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Se non fosse per il cortometraggio omonimo scritto e realizzato in tempi record nel 2016, vincitore di numerosi riconoscimenti nel circuito festivaliero tanto da attirare l’attenzione dei produttori Sean Anders e John Morris che ne hanno subito ordinato una versione sulla lunga distanza, per Countdown di Justin Dec bisognerebbe parlare se non di plagio quantomeno di uno spudorato copia e incolla.

Le tante analogie presenti nello script della pellicola del cineasta statunitense con le dinamiche e le situazioni sviluppate in altri progetti come Bedevil – Non installarla dei fratelli Abel e Burlee Vang o con You Die. Scarichi l’app, poi muori del trio formato da Alessandro Antonaci, Stefano Mandalà e Daniel Lascar, avrebbero potuto rappresentare una prova evidente dell’illecita sottrazione. Fortuna per Dec non è così, ma le similitudini con le suddette opere, che vedono anch’esse un’App assassina mietere vittime tra coloro che hanno ingenuamente deciso di scaricarla  sul proprio dispositivo, restano e tolgono il fattore sorpresa al racconto. Fattore determinante, questo, ai fini della riuscita del prodotto, senza il quale il bersaglio da colpire si allontana e di molto come in questo caso.

Countdown: le similitudini con progetti analoghi fanno venire meno l’effetto sorpresa

Di conseguenza, gli sviluppi si fanno prevedibili e di facile lettura per lo spettatore che con l’horror  high tech di ultima generazione ha ormai una certa dimestichezza. Nell’opera prima di Dec, l’app in questione può rivelare all’interessato quanto tempo gli rimane prima di morire. E del resto si sa che la “curiosità uccise il gatto”, un proverbio dalle origini non chiare, ma noto a tutti per il suo significato allegorico fin troppo chiaro. Allegoria che, però, nel caso dei protagonisti del film smette di essere tale, diventando portatrice di morte.

Qui un gruppo di ragazzi, per gioco, scarica sul cellulare una nuova applicazione che permette di prevedere esattamente la propria data di morte. A turno i ragazzi scoprono che la app “Countdown” non lascia scampo ed è impossibile da disinstallare. Con il passare delle ore e la fine che si avvicina, ognuno di loro dovrà trovare un modo per salvarsi prima che scada il tempo. Tra questi c’è Quinn Harris, una giovane infermiera con un passato doloroso, per la quale il timer segna al momento dell’installazione poco meno di due giorni. Scatta così la solita corsa contro il tempo per sopravvivere e scombinare i piani del demone di turno incaricato di venirle a strappare la vita dal petto.

Riferimenti voluti ai classici dell’horror high tech di ultima generazione rendono tutto prevedibile

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Letta la sinossi e vista sullo schermo la trasposizione è impossibile non accorgersi di un’altra catena di riferimenti, stavolta voluti, a quelli che ad oggi sono diventati a tutti gli effetti dei grandi classici del genere, ossia le saghe di The Ring o Final Destination. La strizzatina d’occhio è palese, con il processo di scrittura di Countdown che si limita ad aggiungere un tocco di modernità e tecnologia al posto del famigerato nastro VHS, dando vita a quello che dovrebbe essere un gioco inquietante e paranoico che non lascia scampo ai protagonisti. Sicuramente lo è e a farne le spese, infatti, sono i personaggi che via via se la dovranno vedere con le lancette che inesorabili scorrono sul display.

Countdown: si fa fatica a lasciarsi coinvolgere da un film che nel momento di bisogno inizia a chiamare il causa tutto il campionario orrorifico a disposizione

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Variante a parte, la sostanza quindi non cambia e si fa fatica a lasciarsi coinvolgere da un film che nel momento di bisogno inizia a chiamare il causa tutto il campionario orrorifico a disposizione, a cominciare dallo shocker per finire con il filone demoniaco con tanto di sacerdote macchietta pronto a entrare in azione. Il risultato è un mash-up che mescola in un minestrone audiovisivo una miriade di cose già viste e pochissime altre più efficaci e degne di nota (vedi la scena di Matt alle prese con il fantasma del fratellino pronto a vendicarsi del torto subito nel bagno dell’ospedale). Quest’ultime insufficienti a garantire anche dei minimi validi motivi d’interesse nei confronti di un prodotto “usa e getta”, sul quale si è costretti persino a stendere un velo pietoso quando si prende sul serio nel momento in cui decide malauguratamente e banalmente di scomodare il tema caldo e complesso delle molestie sul luogo di lavoro.

La protagonista del film in uscita il 21 novembre con Eagle Pictures è Elizabeth Lail, recentemente protagonista della serie distribuita da Netflix You, qui nei panni di una giovane infermiera che scaricherà la famigerata App. Il resto del cast vede impegnati tra gli altri Jordan Calloway e Talitha Eliana Bateman.

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