Personal shopper

Personal Shopper, il film di Olivier Assayas con protagonista Kristen Stewart, Premio per la miglior Regia alla passata edizione del Festival di Cannes, è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, SNCCI, con la seguente motivazione:

Olivier Assayas firma una mirabile ghost-story che si trasforma presto in uno scandaglio sul proibito, il desiderio e la ricerca/paura dell’immateriale. Un modernissimo poema oscuro tra le strade di Parigi e Londra costruito sul corpo di Kristen Stewart.

Personal Shopper sarà nelle sale italiane dal 13 aprile distribuito da Academy Two; di seguito la sinossi ufficiale:

Maureen è una giovane donna americana che vive a Parigi e lavora come personal shopper. Ha l’incarico di scegliere i vestiti ideali, con un budget stratosferico a disposizione, per una star esigente di nome Kyra. Maureen ha anche il dono di comunicare con gli spiriti. Cerca un contatto
con l’aldilà per poter salutare definitivamente il fratello gemello Lewis, recentemente scomparso e per riappacificarsi con la sua perdita. Inizierà a ricevere ambigui messaggi inviati da un mittente sconosciuto. Entrerà in contatto con una presenza spettrale ma non è sicura che si tratti di Lewis.

Olivier Assays costruisce un film che è insieme giallo e thriller psicologico, scandendo le scene al ritmo vincente ed attuale della tecnologia odierna, in particolare quella degli smartphone, fornitori di quelle risposte rapide e immediate che lo svolgersi della vita tarda a rivelare.

Se in Sils Maria le tematiche del doppio, della ricerca di se stessi e dell’inversione di identità avevano assunto la forma teatrale della messa in scena, in Personal Shopper  il regista decide di espandere il tema dell’oscuro attraverso un dialogo con un interlocutore ignoto ed inquietante che, a ritmo di sms, pone domande indesiderate,  in grado di mettere irreversibilmente Maureen al cospetto di se stessa, spalle al muro con le proprie emozioni celate ed irrisolte e, per questo, persecutorie.

Un film sostenuto da un montaggio perfetto, capace di mantenere lo spettatore incollato allo schermo fino all’ultima rivelazione finale con ritmo, tensione e riflessione continua, grazie a dissolvenze che suggeriscono senza dichiarare ed una fotografia fatta di chiaro-scuri degni di Hitchcock. CONTINUA A LEGGERE LA NOSTRA RECENSIONE

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