Blonde rafforza la “propaganda anti-aborto” secondo Planned Parenthood

Secondo Caren Spruch dell'associazione Planned Parenthood Federation of America, Blonde con Ana de Armas rafforza lo stigma dell'aborto.

Giunto su Netflix per essere visionato dal grande pubblico, Blonde di Andrew Dominik ha in breve tempo suscitato numerose discussioni, molte delle quali legate alle rappresentazioni degli aborti vissuti dalla protagonista nel film. A criticare il titolo, che vede Ana de Armas nei panni dell’icona del cinema, è ora la Planned Parenthood Federation of America, associazione non-profit che fornisce assistenza sanitaria a livello internazionale.

Caren Spruch, che in Planned Parenthood riveste il ruolo di direttore nazionale del coinvolgimento nelle arti e nell’intrattenimento, ha così parlato del biopic romanzato ai microfoni di The Hollywood Reporter: “Con i film e la TV che plasmano la comprensione della salute riproduttiva e sessuale di molte persone, è cruciale che queste rappresentazioni ritraggano accuratamente le decisioni e le esperienze reali delle donne. Sebbene l’aborto sia un’assistenza medica sicura ed essenziale, gli zeloti anti-abortisti hanno contribuito a lungo allo stigma dell’aborto usando descrizioni inaccurate di festi e gravidanze. Il nuovo film di Andrew Dominik, Blonde, rafforza il loro messaggio con un feto parlante in CGI, rappresentato con l’apparenza di un bambino pienamente formato”.

Blonde rappresenterebbe un’occasione sprecata per Caren Spruch di Planned Parenthood

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Spruch ha continuato sostenendo che sebbene la sua associazione “rispetti la libertà e la licenza artistiche […] immagini false servono solo a rafforzare la disinformazione e a perpetuare” lo stigma di cui sopra. Il direttore nazionale è convinto che ogni gravidanza e aborto debba essere “rappresentato con sensibilità, autenticità e accuratezza nei media” e ha definito “un peccato che i creatori di Blonde abbiano invece scelto di contribuire alla propaganda anti-aborto e di stigmatizzare le decisioni riguardanti l’assistenza sanitaria delle persone”.

Le polemiche dunque continuano ad aumentare, con tali critiche che vanno ad aggiungersi a quelle mosse al film per via della scena che ritrae Marilyn Monroe assieme al presidente Kennedy. Nel caso voleste farvi una vostra idea e ancora non aveste avuto occasione di guardare l’ultimo lavoro di Dominik, vi ricordiamo che Blonde è attualmente disponibile su Netflix, dove ha debuttato il 28 settembre dopo essere stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (QUI la nostra recensione e QUI la conferenza stampa dal Lido).

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