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Bombshell – La voce dello scandalo è uno spaccato degli Stati Uniti contemporanei. Non tanto perché parla di molestie sessuali nell’era del #MeToo, anzi, su questo punto si deve fare una riflessione profonda. Il film, e la storia che racconta, sono importanti perché la cultura imperante che ha permesso a Roger Aisle di abusare del suo potere e di molte donne, è quella che ha permesso, nello stesso anno, a Donald Trump di andare alla Casa Bianca.

Le origini, non tanto segrete, della storia a cui si ispira Bombshell

Roger Aisle era un repubblicano duro e puro, sostenitore di Nixon, Reagan, Bush padre e figlio. E naturalmente di Donald Trump. Aisle fu scelto nel 1996 direttamente da Rupert Murdoch per dirigere Fox News Channel, la corazzata che di lì a poco avrebbe scalzato la CNN dalla vetta dell’audience delle notizie, con un taglio totalmente asservito al più gretto conservatorismo WASP, maschilista, razzista, xenofobo e omofobico. Insomma, il paradiso di gran parte degli americani.

Aisle costruì questa macchina infernale con incredibile bravura, lo dimostra il fatto che un inetto come George W. Bush sia stato per otto anni l’uomo più potente del mondo anche, e in gran parte, grazie al sostegno del network di proprietà del tycoon australiano. Le masse, soprattutto se ignoranti, si possono facilmente convincere. Lo sappiamo bene anche in Italia.

Le date sono importanti

Roger Aisle resta al comando di Fox News per 20 anni esatti. Durante i quali crea lo stile e la linea del canale, soprattutto per quanto riguarda le donne. Sono molte le professioniste a Fox News. Sono gradevoli, belle, affascinanti, procaci, fresche, giovani, comunque mai troppo mature. La selezione la fa lo stesso Aisle, aiutato da altri dirigenti, tutti rigorosamente di sesso maschile. Chiamarli uomini sarebbe francamente troppo.

I metodi di selezione vengono svelati nel luglio del 2016, quando Gretchen Carlson, conduttrice di Fox News appena licenziata, denuncia Aisles per molestie e abusi sessuali nei suoi confronti. Alla sua denuncia ne seguono altre sei, tra cui quella di Megyn Kelly, all’epoca star di Fox News. Il 21 luglio 2016 Aisles rassegna le dimissioni, riceve una buonuscita di 40 milioni di dollari e poche settimane dopo diventa consulente di Donald Trump per la campagna presidenziale. Il 18 maggio 2017 Roger Aisle muore all’età di 77 anni. Circa cinque mesi dopo, nell’ottobre del 2017, Harvey Weinstein riceve le prime accuse di violenza sessuale.

Parliamo di Bombshell – La voce dello scandalo

Perché questo dovrebbe essere l’argomento dell’articolo che state leggendo. Il film, diretto diligentemente dall’onesto Jay Roach, a cui dobbiamo vagonate di risate grazie a Austin Powers e Gaylord Fotter, è una cronistoria accurata, in cui si spartiscono la scena con eque percentuali Charlize Theron (Megyn Kelly), davvero notevole, non a caso candidata all’Oscar, Nicole Kidman (Gretchen Carlson), bravissima anche lei e soprattutto finalmente di nuovo espressiva, e Margot Robbie, tragicamente divertente nei panni della contadinotta timorata di Dio che vede Fox News come la Verità. Personaggio quest’ultimo fittizio, ma tanto realistico.

Bombshell racconta i fatti così come sono stati descritti dalle dirette protagoniste, con un crescendo emotivo efficace e un finale scritto dalla cronaca nota. John Lithgow è perfettamente laido nei panni di Aisle, il cast di contorno funziona, a partire da Kate McKinnon e Allison Janney. Insomma, tutti i pezzi sono al posto giusto, ed era un film “necessario” per raccontare una storia che il mondo deve conoscere. Detto ciò, una volta assolto il compito a cui è preposto, di Bombshell il film resta poco e niente. Ma non importa, perché, per l’appunto, le sue funzioni sono altre.

In prima istanza, far conoscere a un vasto pubblico lo scandalo Fox News, una pagina davvero sordida e ignobile della storia della televisione americana. E poi, ancora una volta, a mettere in fila le date e a farsi una domanda.

Chi è Tarana Burke?

Il movimento Me Too sarebbe dovuto nascere subito dopo lo scandalo Fox News, ma non è stato così. Perché in realtà era già nato dieci anni prima, grazie a Tarana Burke, un’attivista del Bronx che dal 2003 si batte per i diritti delle donne. Lei è la fondatrice del Me Too Movement, paladina della parità di genere da molti anni.

Eppure, per quanto eccezionale sia questa donna, sono stati necessari i racconti di Gwyneth Paltrow, Mira Sorvino, Asia Argento e delle molte altre attrici, più o meno famose, molestate da Harvey Weinstein nel corso degli anni per far diventare il #MeToo un hashtag gettonatissimo e un fenomeno su scala globale. Nel 2018. Quindici anni dopo che Tarana Burke ha iniziato la sua battaglia nel Bronx.

Purtroppo, la morale è comunque molto triste: se vuoi che la tua voce venga ascoltata, hai bisogno di una buona cassa di risonanza e dei volti giusti. Una strategia che ha dato a Fox News vent’anni di successi.

Bombshell – La voce dello scandalo è disponibile dal 17 aprile 2020 su Amazon Prime Video.

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