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Il 23 giugno 2017, su Netflix, debuttava la serie tv Glow, uno show tutto al femminile, ispirato ad un programma omonimo, andato in onda sulle reti statunitensi a metà anni ’80 e che per la prima volta introduceva in tv delle wrestler pro donna. La serie tv, che in fondo ha il wrestling come cornice ma non sullo sfondo, racconta delle vicende di un gruppo di donne alle prese con la vita e con la fatica di mettere in piedi uno show pioneristico, mostrando ovviamente powerbomb e suplex, e parlando di emancipazione femminile con intelligenza e garbo.

La vera storia che ha ispirato GLOW, la serie tv Netflix

La storia delle Gorgeous Ladies of Wrestling parte nel 1985 quando il giovanissimo imprenditore David McLane, molto interessato al mondo del wrestling, decide di realizzare il pilota di uno show in cui lottano delle donne. L’idea nasce dopo aver visto con i suoi occhi l’entusiasmo e la calda accoglienza del pubblico maschile di fronte a match tra wrestler. Così McLane pubblica un annuncio su variety, ricercando donne le un’onda host televisivo. Alle audizioni si presentano in 500 donne circa, tra ballerine, attrici e improvvisate, ma non sanno ancora per quale ruolo sono in lista.

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I co-creatori della serie tv Netflix Liz Flahive e Carly Mensch hanno dichiarato di essere stati ispirati da questa storia vera e in particolare si sono innamorati di questa vicenda dopo aver visto il documentario GLOW: The Story of the Gorgeous Ladies of Wrestling del 2012. Chi ama gli anni ’80 non può non sentirsi coinvolto dal vero pilota di Glow (sull’amico cui realizzazione è incentrata tutta la prima stagione della serie tv Netflix), che si può vedere per intero su YouTube. Calze satinate, capelli voluminosi, personaggi esagerati, donne fortissime con glitter, accessori e costumi in lycra, ecco quello che si vedeva sul ring: il glam era uno degli elementi caratterizzanti, insieme alle storie di rivalità tra i vari gymmick, ovviamente divisi tra buone e cattive, accendendo rivalità che prevedevano anche sketch comici.

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Proprio come accade nella serie tv Netflix le donne scritturate non avevano alcuna esperienza di wrestling prima di unirsi allo spettacolo, ma sapevano di certo immedesimarsi nei personaggi esagerati e super stereotipati che venivano assegnati loro. In fondo deve essere davvero divertente dar vita a quella goliardia burlona tipica del wrestling anni 80. La maggior parte del cast di GLOW era formato da attrici, modelle, ballerine o atlete acrobatiche che speravano di entrare nel mondo dello spettacolo attraverso la porticina del wrestling, senza sapere che invece stavano scrivendo la storia di uno degli show più amati in USA. Peccato che alla messa in onda di Glow non tutti furono entusiasti: lo show fu infatti oggetto di critiche, considerato spazzatura senza alcuna qualità, oltre che bersaglio delle femministe che criticavano la mercificazione del corpo femminile.

Le donne di GLOW: forti ed emancipate

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Eppure il team di preparatori veniva dal mondo del wrestling e McLane conosceva il settore: forse nessuno era ancora pronto a vedere delle donne così forti ed emancipate, trasmesse attraverso il mezzo di comunicazione più potente. Il preparatore atletico delle ragazze e donne scritturate fu Mando Guerrero, celebre wrestler messicano, fratello del più famoso Eddie Guerrero, compianta star della WWE. Anche per la preparazione dello show Netflix é stato chiamato un wrestler: Chavo Guerrero, nipote di Eddie e Mando. DI certo Lam spettacolarità di GLOW non puntava sull’atletismo, quanto sul tris donne in costume che lottano. Gli uomini avranno potuto rifarsi gli occhi, ma tantissime donne e ragazzine hanno potuto trovare nuovi modelli di emancipazione a cui ispirarsi.

Il wrestling era comunque alla base anche se nello show Netflix lottano meglio di quanto accadesse negli anni ‘80. In GLOW serie tv infatti compaiono dei wrestler professionisti che hanno militato nella WWE, i più famosi sono Carlos Colon Jr. (conosciuto sul ring come Carlito), John Hennigan (John Morrison) e George Murdock (Brodus Clay) e anche la figlia di Hulk Hogan, Brooke Hogan. Non è finita perché tra i personaggi famosi apparsi nello show anni ’80 c’è anche Jackie Stallone, la mamma di Sly, che fu chiamata per realizzare un rap diventato famoso. Il pilota di GLOW invece fu diretto da Matt Cimber (il Sam della serie tv), un regista di B-Movies che con il suo thriller Butterly del 1982 fu candidato ai Razzies Awards nella categoria peggior film dell’anno. 

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Tra i nomi più noti dello show del 1986, che poi fu cancellato nel 1989 a sorpresa e dopo 4 stagioni, c’è quello di Jeanne Basone, wrestler e stun-woman che interpretava Hollywood (forse il personaggio a cui si sono ispirati per creare Liberty Belle, che rappresenta gli Stati Uniti d’America?) la sua controparte era Lori Palmer, che divenne il colonnello Ninotchka, un militare russo che rideva dei “deboli americani” (vi ricorda per caso Zoya The Distroya interpretata da Allison Brie).

In merito alla strumentalizzazione del corpo femminile, di cui GLOW è stato accusato, McLane ha dichiarato al Las Vegas Review Journal: “All’epoca c’era un clima in cui tutto poteva andare, e i confini erano completamente allungati per vedere quale linea poteva essere attraversata e poi tirata indietro“. McLane ha poi ammesso che lo spettacolo aveva puntava sul corpo femminile, inteso come “bel vedere” spiegando: “In quel momento non riuscivo a vedere questo aspetto, ma guardando indietro, lo vedo ora“.

 

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