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Sabrina Spellman a soli 3 anni dal suo ritorno in streaming, con il reboot ideato da Roberto Aguirre-Sacasa (che è anche il fumettista da cui è tratta la serie), saluta i fan definitivamente. Le terrificanti avventure di Sabrina 4, infatti, è la stagione che chiude il ciclo iniziato nel 2018 su Netflix. In questi nuovi 8 capitoli, la streghetta adolescente interpretata da Kiernan Shipka affronta nuovi demoni e creature malvagie, dando un addio ai fan con una stagione altalenante, dal un finale troppo confusionario e frettoloso.

Le terrificanti avventure di Sabrina 4: la trama

Le terrificanti avventure di sabrina 4 Cinematographe.it

Alla fine della terza parte, la protagonista si sdoppia: Sabrina stella del mattino resta negli inferi, al fianco di Caleb e Lucifero, e una Sabrina che torna nel mondo abitato dai comuni mortali per frequentare la Baxter High e l’accademia delle arti oscure. L’equilibrio ristabilito nel finale della terza stagione viene presto turbato dal Reverendo Lovecraft (ex Padre Blackwood), in possesso di un arcano oscuro e minaccioso. Puntata dopo puntata Blackwood, in cerca di nuovo potere con la Chiesa dei pellegrini della notte, scatena gli orrori sinistri di Eldritch, entità malvagie che ambiscono a distruggere Sabrina e il suo mondo. La streghetta sconfigge ad uno ad uno i demoni che perseguitano lei e i suoi cari, grazie alla sua arguzia, forza di volontà ma anche grazie al culto di Ecate, congrega creata da Zia Zelda e fondata esclusivamente sulla forza del dolore femminile. Presto però la Sabrina che abita il mondo dei mortali, si accorgerà che la vera forza per sconfiggere il vuoto, il più potente degli orrori scatenati da Lovecraft, sta nella dualità e nel ricorso al suo doppio.

L’atmosfera convince, ma le storyline sono approssimative e confusionarie

Le terrificanti avventure di sabrina 4 Cinematographe.it

Il fascino un po’ romantico e un po’ horror vintage del mondo di Sabrina Spellman, da un lato è forte e si fa apprezzare, grazie a fotografia e regia, che come sempre adottano tinte cupe e inquadrature distorte per aderire perfettamente al genere teen horror; dall’altro si perde velocemente a causa di una sceneggiatura poco attraente, ripetitiva, che alterna una storyline antologica frettolosa e una orizzontale approssimativa che non riesce a legare tutti gli intrecci messi in campo nelle precedenti stagioni.

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Orrori terrificanti e turbamenti adolescenziali viaggiano come sempre paralleli, in una metafora chiara e anche apprezzabile nella sua semplicità. Ogni orrore rappresenta il percorso di crescita, con tutte le paure e le angosce connesse, della sedicenne: solitudine, solidarietà, diversità, libero arbitrio, senso del futuro sono alcuni dei temi con cui Sabrina si deve confrontare. Il grande problema della serie tv però sta nell’approssimazione delle situazioni e nella coralità di personaggi che perde forza. Le situazioni messe in campo, i tanti personaggi coinvolti, non riescono ad avere il giusto respiro e questo è un vero peccato, l’insieme ha grande potenziale. Dalla parte più romance, fino a quelle in cui è in scena l’occulto, si percepisce la sensazione di incompletezza. I particolari si perdono e la caratterizzazione dei personaggi lascia il passo alla superficialità, a partire dalle zie di Sabrina, Zelda e Hilda, due grandi caratteri che vengono relegate a semplici comprimari.

Demoni terrificanti e dettagli sanguinolenti sono da apprezzare

A Le terrificanti avventure di Sabrina 4 però possiamo attribuire un piccolo goal: alcuni dei demoni messi in scena sono davvero inquietanti, ad esempio i minatori senza volto o l’ospite indesiderato, ma anche anche diversi dettagli horror, più presenti delle precedenti stagioni, appagano e gratificano il genere. In questo, la serie teen osa di più e contribuisce a creare l’atmosfera dark che nonostante tutto resta in secondo piano.

Le terrificanti avventure di Sabrina 4: l’episodio 7 è la chicca, ma scade nella banalità

L’episodio meta-seriale L’eterno è il preludio al finale: qui Sabrina deve affrontare è il vuoto e l’eterno che sono la stessa cosa, scontrandosi con la natura immutabile delle cose e l’accettazione che queste possano finire bruscamente, anche se credono di meritare più tempo. Mentre si trova sul set della sua stessa vita, che coincide con quello di una sitcom, che ha parentele con quella degli anni ’90 ispirata sempre al fumetto Archiecomics, la ragazza proverà in tutti i modi a sconfiggere il male avviandosi verso un finale che sa di epico, anche di molto confusionario.

Divertente il cameo di Caroline Rhea e Beth Broderick, le zie Zelda e Hilda dello show Sabrina – Vita da strega, ma soprattutto un grande ringraziamento va gli autori per aver ricongiunto i più nostalgici, anche se per poco, con il tanto amato gatto Salem in versione spettinata e parlante (quanto vi mancava quel fattaccio cinico?).

Tra alti e bassi, lo show di Roberto Aguirre-Sacasa è arrivato al capolinea

Tirando una somma conclusiva, Le terrificanti avventure di Sabrina è una serie tv apprezzabile e detestabile a tratti alterni. Audace nel ritornare alle atmosfere anni ’90 e al teen horror dal sapore vintage, ma estremamente stereotipato e frettoloso nella scrittura dei personaggi. Lo show di Roberto Aguirre-Sacasa avrebbe potuto osare di più, magari operando come ai tempi fece la serie tv Buffy – L’ammazzavampiri, in cui l’argomento teen si sposava perfettamente con la trama horror fantasy altamente avvincente. C’è da considerare che questa quarta parte è stata anche vittima della cancellazione improvvisa della serie: con qualche puntata in più a disposizione la serie ne sarebbe uscita meglio? Ci sarebbe stato il tempo di pensare ad un finale che sì pone fine alle linee narrative attivate, ma non avrebbe lasciato i fan scontenti? Non potremo mai scoprirlo, ma possiamo consolarci che Le terrificanti avventure di Sabrina 4 non è il primo show ad essere stato tagliato repentinamente da Netflix dopo ascolti poco soddisfacenti (vi ricordano qualcosa Sense 8 o Glow?) e ad aver lasciato gli spettatori arrabbiati e delusi.