No Time to Die: Billie Eilish torna a parlare del tema musicale del film

In particolare, la cantautrice ha sottolineato quanto si è sentita oppressa da questo difficile compito.

No Time to Die: il brano è candidato agli Oscar

No Time to Die, volente o nolente, è la chiusura dell’era Craig della saga di 007: un addio difficile, ma necessario, dopo ben 5 film (compreso quest’ultimo). Un lungometraggio che ha ricevuto critiche contrastanti e che è persino riuscito ad ottenere tre nomination agli Oscar, per la Miglior canzone, Migliori effetti speciali e Miglior sonoro. Parlando del tema musicale della realizzazione, composta dalla nota cantautrice Billie Eilish (anche cantante del pezzo) e da suo fratello Finneas O’Connell, l’artista, nel podcast Crew Call di Deadline (riportato da METRO), ha sottolineato quanto sia stato difficile lavorare ad un brano che avesse un significato così importante per Craig, che teneva moltissimo alla qualità della canzone.

Già in precedenza si era parlato del fatto che i produttori avessero affidato tutto proprio all’attore, che aveva avuto libera scelta se approvare o meno il pezzo. All’inizio il brano non era stato apprezzato dal divo, ma si era convinto ad un secondo ascolto.

Daniel doveva essere l’unico a firmarlo ed era davvero un grosso problema per lui, sono tutti i suoi ultimi 17 anni o qualcosa del genere, e questo era molto per lui … Era il suo ultimo film, è qualcosa che ha preso nella sua vita per tutto il tempo in cui l’ha fatto ed è stato incredibilmente importante … Ovviamente questo film era il più importante perché era l’ultimo. La canzone doveva essere buona. Non sapevo se sarebbe andata a buon fine. Ma poi è entrato nel film e quando abbiamo incontrato Daniel Craig era semplicemente la persona più affascinante, gentile e straordinaria ed era così generoso e ha significato così tanto per me … Non l’abbiamo fatto avere la sensazione (di) “siamo le persone perfette per farlo” … Era come “oh no, qualcun altro dovrebbe farlo”. Non vedevamo l’ora di farlo, ma sicuramente non ci sentivamo affatto degni. Odio la parola facile perché non è stato facile, ma scorreva in modo naturale

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