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Su Disney+ venerdì 19 marzo arriva The Falcon and the Winter Soldier, il secondo passo (che poi doveva essere il primo) della tanto attesa Fase 4 del Marvel Cinematic Universe, finalmente inaugurata dal fenomeno WandaVision, capace di catalizzare l’attenzione di milioni di fan per praticamente un mese e mezzo.

Forse neanche serviva l’ormai tradizionale enorme quantitativo di materiale anticipatorio tra videoclip, trailer e foto dal set (vedi alla voce U.S. Agent), ma pare che dovremmo accantonare le atmosfere intriganti e ricche delle promesse di nuovi orizzonti autoriali della serie precedente per tornare a respirare un’aria più familiare. Anche se, lasciando da parte lo splendido involucro metatestuale del mondo fiction e la caccia all’easter egg, non sembra esserci molta differenza tra i due prodotti in tema di approccio editoriale.
Tra le altre cose evinte prima che la serie iniziasse c’è anche la sua forte impronta da buddy movie, che la Marvel ha già adoperato in diversi momenti (Thor: Ragnarok esempio più recente), ma che qui ha la sua più chiara, dichiarata, responsabilizzata e, pare, matura espressione.

La regia è di Kari Skogland, il capo sceneggiatore è Malcolm Spellman e il cast è composto da Anthony Mackie, Sebastian Stan, Daniel Brühl, Emily VanCamp, Wyatt Russell, Clé Bennett, Georges St-Pierre, Erin Kellyman, Elijah Richardson, Don Cheadle, Adepero Oduye e Veronica Falcón.
The Falcon and the Winter Soldier è composto da sei episodi. Noi abbiamo visto il primo anteprima e questa è la nostra idea al riguardo.

The Falcon and the Winter Soldier: il mondo dopo

The Falcon and the Winter Soldier, cinematographe.it

Il mondo è cambiato all’indomani di Avengers: Endgame e tutti coloro che sono tornati dopo lo schiocco di Hulk dai 5 anni di buio sono costretti a farci i conti. A qualcuno, poi, è andata anche peggio che ad altri, magari per qualche eredità pesante che si è stati chiamati a raccogliere o perché si è rimasti orfani dei compagni di una vita (o due). È il caso di Sam Wilson e James ‘Bucky’ Barnes, rimasti sprovvisti della protezione di Captain America, eroe idealista e mamma chioccia.

Li ritroviamo per la verità divisi all’inizio, entrambi alle prese con una lenta riabilitazione per riprendere in mano le proprie vite in una realtà che è andata avanti anche senza di loro, ma che anche la loro rimane, cionondimeno.

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Sam fa un po’ il Cap, anche se restio ad impugnare lo scudo a stelle e strisce, e affianca le missioni dell’Air Force One, quando non è impegnato a provare a ristabilire un legame con la sorella. Bucky è invece costretto a fare i conti con un disturbo da stress post-traumatico causato da 19 anni passati tra omicidi, fughe e rilassanti lavaggi del cervello, mentre cerca, a suo modo, di fare ammenda per i suoi peccati.

La natura, però, odia il vuoto e in un una realtà dominata dal caos e dal lutto non può sorprendere sorgano (o risorgano) i mostri, maschere distorte di una realtà senza punti di riferimento e figlia di un buco nero che ancora terrorizza. Un parallelismo interessantissimo con la realtà che viviamo oggi e sulle ipotesi di come potrebbe essere il mondo dopo la pandemia. Non si sa quanto sia voluto o meno, ma essendo stata The Falcon and the Winter Soldier costretta ad uno stop consistente causa COVID, può darsi gli sceneggiatori abbiano anche rivisto qualcosa in questo senso.

Ritorno al passato nella serie Marvel disponibile su Disney+

Sam Wilson, cinematographe.it

Skogland e Spellman riprendono le atmosfere di The Winter Soldier e tornano all’action (per la felicità di chi ne accusava la mancanza in WandaVision), citando anche qualche cosina del passato ormai leggermente remoto dell’universo Marvel sia dal punto di vista visivo sia in fatto di trovate narrative. Lo fa in grande stile sia chiaro. L’intera sequenza aerea della missione dell’Air Force e Falcon (che fa già il Cap anche se il Cap non è e un po’ viene anche già trattato come il Cap, ma non diciamo di più) è strepitosa nelle riprese e nel montaggio.

Le armi pesanti di The Falcon and the Winter Soldier sono però, ovviamente, i suoi due protagonisti, entrambi, per motivi diversi, straordinarie occasioni di approfondimento. Falcon perché il suo passato è tutto da scoprire e Bucky perché il suo futuro è tutto da riscrivere dopo il passato che ha avuto. Comunque due personaggi da anni in costante evoluzione e che hanno nel loro rapporto la chiave per crescere ancora di più.

Last but not list, chiudiamo con un ragionamento accennato all’inizio. L’approccio editoriale della Marvel Studios ai suoi prodotti televisivi non pare diverso rispetto a quello dei film, sia per la loro concezione di “elementi da inserire in un insieme più grande”, sia per delle figure narrative e delle logiche nello sviluppo che si ripetono quasi sempre. Come le funzioni del villain, in questo caso il nuovo Helmut Zemo (già in Civil War totalmente reinventato rispetto ai fumetti), e quelle dei vari “gruppi” antagonisti, che in WandaVision era la S.W.O.R.D. e che qui saranno i Flag Smasher. Entrambe le tipologie con le loro contraddizioni, i loro significati e gli spunti di riflessione che regalano nel confronto/scontro con i protagonisti.

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