Lovecraft Country cinematographe.it

Nel corso dei suoi 10 episodi Lovecraft Country – serie TV tratta dall’omonimo romanzo di Matt Ruff – cala l’antologia lovecraftiana nell’america degli anni ’50, declinando le tematiche magiche e mostruose dello scrittore nell’orrore dell’era di Jim Crow. La serie prodotta da J.J. Abrams (Star Wars: Il risveglio della forza) e Jordan Peele (Scappa – Get Out) e scritta da Misha Green (Sons of Anarchy), racconta la storia di Atticus “Tic” Freeman (Jonathan Majors) e Letitia “Leti” Lewis (Jurnee Smollett) mentre affrontano la minaccia rappresentata da mostri spaventosi, esseri soprannaturali e, soprattutto, suprematisti bianchi dotati di poteri magici.

Ma come finisce la prima stagione della serie? Attenzione: l’articolo contiene ovviamente parecchi spoiler!

Nel finale di Lovecraft Country Atticus scopre di essere l’erede legittimo di un potere che sembrava riservato solo alla bianchissima famiglia Braithwaite. Insieme al padre Montrose e all’amica-amante Letitia l’uomo scopre una serie di orrori inimmaginabili legati a poteri che non sono di questo mondo e un razzismo sistematico. Nell’episodio finale intitolato Il cerchio si chiude, ci vengono fornite parecchie informazioni e non tutte immediatamente comprensibili.

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Il piano di Cristina in Lovecraft Country

Per tutta la stagione vediamo Christina Braithwaite (Abbey Lee) intenta a seguire quella che sembra a tutti gli effetti una caccia al tesoro per assicurarsi tutti gli ingredienti necessari per guadagnarsi la propria immortalità (tra questi c’è anche il sangue di Tic). Sappiamo, però, che al contrario di suo padre e di Titus prima di lui, la donna non ha alcuna intenzione di aprire i cancelli dell’Eden per riuscirci. I particolari degli incantesimi necessari in uno o nell’altro caso non ci vengono rivelati, ma possiamo immaginare che abbia a che fare con il planetario di Hiram e la macchina del viaggio interdimensionale.

Nel corso della stagione scopriamo che suo padre, Samuel, era a capo dell’Ordine dell’antica alba, un culto che sostiene che esista un apertura verso il giardino dell’Eden. I figli di Adamo sono un gruppo di alchimisti – fondato da Titus Braithwhite – alla ricerca di una formula che permetta l’apertura di tale passaggio così da ottenere l’immortalità. Titus fonda il gruppo quando scopre il Libro dei nomi, la chiave per decifrare il linguaggio di Adamo.

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Una volta ottenute le pagine rubate del Libro dei nomi, la chiave di Hiram e la volontaria collaborazione di Tic, Christina esegue un incantesimo che lo dissangua completamente e la vede raggiungere il suo scopo. Christina era stata esclusa dai piani di famiglia in quanto donna e il suo successo, a discapito dei suoi predecessori, rappresenta una vera e propria vittoria sul patriarcato che l’aveva oppressa fino a quel momento.

Nel corso della prima stagione di Lovecraft Country, ci era stato mostrato che Titus aveva già provato ad aprire i cancelli dell’Eden, ma aveva fallito mandando a fuoco l’Ardham Lodge e uccidendo chiunque si trovasse al suo interno tranne una schiava che aveva messo incinta, Hanna, che fugge portando con sé il Libro dei nomi. Questo rimane in possesso della famiglia della donna per generazioni, ma viene perso nel 1921 durante i disordini di Tulsa. Tic è un diretto discendente di Hanna, il che lo rende diretto discendente di Titus. Tic, Leti e Montrose recuperano il Libro dei nomi viaggiando nel tempo, ma quando Tic apre il libro lui e Leti vengono risucchiati nel regno ancestrale della sua famiglia. Lì scoprono la storia e gli incantesimi necessari per sventare i piani di Christina. Tic, Leti, Montrose, Hippolyta, Dee, Ruby e Ji-ah partono per Ardham, pronti a lanciare assieme l’incantesimo di Hanna.

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La morte di Atticus

Tic è molto consapevole che sta andando incontro alla sua morte. Quando si arrende al volere di Christina lo fa credendo che il suo sacrificio permetterà alla sua famiglia di completare l’incantesimo che metterà tutti in salvo. L’incantesimo di Hanna, però, richiede una connessione con Titus e la presenza di un Braithwaite. Tic e Leti riportano in vita Titus e prendono un pezzo della sua carne prima di rimandarlo indietro all’inferno; a Ruby il compito di procurarsi il sangue di Christina.

Il problema è che, scopriamo, non si tratta della vera Ruby (che potrebbe essere morta, come dice Christina, o semplicemente in coma), ma di Christina: la pozione è inutile. Quando Leti compie l’incantesimo, questo non funziona e tocca quindi alla mostruosa Ji-ah intervenire. La donna usa le sue code per connettere Tic e Christina mentre leti continua a pronunciare le parole magiche di Hanna sprigionando una forza magica devastante. Christina, che era immortale fino a un momento prima, viene sepolta sotto un cumulo di macerie e si rende conto di non riuscire a usare la magia; Leti la informa che il motivo è semplice: la magia non è più proprietà dei bianchi. “La magia è nostra ora”, le spiega, lasciando intendere che sarà la popolazione afroamericana, d’ora in poi, a possedere i poteri.

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Il cerchio si chiude è una conclusione coerente considerando che gran parte della stagione potrebbe anche non essere mai successa. Dall’episodio 5 all’episodio 8 non accade quasi nulla che trovi poi un riferimento nel resto della stagione. La narrativa è in generale infarcita di riferimento buttati un po’ a casaccio e, forse, la cosa migliore è che di Lovecraft Country vi sia solo una stagione.

Se volete leggere la nostra recensione completa della prima stagione di Lovecraft Country, cliccate QUI.