. Saranno proprio la sua malvagità e la sua forsennata voglia di conoscenza a fare in modo che sia avvicinato da un essere demoniaco, un uomo misterioso che chiederà la sua anima in cambio di favori e della sua salvezza.

Sicuramente la pellicola differisce, rispetto al poema di Goethe, nella frenesia che il dottore impiega nelle sue ricerche e nella scienza, vero ed unico strumento che lo potrebbe portare al controllo del mondo e all’annullamento di ogni libero arbitrio. Questa crudeltà estrema che si impone nel film si riallaccia ad una seconda vita che viene offerta al medico, una chance di cui lui abusa, una seconda vita in cui viene affiancato da un giovane ed ingenuo contadino che userà letteralmente fino allo stremo, per i suoi scopi.

Etere

Etere: un film oscuro ma dispersivo

Il film del maestro polacco Zanussi vive di momenti più lucidi ed altri più foschi e decisamente meno intuitivi. La prima parte della pellicola riesce ad introdurre facilmente lo spettatore nella storia di questo medico alle prese con le sue manie, le sue ossessioni e il suo precipitare, sempre più convulso, verso profondità sconosciute; diversamente dalla prima, la seconda parte è molto meno incisiva, profondamente dispersiva ed opaca a causa di alcune scelte narrative che lasciano deragliare la trama verso il baratro. Sarebbe stato molto interessante osservare come il regista avrebbe potuto affrontare tematiche panteistiche e cosmogoniche, se solo avesse deciso di soffermarsi su concezioni più filosofiche in Etere, mostrando meno ricerche scientifiche ed esperimenti e donando più spazio alla metafisica che circonda il film.

Il film di Zanussi lascia allo spettatore la possibilità di ricongiungersi con le tematiche sollevate nel film, in un modo non sempre lineare ed efficace, gettando luce su alcuni punti oscuri della trama. Purtroppo Etere si scompone proprio sull’epilogo, sul finale, che si manifesta come un ammonimento all’essere umano e si sofferma su ciò a cui il regista, e lo stesso Goethe, tiene maggiormente: il dualismo bene e male e come l’uomo si pone verso di essi, il libero arbitrio e la redenzione, ed infine l’impegno mefistofelico ed umano nel desiderare eternamente il male e operare eternamente il bene.