Cursed: le principali differenze tra il libro e la serie TV Netflix

Abbiamo raccolto le principali differenze tra Cursed, serie TV targata Netflix, e l'omonimo romanzo da cui è tratta: ecco quali sono!

Come spesso accade anche Cursed, tra le serie TV aggiunte al catalogo di Netflix lo scorso 17 luglio, è tratta da un libro. E, come quasi sempre accade con le trasposizioni cinematografiche o televisive delle parole cartacee, anche la serie con Katherine Langford ha apportato qualche modifica al suo materiale di partenza.

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Il libro in questione si intitola Cursed come la serie e porta la firma di Tom Wheeler, noto per aver sceneggiato film come Il gatto con gli stivali. Nel romanzo sono inoltre presenti numerose illustrazioni originali realizzate da Frank Miller, arcinoto fumettista e regista nonché “papà” di Sin City.

Wheeler e Miller ricoprono il ruolo di produttori esecutivi nella serie, quindi non deve stupire il fatto che i due prodotti si somiglino moltissimo, tanto che alcuni dialoghi del libro sono riportati in maniera identica nella versione televisiva. Ci sono tuttavia alcune differenze sostanziali, tra personaggi mancanti e segreti svelati in anticipo o in ritardo: ecco quindi quali sono i più grandi cambiamenti tra il libro e la serie TV di Cursed.

1. Pym non sopravvive

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Nella serie, vediamo Nimue separarsi da Pym durante l’assedio dei Paladini Rossi al loro villaggio, nel quale perde la vita anche la madre di Nimue, Lenore. Tuttavia, nel quarto episodio, si scopre che Pym è sopravvissuta trovando rifugio a Ponte dei Falchi, ironicamente ospite sotto il tetto di Aaron il pescivendolo, detto “il puzzone” – colui che sua madre avrebbe voluto farle sposare, come racconta lei stessa a Nimue nel primo episodio.

La vita di Pym cambia quando conosce Dof e la sua banda di predoni, capitanati dalla spietata Lancia Rossa: sarà lei a permettere a Pym di unirsi a loro in cambio delle sue abilità di guaritrice, permettendole di rincontrare Nimue quando entrambe arrivano a Gremaire.
La Pym del libro invece non sopravvive all’assedio iniziale, motivo per cui il suo personaggio fa solo una breve comparsa all’inizio, senza più tornare tra le pagine di Cursed.

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2. Il convento di Yvoire viene solo nominato

Nella serie, Artù porta Nimue al convento di Yvoire per nasconderla dall’ira di Bors, al quale ha tagliato una mano: lì, la ragazza si finge la viandante incinta Alice e fa la conoscenza di Sorella Igraine, che solo in un secondo momento si rivela essere la sorella di Artù, Morgana.

Nel libro, al contrario, Artù porta Nimue direttamente da Morgana, la cui identità è chiara fin da subito. La ragazza non abita in un convento, ma piuttosto è parte attiva di un rifugio dove i Fey possono trovare riparo dai Paladini Rossi – quello che nella serie è Nemos, dove Nimue, Morgana e Artù arriveranno solo più avanti. Yvoire viene comunque nominato, dal momento che Morgana spiega a Nimue di aver studiato lì, ma non è teatro di avvenimenti nel libro.

Ciò implica che Sorella Iris non conosca Nimue in convento, dove nella serie inizia a nutrire dubbi sull’identità della ragazza. Nel romanzo, Iris è una fervente fanatica dei Paladini Rossi, il cui sogno è uccidere la Strega Sangue-di-lupo per fare colpo su Padre Carden: come nella serie, sarà lei a scoccare le frecce che faranno precipitare Nimue nell’acqua nel finale.

3. Morgana non è succube della Cailleach

Il fatto che il convento di Yvoire non venga mostrato nel libro significa che Morgana non abbia una storia con la consorella Celia. La mancanza di questo personaggio, determinante per lo sviluppo della sorella di Artù nella serie, implica che nel libro Morgana non diventi succube della Cailleach.

La dea ragno, che nella serie possiede Morgana, non viene nemmeno nominata tra le pagine del romanzo. Allo stesso modo, non vi è nulla nel libro che lasci pensare che Morgana sia destinata a diventare una potente maga, come nella serie – e come d’altronde nel mito della Tavola Rotonda.

La Morgana del libro, quindi, non solo non vede mai la Vedova – che compare solo a Merlino – ma non la uccide nemmeno: ciò significa che la sorella di Artù, nel romanzo, non diventa mai la nuova Vedova.

4. L’identità del Monaco Piangente viene rivelata in anticipo

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Il fatto che il Monaco Piangente sia Lancillotto è una delle grandi rivelazioni della serie, che trova posto negli ultimi secondi dell’ultimo episodio. Lo stesso non vale per il libro di Cursed, dove il suo vero nome viene rivelato verso la metà, durante una scena che lo vede protagonista insieme a Padre Carden, in cui gli spiega di avere dei dubbi sul proprio operato.

5. La vera identità di un altro personaggio non viene svelata nella serie

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Chi ha letto il romanzo di Cursed, quindi, non solo viene a conoscenza della vera identità di Lancillotto/Monaco Piangente molto in anticipo rispetto agli spettatori della serie, ma addirittura conosce un segreto che nell’adattamento televisivo non viene rivelato.

Se infatti nel libro Pym non sopravvive, dunque non incontra mai i predoni, è vero anche che la loro leader Lancia Rossa fa comunque la sua comparsa sul finire del romanzo. Come nella serie, fa la conoscenza di Artù, sostenendo di avere un “debito con lui”: anziché presentarsi come Lancia Rossa, tuttavia, gli svela il suo vero nome, vale a dire Ginevra.

Il dettaglio è particolarmente importante, dal momento che nel canone arturiano Ginevra è la moglie di Artù. Questo significa che Lancia Rossa potrebbe avere un ruolo fondamentale nell’eventuale seconda stagione della serie, oltre al fatto che l’amore tra Artù e Nimue potrebbe quindi essere spazzato via dall’avvento di Ginevra in Cursed.

6. C’è un piccolo pezzo aggiuntivo nel finale

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Il finale del romanzo è lo stesso della serie: Nimue, colpita dalle frecce scoccate da Iris, cade in acqua e sprofonda senza apparentemente riemergere, mentre Merlino e Morgana scompaiono con la spada.

Il libro aggiunge tuttavia un pezzetto che nella serie non viene mostrato: in poche righe, infatti, l’epilogo del romanzo di Cursed descrive come il corpo di Nimue, che respira ormai a fatica, faccia la sua comparsa su una spiaggia. Mani di esseri non meglio identificati, che parlano un antico e incomprensibile linguaggio, afferrano il corpo e lo portano in un tunnel buio.