Black Bird: recensione della serie Apple TV+ con Taron Egerton

Una serie complessa, con personaggi cupi, che Sto arrivando! lasciare il segno e farsi notare!

Black Bird è una miniserie thriller ideata da Dennis Lehane (La legge della notte). La produzione è stata curata da Apple Studios, che ha curato anche la distribuzione. La prima stagione, che è composta da 6 episodi, è stata rilasciata in Italia su Apple TV+, dove a partire dall’8 luglio 2022 gli episodi sono resi visibili con cadenza settimanale.

Per l’interpretazione del protagonista lo show si è affidato a Taron Egerton (Kingsman: Secret Service, Rocketman), che ha ricoperto anche il ruolo di produttore esecutivo. Gli altri principali interpreti sono Paul Walter Hauser (Richard Jewell, Tonya), Greg Kinnear (Qualcosa è cambiato, Little Miss Sunshine) e Sepideh Moafi (The Deuce: La via del porno). La serie contiene poi una delle ultime interpretazioni del compianto Ray Liotta (Quei bravi ragazzi, Narc – Analisi di un delitto), scomparso prima della sua messa in onda.

Black Bird: la storia di un viaggio all’inferno

Black Bird - Cinematographe.it

Protagonista della vicenda narrata da Black Bird è Jimmy Keene (interpretato da Taron Egerton), un giovane carismatico e di bell’aspetto che, come operatore nella tratta di cocaina, ha raggiunto il benessere economico. La sua serenità è destinata a essere di breve durata: l’FBI, già da tempo sulle sue tracce, lo arresta e sequestra dalla sua dimora una elevata quantità di droga e diverse armi non legali.

Jimmy è condannato a 10 anni di reclusione e viene trasportato in prigione. Il carcere non è però un ambiente ostile per lui, che grazie al carisma e alla capacità di adattamento si afferma come principale punto di riferimento per il mercato nero all’interno della struttura. Dopo qualche mese, la polizia torna a contattarlo e, proprio per via della sua capacità di farsi amare dai detenuti, gli offre un accordo: in cambio della libertà, Jimmy deve entrare in contatto con il presunto serial killer Larry Hall (Paul Walter Hauser) e farsi rivelare i luoghi nei quasi ha sepolto i corpi delle sue vittime.

Una storia complessa

Black Bird - 01 - Cinematographe.it

Black Bird si fa notare all’interno del panorama delle serie TV thriller per via della sua scelta di sviluppare la storia attraverso due filoni narrativi distinti. Il primo è quello che ha come protagonista il personaggio di Egerton; l’altro si concentra invece sugli sforzi degli agenti di polizia Lauren McCauley e Brian Miller (interpretati rispettivamente dalla Moafi e da Kinnear), che stanno raccogliendo le prove necessarie per la definitiva incriminazione di Hall.

Questa scelta si rivela utile innanzi tutto per la gestione del ritmo narrativo. Il passaggio del punto di vista da una vicenda all’altra genera sospensione e aumenta l’interesse verso gli avvenimenti mostrati; crea inoltre dei legami di significato tra passaggi distanti nello spazio e nel tempo, ma vicini dal punto di vista concettuale.

Lo sdoppiamento della narrazione permette inoltre di osservare i personaggi da due diversi punti di vista. Di qualcuno di essi si ha modo di osservare sia l’aspetto più umano, legato alla vita privata e familiare, che quello più distaccato e cinico, spesso espresso durante l’assolvimento della propria funzione. Non è difficile intuire come, grazie a questa operazione, i ritratti dei personaggi colpiscano per la loro complessità.

Guardando dentro all’abisso

Black Bird - 02 - Cinematographe.it

Abbiamo parlato prima della capacità di Black Bird di portare sullo schermo la complessità dei propri personaggi. I ritratti umani che lo sguardo della camera fa emergere sono decisamente cupi. In particolare, ogni personaggio sembra rivelare il proprio lato peggiore nel momento in cui è chiamato a confrontarsi con l’altro. Ogni rapporto è infatti definito dalla ricerca di uno dei singoli di ottenere qualcosa dall’altro.

Non fa eccezione quello che viene a crearsi tra Jimmy Keene e Larry Hall; di fatti, il primo si approccia al secondo solamente per ottenere le informazioni che gli possono valere la libertà. Questa relazione è però caratterizzata anche da un altro aspetto. Per il personaggio di Egerton, confrontarsi con quello di Hauser equivale a scrutare all’interno dell’abisso. Hall appare quasi come un riflesso distorto di Keene, che gli è opposto ma, in senso quasi perverso, anche affine.

A rendere affascinante e allo stesso tempo inquietante questo confronto tra simili diversi contribuiscono non poco i due attori. Per Taron Egerton si tratta della migliore prova espressa sino a questo momento e fa ben sperare per il suo futuro nell’industria audiovisiva americana. Paul Walter Hauser, che in più di una occasione aveva già dato prova di grande talento, ci lascia un’altra grande performance, che richiama alla mente un altro grandissimo caratterista: Peter Lorre, che negli anni ‘30 si affermò interpretando il serial killer in M – Il mostro di Düsseldorf di Fritz Lang.

Con il fiato sospeso

Black Bird - 03 - Cinematographe.it

Black Bird è senza dubbio una serie che i fan del thriller non devono farsi scappare, specialmente coloro che apprezzano i prodotti che si soffermano a osservare la psiche dei personaggi. In generale, oltre agli aspetti su cui ci siamo soffermati, la qualità generale dello show è sempre elevata.

Lo show è poi un’ottimo biglietto da visita per AppleTV+, che dimostra di avere la volontà di investire nella produzione di prodotti di qualità, in grado di competere con quanto proposto dagli altri canali di streaming.

Leggi anche Ray Liotta: Taron Egerton racconta le fragilità dell’attore sul set di Black Bird

Regia - 4
Sceneggiatura - 4.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 4.5
Sonoro - 3
Emozione - 4

3.9

Tags: Apple

Articoli correlati