Against the Ice: recensione del film Netflix con Nikolaj Coster-Waldau

Nikolaj Coster-Waldau e Joe Cole sono i protagonisti del primo original Netflix islandese e danese, il survival movie diretto da Peter Flinth, Against the Ice, che racconta una storia vera di sopravvivenza di due esploratori tra i ghiacci della Groenlandia. Disponibile dal 2 marzo 2022.

L’esplorazione in terre sconosciute e la lotta dell’uomo contro la natura sono le materie prime che dall’alba dei tempi della letteratura e della Settima Arte alimentano i romanzi e i film d’avventura, un macro-genere la cui famiglia allargata comprende tra gli altri il filone del survival movie. Un filone, questo, che da decenni accoglie storie incredibili, il più delle volte realmente accadute, che hanno visto uomini e donne combattere per la sopravvivenza in location estreme, costretti loro malgrado a confrontarsi con una fauna locale ostile e con delle condizioni meteorologiche avverse. Molte sono le pellicole ad esempio che hanno rievocato odissee tra i ghiacci, vere o liberamente ispirate a drammatici eventi: da Alive a The Grey, da Everest ad Antarctica, passando per 8 amici da salvare, Arctic o La morte sospesa. A queste si è andato ad aggiungere più di recente Against the Ice, il primo original Netflix islandese e danese diretto da Peter Flinth, rilasciato sulla piattaforma a stelle e strisce il 2 marzo 2022 a un mese circa di distanza dal passaggio fuori concorso alla 72ª Berlinale.

Against the Ice è tratto dalla storia di vera dell’esploratore Ejnar Mikkelsen e dell’ingegnere Iversen

Against the Ice cinematographe.it

Il cineasta scandinavo, conosciuto in patria per avere diretto svariati lungometraggi ed episodi di serie TV, ci riporta indietro ai primi del Novecento, per la precisione al 1909, anno in cui l’esploratore Ejnar Mikkelsen e l’ingegnere Iversen presero parte a una spedizione a ranghi ridotti che aveva lo scopo di ritrovare i corpi dei connazionali deceduti tre anni prima e con essi le prove che la loro missione era stata un successo, ossia che la Groenlandia era un territorio unico e non diviso come sostenevano invece gli Stati Uniti. Una missione le cui fasi salienti sono state ricostruite da Mikkelsen sulle pagine di un libro pubblicato con il titolo internazionale Two Against the Ice, lo stesso dal quale Joe Derrick e Nikolaj Coster-Waldau hanno attinto a piene mani per dare forma e sostanza allo script, con il secondo impegnato nel progetto nella duplice veste di interprete e sceneggiatore.

In Against the Ice gli elementi del period-drama si fondono con i temi e gli stilemi del survival movie

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Gli autori mettono su carta quello che Flinth trasformerà poi nelle immagini e nei suoni di una timeline in cui gli elementi del period-drama si fondono con i temi e gli stilemi del survival movie. In questo modo, l’esito riesce a intercettare un pubblico eterogeneo e variegato, amante tanto dei drammi storici in costume tratti da vicende vere con protagonisti dei personaggi realmente esistiti, quanto delle coinvolgenti pellicole d’avventura. In entrambi i casi a giocare un ruolo determinate sono l’afflato epico e la fascinazione che ne deriva. Questi sono direttamente proporzionali all’impresa compiuta e al livello di pericolosità ai quali i diretti interessati sono esposti e che si trovano a fronteggiare. Vale a dire che le suddette reazioni e sollecitazioni emotive da parte dello spettatore di turno crescono o diminuiscono in maniera esponenziale a seconda delle azioni che i protagonisti compiono per riportare la pelle sana e salva a casa. Esito purtroppo tutt’altro che scontato come ci ha mostrato in più di un’occasione la cronaca, che si è rivelata fatale. Ora indipendentemente dal conoscere oppure no la biografia di Mikkelsen, il solo fatto che sia stato lui a riportare di suo pugno ciò che gli è accaduto in quella spedizione è già di per sé un segnale di un esito positivo e un motivo di forte interesse nei confronti dell’odissea che lo ha travolto.

La CGI gioca qualche brutto scherzo ma le location sono da mozzare il fiato   

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In Against the Ice rivive con tutta la drammaticità che ne ha scandito le fasi, gli highlights principali di quella lotta per la sopravvivenza che ha visto l’esploratore danese e il suo compagno di sventura, rispettivamente affidati a due convincenti interpreti come il già citato Nikolaj Coster-Waldau e Joe Cole, alle prese con la furia di una natura implacabile e il bisogno epidermico di sfidarla pur di spingersi oltre i confini fisici e anche mentali. I due si troveranno a doversi difendere dalle intemperie, dal freddo che non fa sconti a nessuno e con un orso polare in cerca di cibo, con quest’ultimo che mette in evidenza i limiti nell’uso della CGI necessaria per dargli vita, quelli che invece non hanno fatto parte della post-produzione di Revenant. Per il resto non mancano i momenti di forte tensione come la crisi allucinogena del capitano e l’attacco dell’orso bianco alla nave sommersa dal ghiaccio, ma prima che ciò si manifesti sullo schermo occorre un giro abbondante di quadrante.   

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 3

2.9