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Dopo aver distribuito la miniserie diretta da Ava DuVernay, When They See Us, sul tragico caso della jogger di Central Park, Netflix torna ad esplorare le problematiche e la discriminazione legata alla razza all’interno dell’America di oggi. Questo compito delicato e difficile è affidato ad American Son, film diretto da Kenny Leon, con Kerry Washington e Steven Pasquale, basato sull’omonima commedia di Broadway di Christopher Demos-Brown.

Kendra Ellis-Connor, e il suo ex marito Scott Connor, sono in un distretto di polizia di Miami, nel cuore della notte, mentre cercano risposte sull’improvvisa scomparsa del loro figlio adolescente, Jamal. Mentre la tensione sale, Kendra e suo marito ripensano alle ragioni del fallimento del loro matrimonio.

American Son: il film Netflix diretto da Kenny Leon

American Son cinematographe.it

A differenza della bellissima e commovente miniserie When They See Us, che con grande lucidità e precisione è riuscita a fotografare non solo una vicenda giudiziaria drammatica ma la stessa idea discriminatoria che ha diviso e continua a dividere la società americana, American Son non possiede purtroppo la stessa abilità o la concretezza nel riportare lo spessore di un dramma così grave e complesso.

Il film non riesce a distaccarsi dall’ombra della piece teatrale da cui deriva: le scene sono statiche, la recitazione è eccessiva, i dialoghi sono traboccanti, la sceneggiatura discutibile e il risultato sono un sacco di urla che si sovrappongono. Jamal, Kendra e Scott, nonostante siano i personaggi principali, rimangono un mistero, la loro storia viene buttata al centro, senza enfasi, senza una linearità, senza mai dare la possibilità al pubblico di comprendere bene quale sia il rischio, la posta in gioco, il dramma che abita le loro coscienze. I dialoghi resi in questo modo probabilmente funzionano bene a teatro: sullo schermo è un assordante disastro.

Kerry Washington e Steven Pasquale offrono delle performance forti in American Son 

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American Son indossa le sue buone intenzioni e cerca di portare avanti il messaggio importante che sottende una narrazione di questo tipo; purtroppo il compito si rivela troppo monumentale per il colosso streaming, in quanto ciò che produce è un film con una bella idea ma una cattiva esecuzione, fatto per il gusto di farlo, il cui risultato è assolutamente disonesto e piuttosto grottesco. Quel che manca è un’intuizione sincera, una sfumatura riflessiva sui rapporti razziali in America. Lo scrittore Demos-Brown e il regista Kenny Leon sperano di attingere e di scuotere le nostre coscienze collettive, ma è difficile essere commossi da una narrazione così retorica, fin troppo eccessiva e sentimentale.
Le idee sul razzismo, sul sessismo e sul conflitto generazionale sono solo sfiorate ma mai sviscerate a dovere. Kerry Washington e Steven Pasquale fanno del loro meglio, offrono delle performance forti – mai convincenti o sentite – nel limite del possibile e di quel che offre la sceneggiatura. Sfortunatamente è difficile entrare in sintonia con i rispettivi personaggi, e la colpa non è affatto degli attori, quanto della scrittura e della regia che sono sconnesse e inefficaci.

American Son: un film che non riesce a farsi carico di un dramma corrosivo e brutale

American Son
La piattezza dei personaggi, scritti in modo superficiale, è enfatizzata dal modo in cui la storia vuole manipolare la sensibilità dello spettatore, cercando di guadagnarsene la benevolenza con atteggiamenti volutamente angoscianti; e tra una lacrima e un pianto – eccessivi, ripetitivi, continui – vengono inseriti importanti dibattiti sul razzismo, sulla classe sociale, sulla violenza della polizia che, evidentemente, non vengono riportati con la giusta rilevanza. Un’occasione mancata per un film che, nel tentativo di veicolare una storia importante e un tema così dibattuto, non riesce a farsi carico di un dramma corrosivo e brutale che continua a imperversare nell’America di ieri e di oggi.
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