eddie redmayne oscar

La notte degli Oscar è ormai passata, lasciando il suo solito strascico di entusiasmo e delusione per gli esclusi. Ma dal punto di vista di noi appassionati di cinema, che dall’altra parte del mondo aspettiamo scalpitanti di veder vincere il nostro film o attore preferito, cos’è che davvero rende questa notte tanto attesa e tanto magica?

Secondo noi di Cinematographe, senza dubbio le emozioni, ed in particolare quel meraviglioso sentimento empatico che ci fa commuovere per la gioia altrui e che ci fa venir voglia di vedere e rivedere il momento della consegna della più ambita delle statuette per scorgere entusiasmo e commozione sui volti dei protagonisti e sentirci, per una volta, anche noi delle star del Cinema.

Ecco quindi un breve escursus attraverso la consegna del premio nelle principali categorie:

Miglior Film: BIRDMAN. Alejandro González Iñarritu e gli altri ricevono l’Oscar da uno Sean Penn in vena di battute forse un po’ eccessive; con l’esclamazione “chi ha dato la green card a questo figlio di…” sottolinea lo stupore per la vittoria del regista messicano in una rosa di candidati più “puramente”statunitensi. Dal canto suo, Iñarritu prosegue lo scherzo ironizzando sul suo pessimo inglese e su un’ipotetica sanzione dell’Academy, da introdurre in futuro, verso i registi immigrati e con una non ottima padronanza della lingua. Deciso ed entusiasta.

Miglior Regia: Alejandro González Iñarritu (BIRDMAN). La padronanza della scena del regista prosegue con una simpatica battuta sul fatto di aver messo per scaramanzia le scarpe puzzolenti (e per lui strettissime) che Keaton indossa nel film, per poi proseguire con un intenso commento sull’ego e la competizione: La vera arte [..] non può essere paragonata o etichettata […] è un lavoro che viene giudicato solo dal tempo.

Miglior attrice protagonista: JULIANNE MOORE (Still Alice). Qui vediamo una Moore visibilmente commossa e radiosa per la conquista, forse non troppo inaspettata, del più prestigioso dei riconoscimenti cinematografici. Queste le sue divertenti parole ad introduzione del discorso: Ho letto un articolo che sostiene che vincere un Oscar allunghi la vita di 5 anni; allora devo ringraziare l’Academy perché mio marito ha cinque anni meno di me. L’attrice ha poi proseguito con i consueti ringraziamenti, non dimenticandosi di sottolineare l’importanza del film per i malati di Alzheimer, i quali soffrono per il loro isolamento e talvolta mancata comprensione, e il regista Richard Glatzer, purtroppo affetto da SLA ma che comunque non ha rinunciato a realizzare il suo splendido progetto. Una vera Signora.

Miglior attore protagonista: EDDIE REDMAYNE (La Teoria del Tutto). Incredulo ed incontenibile, Redmayne è salito sul palco con l’entusiasmo di un bambino: Non sono in grado di articolare nessuna parola ma notate che sono perfettamente consapevole di essere un uomo molto fortunato. Ha poi proseguito dedicando il premio a tutti i malati di SLA, alla splendida famiglia Hawking e alla sua famiglia, arricchendo il discorso con ironia ed estrema simpatia. Bravo ed umile.

Miglior attrice non protagonista: PATRICIA ARQUETTE (Boyhood). Con estrema gioia ed emozione ha ringraziato tutta la “famiglia”di Boyhood, per poi ricordare il suo impegno umanitario per l’associazione Give Love: Ad ogni donna che ha dato la vita, ad ogni cittadino e contributore di questa nazione, abbiamo combattuto per i diritti di uguaglianza di tutti. È arrivato il momento di avere un salario equo una volta per tutte per le donne negli Stati Uniti.

Miglior attore non protagonista: J.K. SIMMONS (Whiplash). Bellissimo il suo discorso sul valore della famiglia e dei genitori, che purtroppo non sempre vivono abbastanza per accompagnarci durante tutta la vita: Se posso permettermi, chiamate tutti le vostre mamme […]chiamate i vostri papà. Se siete abbastanza fortunati da avere uno o due genitori vivi su questo pianeta, chiamateli. Non mandate messaggi o e-mail. Chiamateli al telefono. Dite loro che li amate e ascoltateli per tutto il tempo che avranno voglia di parlarvi. Grazie. Grazie mamma e papà.

Miglior film straniero: IDA. La parola al regista, che ha sottolineato il paradosso che sente di vivere ricevendo l’Oscar: Abbiamo fatto un film sul bianco  e il nero, sul bisogno di silenzio e ritiro dal mondo e la contemplazione. Ed eccoci qui nell’epicentro del rumore e dell’attenzione mondiale. Fantastico, sapete, la vita è piena di sorprese.

Miglior costume: MILENA CANONERO (Grand Budapest Hotel). Non poteva mancare, nel nostro breve (ed incompleto) viaggio attraverso le emozioni degli Oscar, la reazione dell’orgoglio italiano Milena Canonero, al suo quarto riconoscimento dell’Academy per aver dato carattere e  colore al teatro umano di Grand Budapest Hotel. I Ringraziamenti della costumista si sono concentrati in particolare sul regista del film: A Wes: questo lo dovrei condividere con te. Sei stato una grande ispirazione, sei come un conduttore, sei come un compositore…

Per i discorsi dei vincitori, fonte: Academy Publicity Department.

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