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Una bambina misteriosa e una tecnologia avanzatissima da decriptare, Emergence è un gradevole mix di fantascienza, crime e mistero. Per molti la serie prodotta dagli ABC Studios, che va in onda dal 6 Gennaio ogni lunedì alle 21.00 su Fox, è un felice incontro tra Stranger Things e X-Files. La serie infatti si lascia guardare, regalando episodio dopo episodio un indizio per provare a sciogliere i misteri di Peconic Bay.

Una misteriosa bambina ritrovata sulla spiaggia: la trama di Emergence

Un aereo viene ritrovato in seguito ad un dirottamento dalle cause sconosciute sulla spiaggia di Peconic Bay: immediatamente il capo della polizia Jo Evans (Allison Tolman) si reca sul luogo per dare una spiegazione agli strani eventi generati dall’accaduto, ma quando ritrova una bambina (Alexa Swinton) impaurita che si aggira sulla spiaggia, confusa e senza memoria, il desiderio di proteggerla la invischierà in una vicenda che avrà un peso alquanto maggiore di una semplice indagine investigativa.

Jo inizia gradualmente a provare un affetto speciale per quella bambina, e nel frattempo che le torni la memoria le da anche il nome di Piper, quasi facendone una sua seconda figlia. Non sa però che dietro di lei c’è molto di più di un passato comune, ma una storia che rischia di sconvolgere e mettere in pericolo anche la sua famiglia.

Emergence: una serie di inspiegabili eventi tra tecnologia, umani, e possibili conseguenze

Emergence Cinematographe.it

Emergence, la serie creata da Michele Fazekas e Tara Butters, è certamente figlia di un filone di genere inaugurato da Stranger Things, e da questo punto di vista l’accostamento che in molti vi hanno colto può ritenersi valido soprattutto nella guardare alla sua fotografia, che gioca di contrasti e su colori freddi: il blu e le sue sfumature la fanno da padrona, creando un’atmosfera che stringe l’occhio a vecchie serie anni ’80, anche stando a guardare alle ambientazioni e alle inquadrature, e immergendoci subito nell’atmosfera del mistero. Alcune scelte oltre che Stranger Things, ricordano anche quelle di Bates Motel, che sceglieva poi di battere massicciamente la strada del thriller psicologico.

Anche qui in Emergence la vicenda si sviluppa come thriller, ma segue il ritmo secondo cui ad ogni azione corrisponda una reazione uguale e contraria, ed è così infatti da ciascuno di questi sviluppi che conosciamo sempre un po’ di più dei personaggi, la cui storia è spalmata su più episodi. Un espediente che contribuisce senz’altro a tenere alta l’attenzione dello spettatore per tutti i dieci episodi, al cui interno i momenti di stasi sono abbastanza contenuti.

Il tema centrale di Emergence infatti non sono tanto i personaggi ma le loro azioni in quanto esseri umani, con le loro storie e fragilità: come si rapportino alle manifestazioni di una tecnologia che li mette costantemente alla prova, e fino a che punto riescono a comprendere quanto riesca a dominarla, comprendendone i benefici reali e le conseguenze. Molto forte infatti, e i dialoghi ben scritti ne sono la testimonianza, è questa costante percezione confusa di quanto la tecnologia possa alterare e manipolare la realtà, al punto da non comprendere più cosa sia davvero reale o cosa sia frutto di un artificio, governato da programmazioni e algoritmi.

Una protagonista che spicca su tutti in Emergence: Allison Tolman

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Guardando alle ultime serie in uscita su Fox, destano sempre più attenzione e guadagnano spazio, serie che vedono al timone personaggi femminili che ricoprono ruoli importanti nella lotta al crimine. Se Cobie Smulders domina in Stumptown mostrando di saper essere più di un personaggio di contorno prestato dall’ Universo Cinematico Marvel –  la ricorderete come Maria Hill -, Allison Tolman tiene alta la bandiera e non è assolutamente da meno nella sua interpretazione del capo della polizia Jo Evans.

L’attrice statunitense, che si era già fatta notare in Fargo, riesce perfettamente a unire grazie anche alla sua fisicità e al viso aggraziato, le due anime della protagonista di Emergence: una donna che vive con un forte senso di responsabilità, in quanto madre e capo della polizia, ma che riesce a mantenere sempre la giusta dose di umanità che le permette in ogni sua indagine di essere sempre un passo avanti agli altri. La Tolman riesce bene a dosare il lato più materno di Jo con quello più mascolino che richiede il suo ruolo.

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