Cinematographe.it, La casa di carta - Parte 3

La casa di carta è una serie televisiva ideata da Álex Pina. La terza stagione, disponibile su Netflix a partire dal 19 luglio 2019, racconta ancora una volta le avventure di una delle bande più amate della serialità contemporanea. Uno degli elementi più interessanti dello show è sicuramente la musica, una colonna sonora che segue la narrazione, interpretando le tensioni, le emozioni, le paure e le fragilità dei personaggi.

Cinematographe.it, La casa di carta - Parte 3La casa di carta – Parte 3: una colonna sonora che è un mix di vari generi

La scelta musicale è chiara: da una parte ci sono canzoni ritmate, vitali, hard rock, quasi metal (Electro Metal Trailer, Antoine Binant & Julien Ranouil) che vibrano con la forza del coraggio, della passione di quei ladri vestiti di rosso, dall’altra invece quelle più emotive (Down Like Silver – Broken Coastline) che raccontano ciò che di più profondo anima l’animo umano, da una parte c’è la musica tradizionale, di lotta spesso, dall’altra quella contemporanea.

La casa di carta – Parte 3: le location della terza stagione

Fin nella sigla della serie, My Life Is Going On di Cecilia Krull, c’è una forte indicazione di quale sia la spinta che smuove i personaggi, l’amore che tiene legati molti di loro.

If I stay with you, if I’m choosing wrong
I don’t care at all
If I’m losing now, but I’m winning late
That’s all I want…

Whatever happens in the future, trust in destiny 
Don’t try to make anything else even when you feel.

Tokio e Rio, Denver e Stoccolma, il Professore e Lisbona vivono nei dubbi più profondi, tra amore e paura, tra scelte sbagliate e tensione per il futuro; nella canzone c’è il senso di perdita e di disperazione che vive in molti di loro, c’è il desiderio di cambiare e di iniziare una nuova vita che qui si esprime ad esempio nella scelta di Rio di lasciare Tokio, in quella di Lisbona di lasciare la polizia per lavorare al fianco del Professore.

Cinematographe.it, La casa di carta - Parte 3

La casa di carta – Parte 3: una colonna sonora che parla di amore

A far parte della colonna sonora della terza stagione di La Casa di Carta c’è anche la canzone Who Can It Be Now? del gruppo musicale australiano Men at Work che mostra in note ciò che succede quando il Professore va a bussare alla porta di Palermo per invitarlo a far parte della banda.

I’m very tired and I’m not feeling right

“Sono molto stanco e non mi sento bene”: queste potrebbero essere anche le parole sulle labbra dell’uomo. Palermo ha da sempre avuto un rapporto speciale con Berlino, amici, fratelli. Il primo ha sempre amato profondamente il secondo, di cui apprezzava il carisma, l’intelligenza, la forza; ed ora, dopo aver saputo di aver perso l’unica persona verso cui abbia mai provato qualche sentimento, si sente perso e solo.

The lovin’ is a mess what happened
to all of the feeling?
I thought it was for real
babies, rings and fools kneeling
and words of pledging trust
and lifetimes stretching forever
so what went wrong?
It was a lie, it crumbled apart
ghost figures of past, present
future haunting the heart.

Nella canzone dei Belle and Sebastian si parla ancora di amore caparbio, passionale che non ha paura e che va avanti nonostante tutto.

Non è un caso che quando la squadra si incontra di nuovo per organizzare un piano per riprendersi Rio canti proprio una canzone d’amore: Maria, mi vida, mi amor. Qui il gruppo si stringe cantando dell’amore per Maria che è vita e amore. In passato un simbolo della serie era Bella Ciao che cantava appunto la ribellione e la passione della lotta qui invece Denver, rimettendo un disco che in passato aveva già messo il padre, dà inizio a questa poetica dell’amore e del sentimento che ha percorso questa serie fin dall’inizio ma che qui sembra celebrarsi.

La casa di carta – Parte 3: spiegazione del finale di stagione

Cinematographe.it, La casa di carta - Parte 3La casa di carta – Parte 3: la musica racconta anche la lotta

Ancora una volta entra prepotentemente nella colonna sonora di questa terza stagione di La casa di carta la musica tradizionale: Guajira Guantanamera. La serenata dedicata a tempo di bolero a una “contadina della città di Guantanamo” ha come sfondo le lotte di indipendenza. La canzone unisce ai valori patriottici il romanticismo e proprio grazie a questo mix è riuscita a entrare di diritto tra le canzoni cubane più amate; e non a caso rientra anche nel mix musicale di La casa di carta. C’è la lotta contro il capitalismo, verso i poteri forti, contro il patriarcato, c’è anche però una guerra amorosa.

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La colonna sonora spazia poi tra Di doo dah di Jane Birkin, La poupée dei Les Très Bien Ensemble, fino a Bella Ciao nella versione di Manu Pilas. La scelta musicale riesce a spingere la narrazione e le emozioni dei personaggi, facendo da contrappunto in molti dei momenti più importanti della serie stessa.

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