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Mettiamo le cose in chiaro: The Crown è una delle serie TV meglio scritte degli ultimi anni. Peter Morgan, nel raccontare la storia recente della monarchia inglese e – in particolare – i retroscena che caratterizzano la vita della regina più longeva della Storia (al sesto posto in una classifica nella quale viene superata solo da uomini), ha creato un precedente. Le vicende della sua Elisabetta II e della casa di Windsor rappresentano un piccolo miracolo del piccolo schermo: chi si sarebbe mai aspettato che una cosa del genere, che un racconto di questo tipo, potesse risultare tanto avvincente?

The Crown – Stagione 3: come è cambiato il cast nella serie TV Netflix

La serie è arrivata alla terza stagione – che debutterà su Netflix il 17 novembre 2019 e il cui primo episodio sarà disponibile in chiaro sulla piattaforma anche per coloro che sono senza abbonamento – e ci mostra un sofferto cambio della guardia. L’impeccabile cast che aveva dato vita alle parole di Morgan per due stagioni (tra gli altri composto da Claire Foy, Matt Smith, Vanessa Kirby e Matthew Goode) viene sostituito da controparti più anziane che possano rappresentare la famiglia reale. Un ricambio poco necessario, considerando che gli eventi proseguono lungo la fine degli anni ’60 e che il salto temporale non è affatto tanto importante da giustificare un tale invecchiamento, ma tant’è. Accettiamo con rassegnazione e cerchiamo di trarre il maggior beneficio possibile da questo cambiamento. Soprattutto perché basta superare il trauma iniziale per capire quanto valore accompagni il nuovo cast.

The Crown, cinematographe.it

Cast che si riempie di nomi incredibili. Olivia Colman (Premio Oscar nel 2019 per La favorita) è Elisabetta, Tobias Menzies (Il Trono di Spade) è Filippo, Helena Bonham Carter (Il discorso del re) è la Principessa Margaret, Ben Daniels (Rogue One: A Star Wars Story) è suo marito Antony Armstrong-Jones. Con loro ci sono anche Josh O’Connor (che sarà il Principe Carlo), Erin Doherty (la Principessa Anna), Marion Bailey (la Regina Madre), Jason Watkins (il Primo Ministro Harold Wilson), Charles Dance (Louis Mountbatten), Emerald Fennell (che sarà Camilla Shand, che in futuro conosceremo meglio come Camilla Parker Bowles), Emma Corin (nei panni della futura principessa Diana Spencer) e, infine, Gillian Anderson che presterà il volto a Margaret Thatcher.

The Crown e il filo rosso della terza stagione: il cambiamento

La serie, come già anticipato, riprende a raccontare poco dopo il termine della seconda stagione. Siamo nel 1965, Winston Churchill muore all’età di 91 anni, la Gran Bretagna sta per affrontare una crisi economica profondissima contornata da scioperi giganteschi, lo scontento del popolo e un apprezzamento generale della monarchia ai minimi storici. Ma la Corona resiste, convinta più che mai del proprio ruolo nella società inglese: un simbolo, un’icona da seguire e da idolatrare anche quando i tempi cambiano alla velocità della luce.

The Crown, cinematographe.it

Ed è proprio il cambiamento il filo rosso che attraversa questa terza stagione di The Crown. Un cambiamento che Morgan ha voluto imporre anche e soprattutto sugli spettatori, sostituendo in maniera così brusca un cast perfetto con interpreti più maturi, che non vantano alcuna somiglianza con chi li ha preceduti (e in certi casi nemmeno con la loro controparte reale). Si tratta di un cambiamento difficile da digerire, ma che è necessario accettare per godersi lo spettacolo perché una cosa è certa: dopo i primi momenti di rifiuto, ci si rende conto che questa stagione è qualcosa di incredibile.

Claire Foy viene messa da parte per lasciare spazio alla regina della Colman che assomiglia – più caratterialmente che altro – all’Elisabetta reale o, almeno, alla versione che ci immaginiamo noi commoners: una donna fredda, superiore a tutto e tutti, spesso crudele e disinteressata a ciò che la circonda e che abbia la sfortuna di non essere un cavallo (o un corgi). Accanto a questa, di regina, c’è un Filippo più mansueto con un Menzies che va a rimpiazzare il turbolento Principe ribelle di Matt Smith. Filippo si è arreso all’evidenza di essere sposato con la donna più famosa del mondo, conosce il suo ruolo e la rispetta, pur continuando a essere una carogna col resto del mondo.

The crown cinematographe.it

L’anello debole di questo nuovo cast è, forse, la coppia Helena Bonham CarterBen Daniels che sostituiscono i perfetti Vanessa Kirby e Matthew Goode. Nonostante l’innegabile bravura di entrambi, essi perdono in fascino e rimangono un mero contorno del quale ci interessa davvero poco, persino negli episodi a loro dedicati.

Tra le new entry, infine, spicca Josh O’Connor che dà vita a un Carlo maltrattato, sottovalutato da chiunque, ma soprattutto dai suoi stessi genitori che lo ritengono un inetto. Il suo Principe del Galles è un ragazzo sensibile e intelligente, attento al prossimo e completamente fuori posto nella famiglia reale.

The Crown resta una delle serie meglio scritte di sempre

Ma questo cast stratosferico non è davvero l’unico motivo per il quale questa terza stagione sia così perfetta. La forza che è sempre stata distintiva di The Crown, la sua scrittura, qui raggiunge livelli di eccellenza con la costruzione di episodi fortissimi sia dal punto di vista comunicativo, che emotivo. La critica feroce alla Corona non è mai stata tanto intensa e non passa episodio senza che ci si ritrovi a riflettere su quanta inumanità serva per vedersi scorrere nelle vene del sangue blu. Ci sono degli esempi eccellenti tra gli episodi della stagione 3, episodi perfetti e memorabili che dovrebbero essere inseriti nei programmi delle scuole di cinema per mostrare agli studenti come si racconta una storia impeccabile.

The Crown Cinematographe

Ma se la sceneggiatura è la spina dorsale di un prodotto, a comporre il resto dell’organismo ci pensa una regia estremamente cinematografica che accompagna in maniera strabiliante le storie degli Windsor. Questi nuovi incredibili 10 episodi si affidano a Benjamin Caron (già regista dell’ultimo episodio della serie Sherlock) per i primi quattro episodi, nei quali spiccano Aberfan e Bubbikins, rispettivamente il terzo e quarto episodio. Ma c’è anche Christian Schwochow che si occupa degli episodi 5 e 6 e al quale viene affidata l’investitura devastante del giovane Carlo al suo titolo nobiliare nell’episodio Tywysog Cymru. A dirigere il resto degli episodi ci pensano Jessica Hobbs (che dirige il numero 7 e il numero 10), Samuel Donovan (l’ottavo e il nono).

The Crown 3: quello che verrà

La terza stagione si conclude nel 1977, lasciandoci orfani – fino al prossimo anno – di una delle opere più significative della serialità che, con eleganza e una qualità che lascia interdetti, si impone e si distanzia dalla concorrenza in un modo che, ancora oggi, è difficile spiegare. Ora possiamo affrontare gli anni Ottanta, la parabola della Thatcher e quella di Diana, curiosi di scoprire come la serie deciderà di affrontare la sua morte che, ancora oggi, alcuni ritengono provocata dalla stessa famiglia reale.

Fino ad allora rimuginiamo su quanto ci è stato regalato finora, su quanto The Crown sia, senza ombra di dubbio, una serie perfetta.

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