TFF36 – 53 Wojny (53 Wars): recensione

53 Wojny (53 Wars) è il film di Ewa Bukowska che analizza l'attesa e la perdita, portando in primo piano le emozioni e curando meno la narrazione.

Le guerre non risparmiano nessuno. Né chi le vive in prima persona, né chi le subisce come un’eco da lontano. È il destino da Penelope della protagonista Anka, che però, diversamente che con Ulisse, non deve aspettare che il proprio marito torni dopo un tour tra le sue varie amanti, ma deve attendere che la frenesia del lavoro da corrispondente del coniuge si arresti, permettendogli di rimanere finalmente a casa. O, ancora, di fargli decidere che è il momento giusto di far partire anche lei.

L’attesa spasmodica in campo, le bombe e i massacri in tv: 53 Wojny – titolo internazionale 53 Wars – è il doppio binario di chi è in guerra e chi invece resta, ma nonostante la distanza c’è sempre il medesimo dolore ad unire. Una sofferenza diversificata, ma intrinsecamente collegata, di cui scrive e dirige la cineasta polacca Ewa Bukowska.

53 Wojny – La visione del dolore del cinema e della guerra53 Wojny 53 wars cinematographe

Anka (Magdalena Popławska) e Witek (Michał Żurawski) non riescono a staccarsi l’uno dall’altra. O meglio, questo quando sono nella stessa casa, nella stessa stanza. Quando in Witek non ribolle in maniera incontrollabile il bisogno di partire. È il lavoro a riempire la vita dell’uomo, un mestiere che costringe Anka ad aspettarlo ancora e ancora e un’altra volta ancora. Perché chi fa il corrispondente di guerra è spinto in continuazione ad andare, sfidando il sentimento e la pazienza di chi lo ama. Ma attendere è insopportabile, attendere può far impazzire. Attendere può rivelarsi la cosa che ti conduce verso il baratro.

La guerra e la prospettiva di due donne. È questo che ci offre il cinema oggi, con la Marie Colvin di Rosamund Pike in A Private War e la Anka di Magdalena Popławska in 53 Wojny. La prima è, in effetti, una corrispondente di guerra, tra le più grandi mai ritrovatesi ad affrontare il giornalismo nelle zone di combattimento. Una leggenda. La seconda, invece, è un personaggio di un film, una donna costantemente rilegata ad aspettare, ma che degli scontri in Cecenia e Afghanistan sente scoppiare i fuochi nelle orecchie. Due donne, lo stesso risvolto post-traumatico. Ma lì dove nella Colvin c’è azione e pericolo, in Anka c’è solo immobilità e sconfitta. La cinematografia offre visioni coincidenti per personaggi incongruenti. Donne, entrambe, ma specchio nelle proprie scelte di vita. Eppure donne, entrambe, destinate a mostrarci come il dolore sia universale, sia per chi lo prende di petto sia per chi lo percepisce di riflesso.

53 Wojny – Perdita di stabilità, perdita di senno, perdita di completezza 53 Wojny 53 wars cinematographe

Dall’illuminazione diffusa del direttore della fotografia Tomasz Naumiuk, che rende impalpabile l’esistenza fragile della protagonista, il film della Bukowska è sensazioni e attimi più che narrazione, è vuoto che si espande fino a togliere fiato ad ogni singolo quadratino dell’inquadratura. È la colonna sonora di Natalia Fiedorczuk, che ripropone attraverso i suoni le emozioni di Anka, le detonazioni che vive nella sua mente, l’irragionevolezza che inizia a penetrarle nella testa e che la spezzerà definitivamente.

53 Wojny analizza la perdita di stabilità, di fiducia e ancor più di senno, perdendosi, a sua volta, nei manierismi del dramma. Misurandosi sempre, ma dandosi troppe volte per scontato, allontanando a poco lo spettatore proprio mentre Anka comincia ad allontanarsi dalla realtà. Un film che, comunque, non perde mai il controllo delle proprie emozioni, riconoscibili per i personaggi e il pubblico e alimentando la comprensione verso la protagonista. Una pellicola che, se avesse dato più spazio al rigore piuttosto che affidarsi solamente alle percezioni umane e distruttive mettendole in primo piano, sarebbe risultato completo sotto ogni aspetto, ma che preferisce aleggiare nella propria irrequietezza.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 2

2.7