American Horror Story: Roanoke – Recensione della sesta stagione completa

Ryan Murphy ci aveva avvertito. “Quello che credete di vedere, non è quello che state vedendo“. Queste furono le parole del creatore di American Horror Story poco prima della grande svolta di stagione. Ma partiamo dal principio.

La sesta stagione di American Horror Story si è fortemente distinta dalle altre stagioni della serie antologica creata da Murphy con Brad Falchuk. Sin dal suo annuncio, e fino al sul debutto, il tema della sesta stagione era stato tenuto nascosto. Lungo la strada furono disseminati degli indizi che riportavano alla mente i temi chiave delle precedenti stagioni. Ricordate i vari teaser trailer rilasciati in rete e il mistero che li circondava?

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Tutto questo ha raccolto una certa curiosità culminata con la messa in onda del primo episodio, il Capitolo 1.
Leggi QUI la recensione della prima puntata di American Horror Story: Roanoke.

Al fine di analizzare al meglio l’intera stagione seguiranno dettagli sulla trama. Attenzione spoiler!

Così come era stato annunciato dai creatori della serie, Roanoke è stata protagonista di un totale cambiamento dopo la sesta puntata e la conseguente conclusione del documentario My Roanoke Nightmare. L’incubo nella casa maledetta è finito e i protagonisti reali della vicenda, Shelby (Lily Rabe), Matt (André Holland) e Lee (Adina Porter) possono finalmente tornare alle loro vite. Ma questo non accade. Sull’onda del grandissimo successo della serie-documentario, la produzione decide di accontentare i fan con una nuova stagione ancora più cruenta. E questa volta reale. Sydney James (Cheyenne Jackson), showrunner di My Roanoke Nightmare, riporta nella casa infestata i protagonisti reali della vicenda e gli attori che hanno ricostruito la storia in un reality show intitolato Ritorno a Roanoke: Tre Giorni all’Inferno proprio durante i tre giorni della Luna di Sangue.

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Shelby, Matt e Lee sono a conoscenza del reale pericolo che circonda la casa e il bosco. – La Macellaia e l’antica colonia di Roanoke rivendicano costantemente la loro terra. – Al contrario degli attori troppo impegnati nella riuscita del loro personale Grande Fratello. Si tratta infatti di una produzione televisiva portata avanti nei minimi dettagli. Decine di telecamere sono sparse per la casa ed il suo perimetro e la troupe televisiva è nascosta fra gli alberi. Cosa mai potrebbe andare storto? Gli episodi successivi sono letteralmente un bagno di sangue e terrore.

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American Horror Story: Roanoke ha stupito moltissimo ed ha, in un certo qual modo, reintegrato l’identità orrorifica di American Horror Story. L’elemento di terrore e mistero sono tangibili attraverso tutto l’arco narrativo della stagione. Ma non solo. Lo stile registico di questa stagione è senza dubbio uno dei grandi punti di forza. L’utilizzo di immagini riprese dal cellulare, veloci movimenti di videocamera, il found footage del Ritorno a Roanoke aumentano maggiormente la tensione e la paura. L’idea di realizzare un documentario, un reality ed infine vari programmi di approfondimento è sicuramente una particolare novità originale nella storia di American Horror Story.

L’unicità di Roanoke si sposa e si intreccia con tutto l’universo di American Horror Story

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Questa stagione originale ha visto molti riferimenti alle precedenti dello show. Se immediatamente il tema della casa infestata ci aveva riportati a Murder House (Croatoan), le successive vicende e i successivi incontri ci hanno mostrato di più. Anzitutto vi è un chiaro riferimento al personaggio di Dandy Mott interpretato da Finn Wittrock in Freak Show. Edward Philipe Mott, interpretato da Rory (Evan Peters) nella ricostruzione è il primo proprietario della casa, nonché antenato di Dandy. Anche Scathach, la strega che vive nei boschi, pare essere la prima Suprema: chiaro riferimento a Coven. E come tralasciare l’ultimo ed importante riferimento? Quello ad Asylum con la presenza di Lana Winters. Il personaggio intervista Lee nel programma The Lana Winters Special. Questo mette a confronto le similitudini e differenze della ultime due sopravvissute a due diversi massacri.

Sarah Paulson, Kathy Bates e Adina Porter trascinano un cast ben compattato

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Conosciamo molto bene il cast di American Horror Story. O almeno la maggior parte di esso. Sarah Paulson e Kathy Bates hanno dimostrato ancora una volta il grande talento che costituisce queste grandissime attrici. La Bates, in particolare, è disturbante e raccapricciante nei panni di un’attrice consumata dal ruolo che ha interpretato in My Roanoke Nightmare. La grande sorpresa è altresì Adina Porter nei panni di Lee. Il suo pathos, verso le sorti della figlia, e l’illusione di una benevolenza apparente viene dissolta dall’atrocità degli eventi che la vedono protagonista. Le tre attrici, però, sono soltanto le ciliegine di una torta gustosa. Lily Rabe, Cuba Gooding Jr., André Holland ed Angela Bassett caratterizzano egregiamente i loro personaggi.

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American Horror Story: Roanoke non ha nulla da invidiare alle due stagioni più amate: Murder House ed Asylum. La perfetta contrapposizione tra falso documentario e reality show si è rivelato il perfetto elemento chiave della rinascita di una serie che ha rischiato l’abisso più volte. La grande quantità di sangue sgorgato, le morti, gli spiriti sono stati essenziali alla buona riuscita di questa stagione.

American Horror Story: Roanoke va attualmente in onda in Italia su FOX

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Quale sarà il tema della settima stagione? Come sarà sviluppata l’ottava serie crossover tra Murder House e Coven?
Tutto questo riguarda il futuro. Dati i presupposti di questa nuova rinascita, ci aspettiamo una settima stagione ancora più paurosamente succulenta.

Regia - 4
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 4
Recitazione - 4
Sonoro - 3.5
Emozione - 4

3.8

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