Amateur: recensione del film originale Netflix di Ryan Koo

Una pellicola accettabile, anche se ben lontana da cult del genere come Chi non salta bianco è e He Got Game.

Amateur è un film originale Netflix del 2018, scritto e diretto da Ryan Koo e ambientato nell’estremamente competitivo ambiente del basket giovanile americano. I protagonisti del film sono Michael Rainey Jr.Sharon LealAshlee BrianCorey Parker Robinson e Josh Charles.Amateur cinematographe

Terron Forte (Michael Rainey Jr.) è un ragazzo quattordicenne con qualche difficoltà nell’apprendimento ma con un innato talento per il gioco del basket, che lo porta a richiamare l’attenzione delle principali squadre locali. Il Coach Gaines (Josh Charles) si reca personalmente a casa del ragazzo, convincendolo a seguirlo nella sua high school, fra i turbamenti dell’apprensiva madre (Sharon Leal) e per la gioia del padre (Brian White), a sua volta giocatore in gioventù. Per il giovane Terron comincia così un duro cammino verso l’affermazione sportiva, in una realtà ben diversa da quella in cui è cresciuto.

Amateur: un non sempre centrato racconto di formazione in salsa sportiva, fra disfunzione e critica sociale

Amateur cinematographe

Amateur si inserisce nel florido filone del cinema sportivo, miscelando un convenzionale canovaccio da coming-of-age con una non sempre centrata analisi sul perverso meccanismo dello sport giovanile americano, che spesso trasforma dei talenti in carne da macello per gli sponsor e per i mass media. Per buona parte della sua durata, il film procede in maniera fluida e lineare, mettendoci di fronte alle classiche piccole e grandi difficoltà di un ragazzo improvvisamente sbalzato in una realtà estranea ed ostile, fra la diffidenza dei nuovi compagni, serie difficoltà di apprendimento e la ferma volontà di non deludere i genitori.

Gli spunti potenzialmente interessanti in Amateur sono diversi, dal rapporto fra mentore e allievo che si instaura fra il giovane Terron e il Coach Gaines impersonato da Josh Charles (che tutti ricordiamo nei panni di membro della Setta dei poeti estinti ne L’attimo fuggente) alla critica a uno sport giovanile sempre più inquinato dai social, passando per una non disprezzabile disamina tecnica dei problemi di un giovane playmaker nel caricarsi sulle spalle il gioco della squadra. Ryan Koo difetta però nella parte più importante, ovvero la storia, non trovando mai né soddisfacenti momenti di conflitto né altrettanto importanti situazioni di esaltazione sportiva, rimanendo così invischiato in un racconto che con il passare dei minuti perde di tensione e intensità.

Amateur: un’accettabile pellicola sul basket giovanile americano, anche se ben lontana da cult del genere come Chi non salta bianco è He Got Game

Nonostante le buone interpretazioni dei protagonisti e una messa in scena di accettabile livello, Amateur si avvolge su se stesso, non riuscendo a districarsi adeguatamente fra dramma familiare, racconto di formazione e parabola sportiva. La stessa difficoltà di apprendimento di Terron, afflitto da una discalculia che gli impedisce di comprendere i simboli numerici, diventa un espediente narrativo inutile e inefficace, che non direziona il racconto e non aiuta a caratterizzare la personalità del protagonista. A stroncare un possibile climax conclusivo arriva una brusca e posticcia svolta finale, che mette completamente da parte la vicenda personale di Terron per concentrarsi su una pretestuosa e sconnessa critica al sempre più labile confine fra dilettantismo e professionismo nello sport americano, che non riesce né a scuotere l’animo dello spettatore né a espandere minimamente il respiro del racconto.

Amateur cinematographe

Il dignitoso livello della regia e la naturale espressività di Michael Rainey Jr sostengono il film anche nei momenti meno riusciti, impedendogli di sprofondare nel ridicolo involontario. Con i suoi alti e bassi, Amateur si rivela così un’accettabile visione soprattutto per gli amanti del basket giovanile americano, anche se ben lontana dal dire qualcosa di nuovo sul tema o avvicinarsi a cult del genere come Chi non salta bianco è, He Got Game o Glory Road.

Amateur è disponibile su Netflix dal 6 aprile.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 2.5

2.6

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