Battle è un film norvegese diretto da Katarina Launing, disponibile su Netflix dal 6 dicembre 2018. Il cast è composto da Lisa Teige, Fabian Svegaard Tapia, Vebjørn Enger, Achmed Akkabi e Karen-Lise Mynster.

Amalia è una ragazza benestante che vive ad Oslo. Amalia si alza presto ogni mattina per fare esercizio fisico e per frequentare intense lezioni di danza moderna in una scuola prestigiosa della città. La sua insegnante è molto dura ed intransigente e ritiene che Amalia, non riuscendo a veicolare nessuna emozione mentre balla, non abbia alcuna passione per la danza. Un giorno uno degli ex studenti della scuola, che dirige una delle compagnie più importanti di Amsterdam, informa la classe che terrà un’audizione speciale in cui prenderà una sola ballerina per la sua compagnia, un’audizione che cambierà la carriera di una ragazza.

Amalia è decisa a passare l’audizione ma la sua vita personale complicherà di molto le cose. Suo padre è in banca rotta e, in men che non si dica, lui e sua figlia Amalia saranno costretti ad abbandonare la loro dimora e a trasferirsi in un piccolo appartamento in un quartiere popolare di Oslo. Esasperata, abbattuta e in ritardo con le prove, Amalia cerca uno spazio per esercitarsi per l’audizione e trova rifugio in una sala di un centro giovanile in periferia, dove si imbatte nel ballerino Mikael, che la presenta alla sua squadra di ballo e al suo amore per l’hip hop.

Battle Cinematographe.it

Battle: il film Netflix di Katarina Launing

Battle è un film sulla danza dalla trama piuttosto semplice e lineare, che segue la stessa formula provata da altri film di ballo. Guardando Battle è difficile non pensare al film in questione come la versione norvegese di Save the Last Danceessendo anche quest’ultimo un film in cui danza classica ed hip-hop si incontrano e che unisce il ballo con una storia d’amore. Ma Battle mescola queste cose con un messaggio di fondo commovente sul potere della danza e sulla necessità di perseguire il proprio stile e la propria passione senza compromessi.
Amalia è una ragazza che dedica la sua vita alla danza moderna, anche quando le sue condizioni di vita diventano dure e complicate. Ed è proprio in questa fase difficile che entra in una sorta di crisi esistenziale, in cui Mikael sarà l’unico a poterla aiutare a riscoprire se stessa. Sicuramente questo dettaglio non è un qualcosa di nuovo che si osserva in un film, ovvero il declino interiore ed economico di una persona che dovrà mettersi in discussione per poter fronteggiare i disastri della vita.

Battle: il film Netflix non riesce a spiccare il volo e a distinguersi fino in fondo

Battle Cinematographe.it
Ma queste sue difficoltà diventano la scusa migliore per scoprire una nuova realtà, un nuovo ambiente di danza e un nuovo stile con cui potersi misurare. Da un lato osserviamo Amalia e la sua danza più rigorosa ed accademica, che sottolinea la disciplina e la formazione scolastica; dall’altro lato c’è Mikael e la sua danza hip-hop, una danza che nasce in strada, spontanea e libera. Battle però compie un eccellente lavoro nel dimostrare che questi due stili non sono poi così lontani, e che sono l’uno l’estensione dell’altro.

Battle, purtroppo è uno di quei film in cui la storia è del tutto prevedibile, in cui la regista Katarina Launing fonde, senza troppa fatica, una storia d’amore che coinvolge una ragazza ricca che si trova a ballare in una nuova realtà, e che entra in conflitto con la sua vecchia vita. Mancando vera sostanza di cui discutere, Battle si affida invece alla sua storia d’amore per tenere alto il ritmo del film. Gli unici momenti in cui la pellicola riesce ad elevarsi sono le sequenze di danza. L’intersezione tra la danza moderna e lo stile hip-hop è resa in modo efficace e ammirevole. Ma, per quanto possano attrarre ed incantare le scene di ballo, Battle non riesce a spiccare il volo e a distinguersi fino in fondo, soprattutto se posto accanto ad altri film di danza che hanno superato la prova del tempo.

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione