Fabio D’Innocenzo: nel post di scuse su Instagram il perché di quel gesto. Ho usato “l’ignoranza più becera”

Il co-regista di Favolacce chiede scusa per gli insulti lasciati su Instagram.

Il regista Fabio D’Innocenzo si è pubblicamente scusato per quelle risposte poco galanti fatte a un hater su Instagram. Recentemente sono infatti apparsi degli screen che mostrato le risposte al vetriolo pubblicate dal co-regista di Favolacce, risposte indirizzate a un decisamente poco fan dei suoi lavori, realizzati insieme al fratello Damiano, e poi sfociate in una vera e propria lite da social. Tutto ha avuto inizio da questo commento: “Vediamo se i grandi fratelli D’Innocenzo sono riusciti a fare un film più brutto del primo, ma soprattutto più brutto del secondo”. La risposta del regista è stata un poco elegante commento sull’aspetto fisico del commentatore: “Ma soprattutto più brutto di te frate”, al quale sono susseguiti altri commenti, questa volta lasciati sotto alle foto del profilo provato dell’hater, in cui si leggono addirittura bestemmie.

Poche ora è stato pubblicato su Instagram il post di scuse di Fabio D’Innocenzo, lungo e sentito, allegato a una foto che lo ritrae sul red carpet alla 78. Mostra del Cinema di Venezia, con il viso coperto dalle mani. Nel lungo post si legge quanto segue: “New York, 22 pm. Questo è un post di scuse. Non una storia, voglio che siano righe permanenti oltre le 24 ore. Scrivo i miei pensieri perché non sono stato bene oggi, non sono stato bene ieri. Qualcuno può dire che non sono stato bene mai. Lo accetto, me la sono cercata. Non accetto i miei errori, vorrei essere capace di non commetterli: più di una volta non sono riuscito e me ne scuso. Mi scuso con chi ha subito un insulto o più di uno come reazione a una sua opinione. Non credo che Instagram sia un posto adatto a me perché abbraccia la possibilità di soccombere alle proprie vulnerabilità: la mia è l’insicurezza. Il non riuscire. Il non essere all’altezza. So di non essere il solo, anzi, so di essere perfettamente normale ad avere questo timore. Ma noto molto spesso che tutto questo viene frainteso in un eccesso di sicurezza da parte mia, di arroganza. Le persone che mi conoscono sanno che si tratta di un travestimento, del mio esatto opposto. Mi vergogno a reagire così verso critiche che io, personalmente, reputo aprioristiche alla visione di una nostra opera o legate ad antipatie verso noi in quanto persone piuttosto che in quanto registi e sceneggiatori. Sono amico di tantissimi critici che non hanno amato i nostri film, mi piace che esista un dialogo, è necessario dibattere di film altrimenti il cinema non avrebbe senso. Ma dove non vedo questa volontà, dove percepisco odio incondizionato, subisco una forte ferita e per reazione tento- sbagliando – di infliggerne una uguale, usando le stesse armi, l’ignoranza più becera e terra terra. Quella che detesto nella vita. Scrivo questo post di getto anche se sono ore che penso al come sono fatto e al perché. Da quando stamattina ho aperto gli occhi, acceso il telefono e ricevuto la chiamata di mio fratello gemello che mi domandava che cazzo avessi combinato, incazzato come solo un fratello può essere, quindi calmissimo, laconico. Ecco, io la risposta ancora non l’ho trovata. Quindi mi rifaccio a voi, liberi di scrivere qui sotto i vostri consigli, i vostri pensieri, le vostre critiche. Vi ascolto”.

 

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Il duo di registi è attualmente impegnato a promuovere la loro nuova pellicola, America Latina, in arrivo nei cinema il 13 gennaio.

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