GIUDIZIO CINEMATOGRAPHE

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Presentato Fuori Concorso nella Selezione Ufficiale di Cannes 2021, BAC Nord – per la regia di Cédric Jimenez – riprende lo scandalo realmente avvenuto nel 2012 all’interno della brigata anticrimine (BAC) di Marsiglia, quando diciotto membri sono stati incarcerati per traffico di droga e racket.

Ai tempi degli eventi narrati nel film, i distretti settentrionali di Marsiglia presentavano il peggior tasso di criminalità in Francia. A causa di pressioni dall’alto, gli agenti di polizia del BAC Nord fecero allora di tutto per migliorare i loro risultati. Trovandosi ad attraversare alcuni limiti invalicabili.

Il film di Cédric Jimenez vede protagonisti Gilles Lellouche (Gregory), Karim Leklou (Yassine) e François Civil (Antoine), tre poliziotti in borghese impegnati a sventare un massiccio traffico di droga alla periferia di Marsiglia. Un intero quartiere dominato dalla malavita, in cui è difficile anche solo accedere. Come fare, dunque, per assecondare la aspettative dei superiori e far crescere la propria carriera? Antoine – il più giovane e spericolato dei tre –  trova un gancio, (Amel, interpretata da Kenza Fortas), una giovanissima informatrice disposta a offrire indicazioni indispensabili in cambio di parte del maltolto. La squadra riesce così a penetrare nella fossa dei leoni, mentre a casa la moglie e collega di Gregory, Nora, (Adèle Exarchopoulos) sta per dare alla luce il loro primo bambino.
Ma il fine non giustifica i mezzi e i tre poliziotti si troveranno a dover affrontare non solo un processo ma un complesso dilemma morale, che vede coinvolto in particolare Antoine, colui che più si è esposto per affrontare il caso.

BAC Nord: un thriller poliziesco di buona fattura

Bac Nord, Cinematographe.it

BAC Nord ha il pregio di non porsi alcun fine particolarmente celebrativo nel raccontare le gesta dei tre poliziotti, non eroi ma semplici uomini di Stato che hanno ceduto al sottile ricatto di riuscire a portare a casa un successo troppo insidioso. Nonostante i superiori del distretto fossero perfettamente al corrente che non sarebbe stato possibile arrivare a un blitz senza scendere a compromessi (che peraltro si sono guardati bene dall’autorizzare ufficialmente), al momento di dover prendere le difese dei loro agenti tacciono, lasciando i tre colleghi e amici soli al cospetto delle reciproche responsabilità.

Ma, a certi livelli, qual è il prezzo da pagare per ottenere giustizia? Il film di Jimenez sottolinea le contraddizioni che si celano dietro all’operato di un buon poliziotto, che talvolta si trova a combattere contro un nemico molto più forte e potente e per questo motivo è impossibilitato ad agire in modo perfettamente legale. Un dato di fatto su cui, tuttavia, aleggia la totale ipocrisia e omertà dei piani alti, la cui mira si rivela mettere “i pesci piccoli” nella condizione di fare il lavoro sporco, raccogliendo i meriti offrendo in cambio la loro testa.

Bac Nord, Cinematographe.it

BAC Nord, tuttavia, sottolinea come certi metodi non solo debbano essere considerati leciti, ma siano gli unici possibili, in una realtà in cui il crimine ha preso decisamente il sopravvento (per quanto faccia paura ammetterlo), avendo formato dei veri e propri eserciti inespugnabili con le modalità ortodosse.
Il dito è quindi puntato su chi avrebbe dovuto esporsi e non lo ha fatto, mettendo nei guai una manovalanza che ha dovuto subire la fin troppo facile accusa di corruzione, nonostante fosse evidente che nessuno degli agenti avrebbe potuto agire all’oscuro dei superiori.

Completato da un cast completamente in parte, BAC Nord si rivela un film compiuto, che raggiunge il suo obiettivo intrattenendo il pubblico senza che quest’ultimo debba necessariamente conoscere le reali vicende a cui si ispira.