Cobra Kai – Stagione 4: recensione della serie Netflix

Netflix chiude il suo 2021 con il rilascio della quarta e attesa stagione della serie sequel/spin-off di Karate Kid. Dal 31 dicembre vanno in scena le nuove avventure marziali dei protagonisti di Cobra Kai, alle prese con il torneo di All Valley e qualche new entry.

Il 2021 di Netflix ci ha lasciato in eredità l’attesa quarta stagione di Cobra Kai, rilasciata l’ultimo giorno dell’anno dalla piattaforma a stelle e strisce che, giocando d’anticipo, ha già messo in cantiere la quinta, il cui debutto dovrebbe avvenire verso la fine del mese di dicembre 2022, o al più tardi all’inizio di gennaio 2023. Nel frattempo, la serie creata da Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg e Josh Heald, sulla base dei personaggi creati da Robert Mark Kamen, ha ripreso il cammino narrativo laddove si era interrotto nel capitolo precedenti, ossia dai postumi legali e fisici della maxi rissa consumata in casa LaRusso, alla quale è seguita la promessa da parte degli allievi e dei rispetti Sensei dei dojo Cobra Kai, Miyagi-Do e del neonato Eagle Fang Karate di regolare tutti i conti in sospeso durante la 51esima edizione del tradizionale torneo di All Valley.

Cobra Kai – Stagione 4: il baricentro narrativo si sposta dal loser Johnny Lawrence a LaRusso e famiglia

Cobra Kai – Stagione 4 cinematographe.it

Ma prima che ciò avvenga lo spettatore dovrà attendere gli ultimi due episodi dei dieci dalla durata variabile che vanno a comporre questa season, dove dalle tante parole gettate al vento e qualche duello qua e là (vedi la rivincita tra Johnny Lawrence e Daniel LaRusso o quello a bordo piscina nel party post ballo di fine anno)  si passa finalmente ai fatti. Ed è lì che la stagione in questione spicca una volta per tutte il volo dopo un lunghissimo rodaggio, con un epilogo marziale che da solo vale il costo dell’abbonamento di dicembre. Fino a quel momento, infatti, gli autori non hanno fatto altro che allungare il brodo pur di accumulare minuti attraverso i battibecchi tra i vari schieramenti, i cambi di casacca (Robby passato ai Cobra Kai e Falco ora ai Miyagi-do) e la nascita di nuove e vecchie alleanze.

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Tutto però ruota sempre e soltanto intorno alla rivalità tra i due storici contendenti, con lo spostamento baricentro drammatugico e l’ago della bilancia che ha iniziato a pendere prevalentemente verso LaRusso e le vicende della sua famiglia, tant’è che gli showrunner hanno deciso di gettare nella mischia anche il maschietto di casa Anthony, alle prese con l’adolescenza, la scuola e i primi insegnamenti marziali. Insomma, esattamente il contrario di quanto andato in scena nelle prime due stagioni, nelle quali l’attenzione era rivolta prevalentemente al loser Lawrence. Scelta che all’epoca aveva fatto la fortuna della serie e che per quanto ci riguarda rappresentava la sua carta vincente.

Il calo fisiologico d’interesse nella trama viene fronteggiato con new entry e il ritorno di un personaggio celebre della trilogia: il temuto Terry Silver

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Il risultato è che già dal terzo capitolo e di conseguenza in questo quarto si è iniziato ad assistere a un calo fisiologico di interesse nei confronti della trama. Così al netto di new entry come quelle delle agguerrite Piper e Devon Lee o del velocissimo Kenny, l’entrata in scena di un altro volto noto della trilogia come Terry Silver (visto in Karate Kid III – La sfida finale e interpretato da Thomas Ian Griffith), con la quale sulla carta sembra concludersi l’operazione revival nostalgico alla quale hanno già preso parte i personaggi di Lucille LaRusso, Ali, Kumiko e Chozen, gli autori non hanno più tante cartucce a disposizione da sparare. La riprova sta nell’epilogo dove per rilanciare si tira nuovamente in ballo una figura già apparsa nello show. Staremo a vedere cosa accadrà, nel mentre Silver, che per chi non lo sapesse è un ex-commilitone a cui John Kreese aveva salvato più volte la vita in Vietnam, viene convinto a rientrare nei Cobra Kai per affiancare il Sensei nello scontro con gli alleati LaRusso-Lawrence. Un’alleanza, quest’ultima, destinata a durare un battito d’ali a causa dell’incompatibilità di vedute su stili di combattimento e metodi d’insegnamento.

La scialuppa di salvataggio della quarta stagione di Cobra Kai è rappresentata dagli ultimi due episodi, nei quali vanno in scena colpi di scena e duelli marziali al cardiopalma

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Il racconto di Cobra Kai 4 dunque ruota intorno a dinamiche e situazioni già ampiamente sviluppate nella serie che non aggiungono nulla di nuovo alla causa, trovando nel torneo di karate uno showdown nel quale quasi tutti i nodi vengono al pettine. Torneo che come avrete modo di vedere sarà rivoluzionato dal comitato organizzativo con l’introduzione di nuove regole e accompagnato musicalmente dall’esibizione sul tatami della All Valley Sports Arena di una special guest, la cantautrice americana plurivincitrice di Grammy Awards Carrie Underwood, che prima delle esibizioni canterà il brano The Moment of Truth. Qui gli sceneggiatori piazzano qualche colpo a sorpresa che rendono il finale meno scontato e dal retrogusto amaro. Quanto basta per rimescolare in parte le carte e dare il via a una nuova partita che andrà in scena nella prossima stagione.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 2.5

2.5

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